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Bari vola con i tenori Antenucci-Montalto

Bari vola con i tenori Antenucci-Montalto

Il gioco non decolla, i singoli fanno la differenza

«Anteseven» e il «Tagliagole». Se non decolla il calcio «corale» voluto da Gaetano Auteri, il Bari si può comunque affidare ai suoi straordinari solisti. Mirco Antenucci ed Adriano Montalto hanno firmato la vittoria biancorossa contro la Juve Stabia. Un match delicatissimo poiché caduto dopo il primo scivolone stagionale (a Foggia, al culmine di una deludente prestazione) e soprattutto al termine di una settimana contraddistinta dal primo contatto della pandemia da coronavirus con i Galletti, prima «immacolati» dalle catene di contagio. In effetti, la squadra che ha battuto 2-0 i campani è parsa ancora convalescentesotto vari aspetti: molte pause, intensità lontana da quella predicata da Auteri, qualche concessione di troppo all’avversario. Insomma, per sbloccarsi anche mentalmente occorreva l’acuto di un singolo. E il principale pregio della rosa barese è proprio possedere una batteria offensiva zeppa di elementi di categoria superiore.
Non si scopre certo adesso la classe di Antenucci. Lo scorso campionato ha dato ampia prova delle sue doti di straordinario realizzatore: con 20 reti in una regular season nemmeno completata, è stato il bomber assoluto dell’intera serie C. Quindi, ha aggiunto un’altra marcatura ai playoff per spingere il Bari dai quarti di finale in semifinale, superando quella Ternana che oggi è tornata ad essere il principale avversario dei Galletti sulla strada della B. Per tecnica pura, fiuto e intelligenza, il numero sette biancorosso resta un profilo da altissimi palcoscenici. E poco importa se talvolta l’ultimo dribbling si inceppa: a 36 anni, che cosa gli si può chiedere di più? Se alla straordinaria media realizzativa Antenucci aggiungesse anche corse a perdifiato, accelerazioni brucianti e ripiegamenti, di certo sarebbe in una compagine di medio-alta serie A. E se il suo straordinario sinistro all’incrocio dei pali fosse stato realizzato sul palcoscenico più prestigioso, forse ora sarebbe la copertina della giornata. I numeri, d’altra parte, non mentono mai: nonostante un anno in più sulle spalle, l’attaccante molisano sta mantenendo una media gol pressochè identica a quella dello scorso campionato. Quattro i centri in otto match disputati, mentre nel 2019-20 furono cinque, ma con una sostanziale differenza: dodici mesi fa quattro reti arrivarono su calcio di rigore ed una sola su azione, mentre ora Antenucci non ha ancora usufruito di alcun penalty. L’unico tiro dal dischetto concesso ai Galletti è stato fallito contro i Catania da Citro, lesto poi a trasformare la ribattuta. Il centravanti di Termoli, insomma, resta il top player per eccellenza del Bari. E quando si è fermato per un colpo alla tibia subito domenica scorsa, qualche brivido è sceso sulla schiena di Auteri, nel timore di perderlo per il match di domani a Potenza. L’allarme, tuttavia, pare già rientrato.
Nel frattempo, si sta facendo strada Montalto. Il «tagliagole», chiamato così perché esultava imitando il gesto del celebre wrestler Chris Benoit, pur arrivato in evidente ritardo di condizione, ha già messo a segno la seconda marcatura. Una sassata micidiale su punizione indiretta da oltre 25 metri. Un altro colpo raro sui campi della C, ma fondamentale per sbloccare l’incontro con la Juve Stabia. Ed il bottino avrebbe potuto essere più ampio se il portiere campano non gli avesse negato la gioia prima su un prepotente colpo di testa, poi su una rovesciata. Ecco, Montalto può aggiungere all’attacco biancorosso doti che prima mancavano: la fisicità, l’abilità nel gioco areo, la forza nel liberarsi in area usando il corpo anche dalle marcature più strette. Il 32enne siciliano ha bisogno di sentirsi «coccolato»: un ambiente esigente e passionale come Bari, potrebbe davvero esaltarne le doti. Oggi, quindi, i bagliori vengono da Antenucci e Montalto. In attesa che altre potenzialità dell’attacco barese si sprigionino appieno: la fantasia di Marras, le accelerazioni di Citro, la potenza di Simeri, ormai pronto a lottare con i compagni per una maglia. In attesa di avere a regime l’intero complesso, insomma, Auteri può sempre contare sulla sua lussuosissima batteria offensiva.

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