Sabato 25 Gennaio 2020 | 23:38

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Tagli incredibili anche nella cura della terribile Sla

Chi le scrive è una psicologa che per anni si è dedicata ad aiutare persone affette da SLA e loro caregivers. Un setting diverso dal solito, non seduta comodamente nel mio studio ad ascoltare problemi legati al mal di vivere, ma nelle case di persone la cui voglia di vivere è tanta nonostante la "stronza" (così viene da loro stessi definita questa patologia), tolga loro ogni possibilità di vivere in modo autonomo tanto che questi pazienti, devono dipendere totalmente dagli operatori e dai loro caregivers. Questi ultimi, si annullano, smettono di vivere pur di garantire loro sicurezza per quanto illusoria possa essere. Ebbene, negli ultimi tempi, si sta assistendo ad una vergognosa riduzione delle ore dei tanti operatori che sono fonte di sollievo e aiuto in queste famiglie. Si, perché la Sanità è ormai ridotta all'osso e si taglia, si taglia e si continua a tagliare anche nei caso in cui, la riduzione del personale nell'assistenza domiciliare, diventa una ulteriore beffa del destino verso persone che devono già lottare contro una malattia che toglie tutto. Tra i vari tagli, non c'è da stupirsi se la figura dello psicologo, non viene più considerata. Ed ecco che, laddove invece, l'ascolto, la promozione della resilienza, il supporto, sono fondamentali per far fronte a delle criticità che stroncherebbero chiunque, il nostro operato, viene squalificato. Ecco perché, mi rivolgo al Suo giornale per richiamare l'attenzione sull'importanza della nostra attività, per sensibilizzare i responsabili della sanità pugliese, affinché tutto questo non termini, ponendo fine ad anni di lavoro, esperienze accumulate e concrete possibilità di dare aiuto. Non possiamo curare la SLA, non possiamo guarire nessuno da questa , ma possiamo con la nostra professionalità, attutire, mediare, riequilibrare situazioni in cui spesso ci si trova sull'orlo di un baratro.

Rosalba Mazzarelli, Castellana Grotte (Bari)

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