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Un giorno una foglia dal nome emblematico PACIMONDO, caduta in un piovoso autunno, ebbe una geniale idea. Con l’aiuto del VENTO, un amico potente, talvolta anche indisponente, volle intraprendere un grande, lungo viaggio e con spirito d’avventura proprio delle foglie, volle osare. Sì, osare a tal punto che riuscì nel suo intento. Quello, appunto, di conoscere tante altre foglie che vivono le stagioni della vita come un avvenimento giocoso da una parte ma anche triste, amaro dall’altra,come il buio e grigio periodo che stiamo vivendo a causa del Coronavirus.

Cercò con tutte le sue forze e con quelle benevole dell’importante amico VENTO di riunire centinaia, migliaia di foglie provenienti da ogni parte del mondo. Colorate, verdi, marrone, abbronzate, multiformi, eleganti, alcune così delicate che sembravano darsi un po’ troppa «aria», senza accorgersi che la potenza del vento era in grado di impartire una dura lezione a quelle foglie vanitose che credevano di essere più belle , eleganti, sinuose delle altre.

Insomma, PACIMONDO era riuscita ad unire ciò che altri avevano diviso, a far dialogare le diverse foglie, in maniera tale da creare un mosaico di colori e di forme inusitate. Avevano per tanto tempo vissuto in luoghi così differenti, ed ora per lo sforzo comune e condiviso di PACIMONDO e del VENTO, si ritrovavano a vivere un’esperienza armoniosa.
Con imprevedibili note che componevano una sorta di sinfonia naturale, capace di sprigionare una melodia contagiosa. Ma come accade spesso, c’è sempre qualcosa e qualcuno che tenta di mettere lo sgambetto e far cadere. Alcune foglie invidiose, con la complicità di un vento, quel giorno capriccioso e geloso, cercarono di ostacolare quell’esperienza che andava nella direzione dell’armonia e della «convivialità delle differenze», come amava ripetere l’indimenticato vescovo pugliese della pace e della nonviolenza don Tonino Bello. Ce la misero tutta per rovinare la festa, avvenne perciò che molte foglie furono trasportate lontano dal vento dispettoso e non potettero godere di quell’intensa esperienza di solidarietà e di pace che stavano vivendo in quel memorabile autunno.

PACIMONDO, però non si rassegnò e pur avendo sofferto e provato acuta amarezza per l’accaduto unì attorno a sé le altre foglie superstiti che fedelmente e tenacemente erano riuscite a non lasciarsi trascinare e con uno straordinario coraggio e colpo di scena invitò proprio le foglie invidiose a partecipare ad un avvincente spettacolo che la NATURA riserva a tutti, ma proprio a tutti senza discriminazione di sorta.

Ed insieme, dopo uno scrosciante temporale, assistettero ad uno splendido tramonto del sole che trasformò le foglie e il paesaggio tutto in una sorta di ARCOBALENO del «BEN-ESSERE» e del «BEN-VIVERE». Questa inaspettata contromossa all’inizio fu percepita con sospetto e non fu considerata degna di rispetto, poi, trascorsi alcuni giorni fu ritenuta significativa perché l’atmosfera che stava diventando irrespirabile , dopo una salutare pausa di silenzio e feconda riflessione, fu accolta con entusiasmo, anche il vento si calmò… le foglie si posarono dolcemente e si misero a sorridere, a contemplare il silenzio, ad ammirare la luce splendente del sole, il dolce tepore della luna. E le foglie più piccole/bambine iniziarono a tappezzare pareti e balconi con disegni di arcobaleno con la scritta a caratteri cubitali ANDRA’ TUTTO BENE!

Insomma, si convinsero che la lotta, gli intrighi, i trucchi per fare e farsi del male, possono anche disorientare e scoraggiare in una prima fase, ma alla lunga, non portano a nessun risultato duraturo e costruttivo. La leggerezza, la fragilità così come la forza e la sostanza possono convivere bene, senza provocare vicendevolmente spintoni pericolosi e violenti. Anzi la pazienza,la tenacia, il coraggio, la grande voglia di comprensione e di tenerezza, ma anche di fermezza quando è necessaria, il dialogo e il rispetto dei ruoli, la competenza e la dedizione del personale medico, infermieristico della protezione civile, degli organi politici al massimo livello e soprattutto la COESIONE e LA CORRESPONSABILITA’ di TUTTA LA NAZIONE ITALIANA aiutano sempre a RIALZARSI ed ANDARE AVANTI! Le foglie e il vento quando si abbracciano e collaborano sono più forti e resistenti. Anche se svaniscono, si lacerano, invecchiano, sono capaci di regalare momenti di intensa serenità, destinati a diffondersi e restare «scolpiti» in eterno. O no?

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