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Valentini rimette la palla in gioco: «Giusto giocare e ora basta liti»

Valentini sta col Bari:
«Criteri discutibili»

«Già usata la media ponderata ma non c’è una norma Figc»

Ventisette anni in Federazione gli valgono l’etichetta di grande esperto del pianeta calcio. Una passione mai sopita che Antonello Valentini, barese campione del mondo con la nazionale di Marcello Lippi, continua ad esprimere nelle vesti di commentatore.

Quando si parla di Bari, poi, l’ex diggì della Figc non ci pensa nemmeno a tirarsi indietro. L’ultima assemblea di Lega ha creato parecchio frastuono. «Non esiste una norma regolamentare della Figc che stabilisca il criterio della media ponderata per individuare la quarta squadra promossa in B - spiega Valentini - e la competenza è del Consiglio federale,le Leghe propongono : partiamo da un dato certo di fronte alla confusione che circonda un rebus oggettivamente difficile da rivolvere, senza precedenti. Ed è altrettanto certo che in Italia con il sistema della media ponderata non è mai stato aggiudicato un “titolo”,in questo caso corrispondente a una promozione. Senza la disputa di playoff e playout, la regola bisognerà “inventarla”, studiarla e scriverla insieme in Consiglio federale dove ci sono tutte le componenti del calcio».

«La soluzione auspicata da tutti resta ovviamente quella di giocare playoff e playout, sia pure in forma ridotta - continua l’ex dirigente azzurro - se ci saranno le garanzie di sicurezza e tutela della salute, non avendo particolari vincoli di calendario, la Serie C potrebbe tornare in campo a metà luglio e sfruttare tutto il mese di agosto. Mancano più di 2 mesi a queste date utili per l’eventuale disputa degli “spareggi” e per avere l’unico verdetto vero,quello sportivo, cioè del campo.

Le parole di Ghirelli. «Quando il presidente della Lega di Serie C dice alla Gazzetta “la media ponderata è da regolamento... è stata già utilizzata due volte... si tratta di un coefficiente già utilizzato nelle stagioni 2017/2018 e 2018/2019,quindi ratificato dal Consiglio federale”, mette insieme in maniera impropria due fattispecie diverse, assimilando situazioni differenti. Mi spiego: il criterio della media ponderata è stato approvato e utilizzato nei playoff regolari solo per individuare la quinta testa di serie nel primo turno della fase nazionale e per stabilire la sequenza tra gara in casa e gara in trasferta. Una cosa quindi completamente diversa,non vedo alcuna analogia trasferibile, rispetto al peso dell’assegnazione di un “titolo” quale è una promozione in Serie B. Leggendo le dichiarazioni di Ghirelli - impegnato in un caso davvero complicato - viene spontanea un’altra domanda. Se ci fosse una regola, perché l’Assemblea di Lega è stata chiamata a votare ? E peraltro, su 56 club votanti, non si è raggiunta la maggioranza : 23 favorevoli, 16 contrari,17 astenuti. Ovvio, poi, che si debba ragionare senza campanilismi e togliendosi la maglietta della propria squadra, in questo caso il Bari che dalla media ponderata sarebbe secondo rispetto al Carpi, ma protestano anche Reggiana,Carrarese,Padova e Ternana.

Gli scenari prossimi. «Se non si potrà tornare in campo per mini playoff e mini playout, una regola bisognerà costruirla e approvarla in Consiglio federale perché oggi non esiste nei Regolamenti della Figc e anche la Uefa non ha una norma sul criterio della media ponderata nelle sue competizioni.Basta telefonare a Nyon e verificare. Vedo solo 3 soluzioni possibili, ognuno si faccia la propria idea senza fare il tifoso, ma guardando in faccia la realtà e ricordandosi sempre che la decisione è nelle prerogative del Consiglio federale : 1) prima soluzione, il sorteggio per stabilire la quarta promossa in B ; 2) una regola nuova, che introduca in caso di mancata disputa di play off e play out il ricorso al criterio della media ponderata; 3) una copertura giuridica del Governo attraverso un Decreto ad hoc (un sistema simile a quello utilizzato dalla Figc nel 2003/04 per modificare il format della B e portarlo a 24 squadre). Con la “copertura” legislativa, la FIGC avrebbe la titolarità di stabilire i criteri per individuare la quarta società promossa. Come per i diritti tv, in questo caso potrebbero entrare in ballo: bacino d’utenza,storia del club,audience tv, spettatori paganti.Ma, ripeto, solo con un Decreto del Governo».

«Sul blocco delle retrocessioni, il discorso è ancora più complesso - conclude Valentini - la Lega Dilettanti non accetta ovviamente di rinunciare alle 9 promozioni, Sibilia lo ripete da giorni. E non si può certo pensare di allargare in C un organico di 60 squadre che invece andrebbe ridotto. Si potrebbe però garantire una priorità di ripescaggio alle società retrocesse, in caso di carenza di organico,sempre con il tetto a 60. Ma come tutti quelli che amano il calcio, spero che tutte queste ipotesi finiscano nel cestino e si possa tornare alla verità del campo».

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