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Vivarini è già nella storia, ma Bari lontano dalla cima

Vivarini è già nella storia, ma Bari lontano dalla cima

Miglior tecnico subentrante: ora l'obiettivo è catturare la Reggina

Nella storia. A sei punti dalla prima. Ecco il paradosso di Vincenzo Vivarini. L’allenatore abruzzese si è ritagliato un posto nell’ultra centenario libro biancorosso. È, infatti, il tecnico che da subentrato ha centrato la migliore striscia iniziale in oltre 111 anni di epopea dei galletti. Con il punto conquistato a Catania, infatti, il coach originario di Ari ha battuto il record detenuto da Stanislao Klein che nel 1942 (dopo una settimana di interregno di Raffaele Costantino) subentrò ad Andras Kutik, passato al grande Torino.

Vivarini vantava il medesimo score di Klein nei primi sei turni di gestione: quattro vittorie e due pareggi. Alla settima tappa, però, il condottiero ungherese cadde ad Udine. Ma alla fine del campionato riuscì comunque a centrare la promozione in serie A.
Il parallelo potrebbe essere di buon auspicio per l’attuale mister biancorosso che, nonostante numeri di rilievo, si ritrova a sei punti dal primo posto occupato dalla Reggina, registrando alla dodicesima giornata il massimo distacco stagionale del Bari dalla capolista.

Nemmeno all’esonero di Giovanni Cornacchini le distanze erano così ampie. All’epoca, infatti, in vetta c’era la Ternana con cinque punti più dei pugliesi. Il cammino del tecnico abruzzese, tuttavia, resta assolutamente positivo. Innanzitutto, è imbattuto, nonostante abbia dovuto affrontare in rapida successione gran parte delle compagini favorite alla vigilia del torneo oppure ora piazzate ai primi posti: Monopoli, Ternana, Catanzaro e Catania rappresentano quattro confronti diretti che hanno fruttato due successi ed altrettanti pareggi. Nel percorso, vanno aggiunte pure trasferte sulla carta ostiche (a Picerno ed Avellino) a fronte della sola gara sulla carta abbordabile, in casa con la Cavese. La bontà del raccolto è anche testimoniata dal confronto con le big del torneo. Nel dettaglio, il Bari ha recuperato (dall’avvento di Vivarini) un punto al Potenza, quattro alla Ternana, addirittura otto a Catanzaro e Catania (entrambe superate e distanziate di cinque lunghezze), due al Monopoli. L’unica avversaria nei confronti di cui Di Cesare e compagni hanno pagato dazio è stata la Reggina che negli ultimi sette turni ha realizzato ben 17 punti, due in più rispetto ai 15 di Vivarini.

Con il cambio in panchina, inoltre, notevole è stato il progresso della difesa che ha subito appena tre gol in sette match: la porta barese è rimasta inviolata in ben cinque circostanze e si segnala come la terza dell’intera categoria con nove reti totali al passivo, alle spalle di Potenza (4) e Reggina (8). Evidente pure il progresso dell’attacco che, con l’avvento di Vivarini, è passato dalla media di 1,2 gol a gara (sei in cinque gare con Cornacchini) a quella di 1,71 (12 reti in sette sfide): a Catania, nell’era del tecnico abruzzese, per la prima volta il reparto avanzato è rimasto all’asciutto. Nel complesso, i presupposti per continuare la strada con fiducia ci sarebbero. Resta, però, quel -6 da rimontare. Un svantaggio che l’allenatore di Ari spera di colmare arrivando alla pausa natalizia con un gap quantomeno non superiore a quello attuale, per poi reperire sul mercato almeno tre pedine di valore e funzionali al suo calcio, al fine di prenotare un girone di ritorno a tutta velocità. Oggi, intanto, la squadra comincerà la preparazione per l’incontro di domenica al San Nicola con la Vibonese: da valutare le condizioni di Bianco (non utilizzato a Catania) e Scavone, sostituito al Cibali dopo 15’ per un problema muscolare.

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