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Bari-Vivarini al primo round, ora la palla  a De Laurentiis

Bari-Vivarini al primo round, ora la palla a De Laurentiis

Il tecnico ha incontrato Scala chiedendo una mezza rivoluzione

BARI - Idee chiare: ora bisogna capire se andare avanti insieme oppure no. Il Bari prenderà ancora qualche giorno prima di sciogliere le riserve su Vincenzo Vivarini. Ieri, però, il direttore sportivo Matteo Scala ha incontrato l’allenatore abruzzese per l’ultimo vertice operativo prima dell’interruzione delle attività. Stamattina, infatti, il coach di Ari partirà per la Sicilia per un paio di settimane di vacanza. Non c’era molto da chiarire, in realtà. Scala e Vivarini in questo periodo si sono comunque sentiti quotidianamente.

Così come il presidente Luigi De Laurentiis ha tenuto costantemente i rapporti con i suoi più stretti collaboratori. Tuttavia, è stata l’occasione per mettere nero su bianco su qualsiasi punto. Una relazione che Scala presenterà alla proprietà la prossima settimana, probabilmente entro giovedì. Il weekend vedrà i vertici della Filmauro impegnati nel big match tra Barcellona e Napoli. Possibile, quindi, che la scelta definitiva arriverà attorno al 10 agosto. In modo da riflettere attentamente sul da farsi e su qualsiasi scelta differente.

La volontà del presidente Per Luigi De Laurentiis partire da Vivarini è una priorità. Sente di doverlo all’uomo prim’ancora che all’allenatore. Per l’anno difficile che si è trascorso, per il periodo di isolamento passato a Bari durante il lockdown, provando comunque a coordinare le attività della squadra. L’amarezza della finale per la B persa non è smaltita. Ma il massimo dirigente dei Galletti non è tipo da decisioni di pancia. Non dimentica gli aspetti positivi e valuta con attenzione quelli negativi. Dunque, sentire le ragioni dell’allenatore peraltro già sotto contratto per la prossima stagione è per lui il primo passo da compiere.

Le richieste di Vivarini Vive di calcio, il tecnico abruzzese. E ha imparato a conoscere la piazza. Sa perfettamente che non sarà perdonato nulla. Che la tifoseria vorrà solo vincere. Che persino i pareggi spesso segno distintivo della sua gestione stavolta saranno accolti come mezze sconfitte. La sfida, però, non lo spaventa. E’ pronto a prendersi in carica una missione ardua e senza margini di errore. Una responsabilità così pesante, però, deve essere vissuta con gli adeguati presupposti. E per Vivarini la base è contare su un gruppo che segua il suo credo e che possa essere plasmato nel ritiro estivo, secondo dettami memorizzati. La rosa attuale non è da spazzar via. Ma va adeguata e rinnovata. Almeno cinque le pedine di spessore desiderate, con il centrocampo individuato come reparto da potenziare in modo più cospicuo. Un regista capace di dettare i tempi e partire con ficcanti verticalizzazioni è una precisa volontà. Così come due mezzali in grado di garantire la doppia fase: di conferire corsa ed intensità, abbinando possibilmente una buona capacità di palleggio. Tipi alla Hamlili e Maita solo per citare gli esempi che meglio hanno interpretato la filosofia di Vivarini.

Fondamentale è il capitolo trequartista: Nikola Ninkovic resta il sogno (forse proibito) dell’allenatore che comunque in tale ruolo vuole un elemento in grado di trascinare e fare la differenza. Infine, un attaccante di grande spessore. Antenucci e Simeri sono la base di partenza, ma il primo compirà 36 anni ed il secondo deve smaltire un serio infortunio alla caviglia. Dunque, occorre un interprete alla loro altezza, un titolare a tutti gli effetti. Senza dimenticare almeno un’alternativa affidabile. Sulla difesa, il discorso potrebbe anche essere in evoluzione: le scelte potrebbero dipendere pure dalle eventuali uscite.

Il programma della società Come ormai d’abitudine nella nuova era societaria biancorossa, le decisioni non spetteranno ad un singolo. Ma saranno prese di concerto sentendo anche il management del Napoli. Bisognerà capire se il budget messo a disposizione collimi con le richieste di Vivarini, se si potrà condurre il mercato programmato. Perché l’assoluta esigenza è cominciare con un’unità d’intenti cementata tra tutte le componenti e senza equivoci che possano indirizzare la stagione verso una strada sbagliata. Da qui, la decisione di aspettare qualche giorno in più. Magari anche di capire se si possa virare su altre strade, qualora sia impossibile viaggiare all’unisono con Vivarini. Gaetano Auteri, Marco Baroni ed Attilio Tesser restano lì sullo sfondo. Come temi che potrebbero restare solo sulla carta oppure essere approfonditi da un momento all’altro.

Per il resto, si lavorerà su altri aspetti: la definizione del ritiro (l’Abruzzo resta in pole position), le eventuali amichevoli, il probabile spostamento della sede degli allenamenti al centro sportivo della Guardia di Finanza di Bari, al fine da far completare alcuni lavori sul terreno dell’antistadio.

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