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Biancorossi

Bari, torna l'incubo: la promozione in B diventa una scalata

Bari, Auteri indica la strada: «Capace di fare di tutto»

foto Domenico Bari

L'anno scorso la Reggina, oggi la Ternana

15 Dicembre 2020

Davide Lattanzi

Un triste deja vu. Il campionato del Bari sta prendendo esattamente la piega dello scorso torneo. Il pareggio in casa contro la Vibonese ha allungato il distacco dei biancorossi dalla vetta a ben nove punti. Bisogna pur sempre tener conto del match in meno disputato dai Galletti rispetto agli umbri, ma non si può negare che la città del pallone si sia risvegliata con il cuore gonfio di sconforto. La 15ª giornata era riconosciuta all’unanimità come una chance per accorciare le distanze dalla capolista del girone C: le «fere» impegnate in una trasferta complicata ad Avellino, la truppa di Auteri in casa contro i calabresi. Nulla da fare, invece. Il match «stregato» per Antenucci e compagni è stato reso ancor più amaro dal blitz della Ternana al Partenio. È andato ben presto in frantumi l’obiettivo posto dal presidente Luigi De Laurentiis che aveva chiesto nove punti prima della sosta natalizia: in tal modo, il Bari avrebbe avuto la certezza di ridurre almeno a quattro gradini la lontananza dal primo posto che vale la promozione diretta in serie B.

Ora, invece, c’è il concreto rischio che la Ternana (basterà che batta la Turris in casa domenica prossima, mentre il Bari dovrà vedersela con l’Avellino prima ed il Palermo poi) mantenga comunque un margine di sei punti, con l’ulteriore vantaggio dello scontro diretto di andata a favore. Dunque, la nemesi da evitare a tutti i costi, ovvero di ripetere l’andamento del recente passato, sta, invece, prendendo inesorabilmente. Lo scorso anno, dopo 15 turni, il Bari aveva 29 punti, ovvero uno in meno rispetto agli attuali 30. Certo, la squadra condotta prima da Giovanni Cornacchini (fino alla quinta giornata), poi da Vincenzo Vivarini, aveva giocato effettivamente 15 partite, mentre il gruppo di Gaetano Auteri ha nel conto il turno di riposo, ma è evidente che non ci sia stato un reale cambio di marcia. Non a caso, la capolista della stagione passata era diventata la Reggina (poi promossa in B) che viaggiava in vetta a quota 37, con ben otto punti più di Antenucci e compagni e soltanto due lunghezze in meno della Ternana attuale. Si certifica, quindi, una tendenza che avviene soprattutto nel girone C, nel quale la capolista mantiene un ritmo sopra la media, spesso frutto di lunghe strisce di vittorie. Quello che, a conti fatti, è puntualmente mancato al Bari. Sia nel 2019-20, sia nel 2020-21 (almeno finora), il club della famiglia De Laurentiis non è mai andato oltre le tre vittorie consecutive. La Reggina, invece, ne inanellò dieci lo scorso anno, mentre la Ternana è giunta addirittura alla 12ª affermazione di fila.

Bisogna anche un aggiungere un altro particolare. I biancorossi, sebbene con distacchi inferiori, non sarebbero in testa nemmeno negli altri due gironi, comandati da Renate (gruppo A) e Sud Tirol (B), entrambe in vetta con 32 punti. La realtà, quindi, è che la formazione di Auteri non ha recitato fin qui da prima della classe. Malgrado, ancora una volta, sia partita con i favori del pronostico. Scontato che la domanda generale ora riguardi la modalità in cui vada affrontato il resto della stagione. Con 22 giornate ancora da disputare (quattro di andata, 18 nel ritorno), non ci si può permettere il lusso di precludere qualsiasi obiettivo. Nemmeno quel primo posto che ora appare irraggiungibile. Reinserirsi nella lotta per la promozione diretta è ancora possibile, ma a due sole condizioni. La prima è che sia il Bari a centrare ora una lunga serie di successi. Mettendo insieme una decina di vittorie di fila, quasi certamente uno spiraglio si riaprirebbe, a meno che la Ternana non bruci qualsiasi record immaginabile. Ipotesi plausibile, ma di difficile realizzazione, visto che anche la Reggina accusò una notevole flessione nello scorso torneo, con tre sconfitte ed altrettanti pareggi nei primi undici turni del ritorno. La seconda è sfruttare adeguatamente il mercato. L’organico biancorosso ha bisogno di rimpiazzare gli elementi ai margini o che non hanno reso secondo le aspettative (i vari Hamlili, Corsinelli, Perrotta, Andreoni, in attesa di capire come sarà gestita la situazione di Simeri), con rinforzi in grado di garantire un reale apporto e di fare la differenza nei match che contano. Perché se la promozione dovesse passare dai playoff, allora bisognerà arrivarci nelle condizioni perfette. Forse lo scorso anno il mercato bis non è stato sfruttato a dovere. Stavolta non si può proprio sbagliare.

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