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Santa Fizzarotti Selvaggi e una lettera immaginaria

Santa Fizzarotti Selvaggi

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Buongiorno Signori e Signore . Oggi è per me ancora un giorno senza stagione. Sogno di respirare. In realtà nuoto ancora in un liquido caldo e vischioso. Io sono un bambino. Sì, sono sicuramente un bambino piccolo piccolo. Inerme. Ma ho già la testa, le manine, i piedini, gli occhi, il naso, le labbra, non mi manca niente. Tutto qui dentro è penombra, anche se a tratti si fa improvvisamente buio. Ma è proprio in quel momento che il battito di un cuore misterioso si unisce al battito del mio cuoricino.

Ed allora ho meno paura. Io non so proprio di chi sia questo grande cuore che rimbomba finanche nella mia testa.Chissà, chissà: è il battito di questo cuore che mi rasserena e mi dà pace.

Lo spazio qui non è poi così tanto: ma ci si può muovere bene, gesticolare, si può dormire, e soprattutto si può già immaginare. Non so come tutto questo avvenga, ma vedo dentro di me morbide immagini di pensieri, di desideri,. sfumati oggetti bianchi, forse torte di crema e di panna . Si . Ogni tanto qui dentro sento gli Angeli cantare: una musica misteriosa sembra sfiorare la mia pelle. A volte, però, sento anche i rumori, urla, pianti... Quando ero più piccolo, vale a dire quando ero agli inizi della mia esistenza, in quel tempo lontano in cui navigavo nell’innocenza di un mare infinito ho anche rischiato di perdermi per sempre.

Sapete Signori, non è una sensazione piacevole: la l’annientamento di se’, la morte, per un bambino piccolo piccolo equivale a sperimentare il Terrore! Ed è cosi anche per gli adulti di qualsiasi età: nessuno escluso. Ricordo che all’improvviso percepii una vaga sensazione di nausea e subito dopo di stordimento. Ma io mi sforzai disperatamente di non cedere al sonno... Non sapevo che cosa stesse succedendo, annaspavo, urtavo contro le pareti morbide di questa mia prima dimora, ma non avevo alcuna possibilità di fuga. Il mio cuore si affannava, tentava di resistere accelerando i battiti: le mie manine incominciavano a diventare torpide...Tutto era buio pesto intorno a me.Io con certezza sapevo che se in quel momento mi fossi addormentato, non mi sarei più risvegliato. Eh già, in questo luogo senza tempo esiste già in qualche modo la consapevolezza della propria esistenza sin da quando misteriosamente si accende la luce scintillante della vita. Ed è proprio in quell’attimo infinitesimale che si avverte la sensazione di non essere più divisi e scissi, ma finalmente interi e tondi , pronti per affrontare un lungo, difficile, ma meraviglioso viaggio.

Io non so come né perché ma ho rischiato di perdere tante possibilità che l’esistenza offre a tutti, in misure diverse, ma non per questo meno preziose. L’amore della mamma certamente mi ha salvato . Io so, per sentito dire, che sulla terra ci sono le albe e i tramonti, gli alberi, i fiori colorati, la luna, il sole caldo dell’estate, la neve in inverno, le foglie rosse dell’autunno, il cielo blu e le stelle... tantissime stelle...E che c’è anche , in questo momento , un essere chiamato Coronavirus 19 che sta terrorizzando la Terra , tutti gli esseri umani di qualsiasi Paese . Dalle parole indistinte della mamma odo che c’ è una lotta strenua contro questo essere chiamato Virus Covid 19, una lotta terribile che sta mettendo a dura prova l’umanità intera . Questo Virus fa male , soprattutto a coloro che hanno già qualche problema , fa male agli anziani, fa male ai bambini, e percepisco dal discorso di mia mamma che fa male a tutta l’economia e fa male veramente a tutti.

Però questo esserino minuscolo e invisibile potrà far sentire al mondo intero che il cuore di ciascun essere umano batte all’unisono con il cuore di tutti, compreso il mio piccolo cuoricino e che fondamentalmente si tratta di ritrovare il senso più profondo dell’Amore che tutto dona e nulla vuole in cambio . E io, per esempio e nonostante tutto questo dramma ora presente sulla Terra, ho già dei progetti per il mondo. Le mie intenzioni sono buone. Ho lottato, è vero, ma la rabbia non è esplosa nel mio cuore quando sentivo perdere le forze, qui in questo luogo morbido e caldo. I miei genitori devono aver sentito il mio amore per loro per cui sarò grato a loro, a mia madre, per non avermi fatto dormire per sempre. Non nego di essermi spaventato , ma ora sono certo che, una volta alla luce, sarò curato, accarezzato, coccolato: sono stato desiderato. Non abbiate nostalgia del futuro.

Io sono, infatti, il FUTURO: la qual cosa invero per un verso mi preoccupa non poco. Ma non ho paura. Ora già intravedo la luce. Questo posto è diventato troppo angusto per me, a tratti mi sembra di soffocare. Non posso più rimanere qui al caldo tepore di questa mia prima culla... È giunto il mio tempo. Devo nascere, per forza devo nascere, anche se so che un giorno mi addormenterò per sempre. Ma mia madre sicuramente per sempre mi amerà . Ho molti timori , non lo nego. Che cosa mi succederà una volta nato? Ho già percepito, tramite le emozioni di mia madre, notizie poco rassicuranti di bambini maltrattati, violati, poco amati. Io dirò subito a mia madre che voglio imparare a giocare con lei: anzi dirò che, soprattutto, voglio essere amato per quello che sono. Che cosa rischierò mai? Il virus coglierà anche me? Ma l’amore lo renderà inoffensivo perché i miei genitori sicuramente non sono degli irresponsabili e dunque seguiranno le indicazioni dei medici e di ciò che un organismo a me sconosciuto , che chiamano Governo , indicherà. Sin dal mio primo respiro non sarò soltanto un bambino immaginato ma reale.

Naturalmente spero che attraverso la mia nascita, i miei genitori rinascano a nuova rinascano a nuova vita, in modo che anche per loro, come per tutti i genitori del mondo, siano essi genitori biologici che simbolici, sociali, religiosi o adottivi, sarà sempre, una rinascita con o senza virus, perché la vita è la vita, perché la vita è un dono nella sua fragilità e nel suo mistero, nel suo dramma e nella sua meraviglia.

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