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Cornacchini: "Portici, esame di maturitàBollino? Probabilmente giocherà domani"

Cornacchini

Cornacchini, «Bari può centrare la Serie B»

«Padova favorito assoluto. Occhio al Sudtirol e al Modena. Triestina sorpresa»


Bari - «Conosco gran parte dei ragazzi del Bari: hanno grandi valori tecnici e morali. Sono sicuro che la promozione possa ancora arrivare tramite questi playoff». Giovanni Cornacchini ha i colori biancorossi ancora ben impressi nel cuore. Il tecnico marchigiano è stato il primo allenatore dell’era De Laurentiis, ha centrato il salto dalla serie D alla C nel 2019, poi ha pagato con l’esonero un avvio poco felice nello scorso torneo (sette punti in cinque gare). Ma la sua carriera si è rilanciata alla Fermana: entrato in corsa lo scorso dicembre, ha condotto i canarini ad una serena salvezza pur partendo da una posizione pericolante. Ora, il coach di Fano ci alla scoperta delle rivali playoff provenienti del girone B.


Mister Cornacchini, si dice che dal raggruppamento B arrivino le formazioni migliori per i playoff: è così?
«Il girone B è il più equilibrato dell’intera serie C. Nel gruppo C vedo quattro-cinque squadre fortissime, ma alle loro spalle il livello non è eccezionale. Invece, nel raggruppamento che ho appena affrontato non c’è respiro: ogni gara è una battaglia. Le dieci squadre che si presenteranno agli spareggi promozione saranno già abituate a sfide da dentro o fuori».


Qual è la sua “griglia” ideale?
«Il Padova è a mio avviso la favorita assoluta dei playoff. Parliamo di una formazione che teoricamente ha vinto il campionato: ha chiuso a pari punti con il Perugia e paga soltanto lo scontro diretto a sfavore. Ecco, questo può anche essere il limite per i veneti: riusciranno a riprendersi da un simile shock? Subito dopo, metto il Sudtirol: compagine completa sia sul piano tecnico, sia su quello fisico. Probabilmente, la squadra che ha giocato il miglior calcio della C. Quindi, il Modena: solido e dotato di una difesa difficilmente superabile».


Può emergere qualche outsider?
«La Triestina ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma la rosa è composta da esperti della categoria e davanti vantano calibri tipo Sarno, Granoche e Litteri che rappresentano valori assoluti in turni ad eliminazione diretta».


Il Bari parte addirittura dal quarto posto: se lo aspettava?
“No, affatto. Ero convinto che avrebbe vinto il girone. La Ternana era sicuramente attrezzata, ma ha disputato un torneo ai confini della realtà. Adesso, però, tutto si azzera e il Bari non è inferiore a nessuno. Giocare qualche gara in più non è un problema insormontabile perché comunque occorrerà arrivare a questa fase nella migliore condizione fisica possibile. Se poi cominci a vincere e ad andare avanti, la fatica si smaltisce facilmente perché subentra l’entusiasmo».


Che cosa può non aver funzionato nella regular season?
«Difficile giudicare da fuori, ho letto tante critiche sull’atteggiamento della squadra. Ma, conoscendo diversi calciatori, posso assicurare che tutti ci tengono da morire. Anzi, forse hanno patito proprio la troppa voglia di raggiungere il risultato: vedi la Ternana scappare via, perdi terreno e magari ti fai prendere dalla frenesia. Ma, ripeto: hanno tutto per riscattarsi alla grande».


Ha qualche rimpianto per la fine della sua avventura biancorossa?
«Sono innamorato di Bari e ringrazierò sempre la società per avermi dato la possibilità di allenare un club così glorioso. Nessuno potrà cancellarmi la soddisfazione di aver centrato la missione di riportare la squadra tra i professionisti al primo colpo. Poi, si è cambiato tanto, forse occorreva un po’ di tempo in più per trovare la strada giusta. Ma in una piazza di tali dimensioni tempo non ce n’è: capisco che il club abbia cercato la svolta in altro modo».


Alla Fermana ha ritrovato Neglia che aveva allenato anche a Bari ed è ancora di proprietà dei pugliesi: può risultare ancora utile alla causa dei Galletti?
«Samuele ha realizzato dieci reti, non si discute: è una garanzia per chiunque punti su di lui».

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