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La notte fonda del Bari: Cornacchini va a casa, in pole Castori

La notte fonda del Bari: Cornacchini va a casa, in pole Castori

Francavilla d'acciaio, prima soffre, poi piazza il colpaccio

La settimana decisiva. Così si era detto e così si era scritto, quasi fino alla noia. Tre partite per invertire la tendenza, tre occasioni per scacciare i fantasmi e cancellare i dubbi su un Bari che aveva mostrato limiti di gioco e di personalità. Ben oltre il responso del campo. È bastata la prima. Bari battuto, Cornacchini a casa. Esonerato poco prima della mezzanotte. È lui il colpevole, così ha deciso De Laurentiis che non era con la squadra ma che, evidentemente, aveva già pronto il piano B. In pole c’è Fabrizio Castori. Uno di «famiglia» sin dai tempi del Carpi. Mai stato un cultore del calcio spettacolo, a onor del vero. Ma tant’è.

La prima risposta è stata da brividi. Sconfitta a Francavilla, contro una squadra organizzata sì, ma lontana anni luce dai valori della rosa biancorossa. Un risultato che non è ancora una sentenza ma che sparge interrogativi a cui dare risposte esaustive diventa una questione acrobatica.
Il Bari, beffardamente, affonda nella giornata in cui aveva mostrato segnali di crescita. Nella costruzione offensiva e nella capacità di gestione della partita. A una partenza compassata, di fronte a una Virtus messa benissimo in campo da Trocini e armata di sacro furore, era seguita una lunga fase in cui i biancorossi erano riusciti ad alzare il baricentro e a porre, in più di un’occasione, le basi per un vantaggio che sarebbe stato, in tutta onestà, sufficientemente meritato. Come, d’altronde, testimoniato dall’ottimo voto in pagella (7,5) meritato da un Poluzzi in versione acchiappatutto. Però siamo a Bari. E parliamo di una squadra costruita per vincere. Senza se e senza ma.

Squadra ancora con poche certezze. Come spiega fedelmente la lunga serie di omissioni che hanno portato al gol-vittoria di Mastropietro. Una squadra che punta al primo posto non può subire un gol così. Perché una squadra che punta al primo posto quando non può vincere partite come questa a Francavilla riesce a non perderle. Non propriamente dettagli, anzi. E non parliamo solo di punti in meno alla voce classifica. La seconda sconfitta in campionato, tre con quella in Coppa Italia ad Avellino, è uno schiaffo che rischia di lasciare strascichi. Anche e soprattutto a livello mentale. Serviva una vittoria per avviare un percorso di crescita che sembrava inchiodato e, invece, ora ci si trova a fare i conti con un bel pasticcio.

Sarebbe troppo comodo pensare a Cornacchini come all’unico responsabile. Ma la società l’ha pensato e non ha fatto nemmeno passare la «nottata». Non c’è tempo da perdere, d’altronde, in un campionato che si preannuncia molto complicato, sotto tutti i punti di vista. E allora si cambia. Via l’allenatore. Per ora paga lui, solo lui. Il tempo dirà se era solo questione di manico. Francavilla, in un senso o nell’altro, ha rappresentato un giro di vite. Una volta per tutte. Per sognare e anche per provare a vincere.

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