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Meridione monarchico, ma l’asse Taranto-Foggia sceglie la Repubblica

Meridione monarchico, ma l’asse Taranto-Foggia sceglie la Repubblica

03 Giugno 2022

Annabella De Robertis

È il 3 giugno 1946: si diffondono i primi dati sulle elezioni per l’Assemblea Costituente e sul referendum istituzionale. Iniziato il giorno prima, il voto continuerà, nei Comuni più grandi, anche nella giornata del 3 fino a mezzogiorno. «La Gazzetta del Mezzogiorno» racconta: «Il giorno tanto atteso delle elezioni politiche e del referendum istituzionale è ieri finalmente giunto. Preparato da un mese di nutrita campagna elettorale, fatta di comizi, di trasmissioni radiofoniche, di scritte murali, di manifesti e di ogni altro mezzo che servisse a polarizzare l’attenzione dei cittadini sui programmi e sugli uomini della nostra vita politica, il 2 giugno è arrivato. Il bombardamento dei discorsi elettorali non mancava di produrre i suoi effetti, gettando nelle coscienze dei cittadini i germi della discussione appassionata, vivace, contrastante, ma sempre lieta di manifestarsi nel rinnovato clima della libertà democratica».

Una grande partecipazione popolare in quasi tutto il Paese: l’89% degli aventi diritto al voto esprimerà la propria preferenza. A Roma si è recata alle urne anche la Regina Maria José, consorte di Umberto II: «Discesa dall’automobile ad una certa distanza dalla sede della sezione dinanzi alla quale sostavano molti elettori, si è posta in coda alla fila, ma subito riconosciuta, le è stato fatto largo dalla folla che l’ha calorosamente applaudita. Entrata nella sala della votazione, la Sovrana ha accettato dal Presidente solo la scheda per le elezioni della Costituente, rifiutando quella del referendum», racconta sulla «Gazzetta» il corrispondente dalla capitale.

Anche in Puglia si è registrata una notevole affluenza ai seggi: «A Bari molti locali non si prestavano ieri allo scopo. Ne è derivato un intasamento ed un affollamento che hanno un po’ stancato l’attesa degli elettori». Le elezioni, ad ogni modo, si sono svolte quasi totalmente senza disordini: consistente sarà, nella regione, così come in tutto il Mezzogiorno, la prevalenza dei voti a favore della monarchia. Vi saranno, tuttavia, delle significative eccezioni. Le percentuali più alte a favore della Repubblica si registreranno nelle zone con una forte tradizione socialista: nella provincia di Taranto, per la sua componente operaia legata all’Arsenale militare marittimo e al Cantiere navale, ma soprattutto nelle campagne della Capitanata. Cerignola e Orsara di Puglia, comuni tradizionalmente legati alla storia delle lotte bracciantili, rispettivamente con il 60 e il 76% dei voti, contribuiranno fortemente alla definitiva vittoria della Repubblica nel nostro Paese.

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