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Palazzo Carafa

Comunali a Lecce, è già toto-sindaco

Tanti sollecitano un Salvemini-bis. In alternativa, Delli Noci o Mignone

palazzo Carafa a Lecce

LECCE - Archiviate le dimissioni, si pensa al futuro. Ed è già toto-candidati in vista delle Comunali di primavera. Il sindaco Carlo Salvemini, senza più una maggioranza al suo fianco, l’altro ieri ha gettato la spugna. E dopo di lui anche 17 consiglieri comunali leccesi (sui complessivi 32 a palazzo Carafa) si sono dimessi. Non consentendo, in tal modo, neppure il decorrere dei 20 giorni - previsti dalla legge - per un eventuale ripensamento.
Il Comune di Lecce quindi è in attesa del commissario, nominato dal Ministero dell’Interno. E già oggi si dovrebbe conoscere il nome del prescelto, che condurrà il timone fino alle urne di primavera. Quando nel capoluogo salentino si tornerà al voto a distanza di circa due anni dalla vittoria del centrosinistra, nel giugno del 2017, grazie all’alleanza - prima del ballottaggio - tra lo stesso Salvemini e le liste collegate ad Alessandro Delli Noci, poi promosso vicesindaco.
«Qui c’è una squadra di giocatori pronti a tornare in campo - ha detto lo stesso primo cittadino dimissionario, attorniato dai suoi, all’Open Space - Decideremo insieme con che ruoli e responsabilità. Di certo, il cambiamento che avevamo avviato non può essere fermato. Per quanto mi riguarda, mi prendo un periodo di riflessione».

Salvemini è partito per lavoro e domani sarà in Comune per svuotare la stanza del primo cittadino dalle sue cose. «Soprattutto carte», ha chiarito lui stesso. Nel frattempo, sono in tanti a chiedergli di tentare un mandato bis, senza l’incubo dell’anatra zoppa. Ma se l’interessato non dovesse riprovarci, è pronto a scaldare i muscoli - per restare alla metafora calcistica - proprio l’ex vicesindaco Delli Noci. A più di qualcuno, però, sempre in area centrosinistra, non dispiace neppure l’ipotesi Carlo Mignone, che nella Giunta Salvemini è stato assessore all’Ambiente. Apprezzato da molti e capace di attrarre un voto moderato, che a Lecce fa sempre comodo.

Il centrodestra ieri ha festeggiato, in conferenza stampa, la crisi amministrativa a Palazzo con pasticciotti e spumante. E dopo essere riuscito a riportare tra le proprie fila i tre fuoriusciti, che da marzo in poi hanno consentito a Salvemini di continuare a governare la città, pensa a restare unito in vista delle urne. E quindi a riconquistare una roccaforte, amministrata per ben 19 anni prima con Adriana Poli Bortone e poi con Paolo Perrone. «Io non mi ricandiderò più al Comune di Lecce - ha annunciato ieri Perrone - Questo non vuol dire che abbandono la politica. Se si presenterà qualche altra opportunità, proverò a coglierla.

Ma se così non dovesse essere, non mi taglierò le vene». Parole che, secondo i bene informati, spianerebbero la strada alla candidatura del consigliere regionale e numero uno pugliese di Fratelli d’Italia, Erio Congedo. Un candidato, quest’ultimo, che piace a tanti nel centrodestra. Anche se c’è pure chi ha rispolverato i nomi di Poli Bortone e dell’ex parlamentare di Alleanza nazionale Ugo Lisi. Se non si troverà l’accordo unanime, si andrà alle primarie.

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