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Zavettieri: Bari a Bisceglie è la mia partita speciale

Zavettieri: Bari a Bisceglie è la mia partita speciale

«Sul piano tecnico non ci sarebbe storia. Ma un derby... è un derby»

«Il Bisceglie è una bellissima storia sportiva, ma mi dispiace che la sfida con il Bari vada in scena in serie C. Il derby di domenica per me è davvero speciale». Nunzio Zavettieri si proietta alla sfida tra i biancorossi ed i nerazzuro stellati con l’emozione di chi ha vissuto momenti intensi su entrambe le piazze. Con Enrico Alberti, infatti, ha composto per i Galletti il tandem di tecnici protagonisti della «meravigliosa stagione fallimentare» 2013-14, sfiorando, dopo il crack societario, una clamorosa promozione in serie A, svanita soltanto in semifinale dei playoff (doppio 2-2 con il Latina, qualificato in finale per la migliore posizione in classifica). A Bisceglie, invece, è stato il primo tecnico della recente epopea in C.

Zavettieri, che sapore avrà la sfida tra vicine di casa?
«È quasi surreale mettere a confronto realtà così differenti. Ho avuto la fortuna di vedere il San Nicola gremito: non è una frase fatta, Bari è davvero una realtà da serie A e piange il cuore vederla in una categoria che non merita, ma resta maledettamente complicata. Il Bisceglie, invece, è riuscito in una specie di miracolo: la nuova società ha mantenuto il titolo sportivo, è riuscita a percorrere la strada della riammissione pur tra mille incertezze e difficoltà, ha costruito un complesso che si sta disimpegnando con grandissima dignità. Meritano davvero un plauso dirigenti, tecnico e una squadra che sarà un avversario ostico per tutti».

Quindi il Bari dovrà moltiplicare le attenzioni, domenica?
«Il campionato sta dimostrando tutte le sue criticità. Non ci sono gare scontate: a volte davvero un dettaglio può cambiare il destino di un match perché regna un certo equilibrio. Basti vedere quanto è accaduto domenica scorsa con la Turris o nel match con la Vibonese. Tuttavia, i valori in campo sono troppo difformi: sul piano tecnico e delle soluzioni non ci sarebbe storia, perciò conterà soprattutto l’approccio. È scontato che per il Bisceglie le motivazioni saranno eccezionali, anche senza pubblico».

Meno otto dalla vetta: il Bari è già fuori dalla corsa alla promozione diretta?
«Nemmeno per scherzo. E dico di più: è proprio in questi momenti che devi aumentare la ferocia, l’agonismo, la voglia di arrivare. Il calcio consente anche le rimonte più impensate. Per il Bari deve esistere soltanto il primo posto e la promozione diretta. Dare segni di resa significherebbe agevolare ulteriormente il compito ad una Ternana a cui sta girando tutto al meglio. E’ scontato che ogni pareggio allontani l’obiettivo, ma si deve avere la forza di inseguire una serie di successi, in modo da mettere pressione agli umbri».

Il Bisceglie riuscirà a salvarsi?
«Il livello è simile anche in coda alla classifica. Se la squadra manterrà la tenacia attuale potrà farcela e sarebbe un risultato straordinario. Se si dovesse passare dai playout, il Bisceglie sarà un avversario difficilissimo per chiunque».

Tra i protagonisti ci sarà D’Ursi, ex di turno: potrà essere decisivo?
«A quest’ora immaginavo Eugenio su ben altri palcoscenici: ha velocità, dribbling, fantasia, fiuto per il gol. Gli manca un po’ di continuità, ma soprattutto deve convincersi di poter determinare: deve diventare più trascinatore perché ne possiede le qualità».

Apra l’album dei ricordi: momenti di gloria e rimpianti?
«L’escalation del Bari da marzo a giugno in un oceano di folla ed affetto è qualcosa che vive sempre sulla mia pelle, in particolare in questo momento di rinunce forzate a causa della pandemia. Il rimpianto non è nemmeno legato al discusso arbitraggio delle due semifinali con il Latina, quanto a doverle giocare senza tanti giocatori infortunati. A fine torneo decisi di pancia l’addio perché, con il cambio di proprietà, tirava aria di rivoluzione, ma chissà, forse avrei potuto aspettare prima di quella scelta. A Bisceglie stavamo disputando un bellissimo campionato: qualcosa si è incappato. Peccato, sono convinto che avremmo centrato i playoff»

(foto Calvaresi)

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