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Entra in vigore l’amnistia Togliatti

Entra in vigore l’amnistia Togliatti

Aspre polemiche da partigiani e Pci

23 Giugno 2022

Annabella De Robertis

È il 23 giugno 1946. «La Gazzetta del Mezzogiorno» annuncia l’entrata in vigore della cosiddetta «Amnistia Togliatti»: si tratta del decreto presidenziale di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari avvenuti durante il periodo dell’occupazione nazifascista.

La legge - proposta e varata dal ministro di Grazia e Giustizia del primo governo De Gasperi, il comunista Palmiro Togliatti - comprende il condono della pena per i reati punibili fino a un massimo di 5 anni: si calcola, si legge sulla «Gazzetta», che solo a Roma cadranno nella sfera di applicazione del decreto 600 processi politici.

Si attende con ansia la relazione con cui il Guardasigilli fisserà precise norme interpretative, in particolare l’esclusione delle «persone rivestite di elevata responsabilità di comando civile o militare, ovvero che abbiano commesso atti di strage, sevizie particolarmente efferate, omicidi e saccheggi». Nelle intenzioni di Togliatti, dunque, i reati gravi e gravissimi non sarebbero da includere nel provvedimento. All’indomani della fine della guerra e della vittoria della Repubblica al referendum istituzionale, il suo scopo è quello di accelerare il processo di pacificazione nazionale, per evitare che l’epurazione nei confronti delle personalità compromesse col fascismo rallenti la ricostruzione materiale del Paese.

«Per raggiungere questo scopo, che appare ogni giorno più necessario e indispensabile, bisogna prima risolvere il formidabile problema dell’unità morale degli italiani», scrive Leonardo Azzarita sulla «Gazzetta». «Se non si risolve pienamente, urgentemente questo problema, è vano attendersi che la concordia civile e nazionale sia piena, operante e decisiva nei momenti solenni che l’attendono per metterla alla prova». Ad ogni modo, l’ex direttore del «Corriere delle Puglie» non condanna il provvedimento di amnistia: «Va lodato e con esso van lodati il Guardasigilli e il Governo», conclude Azzarita.

Tuttavia, nell’opinione pubblica si scatena un vivace dibattito. Aspre sono le polemiche che arrivano dall’associazionismo partigiano e dalla stessa base del Partito comunista : con l’amnistia verranno, infatti, scarcerati migliaia di fascisti che si sono resi responsabili anche di gravi crimini.

La mancata epurazione della magistratura, inoltre, produrrà un’estensione indiscriminata del provvedimento.

L’amnistia contribuirà, inevitabilmente, al processo, tutto italiano, di rimozione delle responsabilità e dei crimini dell’Italia fascista.

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