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Il nuovo Bari ricomincia da tre

foto Luca Turi

Il nuovo Bari ricomincia da tre

Cornacchini sceglie la continuità, un uomo in più in difesa anche contro la Reggina

Giovanni Cornacchini è pronto a ricominciare da tre. L’assetto adottato dal Bari a Rieti sembrava quasi provvisorio. Retroguardia a tre, cinque centrocampisti (di cui uno quasi in posizione di trequartista) e due punte: l’impressione è che tale assetto fosse stato adottato per tamponare un po’ di falle che si erano manifestate nei primi due turni, in particolare in seguito alla sconfitta con la Viterbese. Pacchetto arretrato più munito, quindi, con una mediana più folta per evitare le amnesie che avevano causato ben sei reti al passivo nei primi quattro incontri ufficiali. Tuttavia, una volta superata un’insidiosa trasferta (con un successo sofferto), tutto lasciava supporre che il tecnico marchigiano avrebbe ripreso a curare i moduli sui quali aveva assiduamente lavorato in ritiro, ovvero il 4-4-2 ed il 4-3-3.

Pare, invece, che Cornacchini sia rimasto favorevolmente colpito dal nuovo assetto. E abbia l’intenzione di riproporlo nel big match di lunedì sera (alle 20,45, con diretta su Rai Sport) contro la Reggina. Come in ogni decisione, ci sono pro e contro da mettere sul piatto. Di certo, il trainer di Fano sarà stato soddisfatto del maggiore equilibrio complessivo della squadra, dell’aver limitato i rischi, della pressochè totale inoperosità del portiere Frattali. Ritrovare l’impermeabilità è senza dubbio il primo presupposto per avere sicurezza. Peraltro, i vari Sabbione, Di Cesare e Perrotta hanno sovente giocato con tale disposizione nel corso delle rispettive carriere: pertanto, hanno assorbito con tranquillità il cambiamento. Non ha problemi nemmeno il centrocampo: Bianco, Hamlili, Awua e Schiavone sono in grado di muoversi sia da centrali, sia da mezzali, così come in un 3-5-2 puro troverebbero più facilmente collocazione mezzali più definite come Scavone e Folorunsho. Altra nota sulla carta positiva, è la possibilità di accompagnare Antenucci: nel 4-3-3, il bomber restava spesso isolato, spesso stretto nella morsa di tre centrali avversari. Con una punta pura al fianco, invece, può dividere il lavoro sul fronte offensivo e svariare come più gli aggrada.

Nell’arrembaggio finale di Rieti, ad esempio, la fisicità di Ferrari si è rivelata preziosa a liberare spazi per i compagni. Dunque, questa può essere la strada per il futuro? Restano da risolvere alcune incognite. La prima riguarda il trequartista. Se Cornacchini vorrà proseguire sulla strada di schierare un uomo tra le linee a far da raccordo tra centrocampo e attacco, dovrà trovare chi si adatti al compito. La scelta è caduta finora puntualmente su Terrani, ma l’ex Piacenza non appare a suo agio in posizione più centrale, mentre sprigiona le sue caratteristiche nel naturale ruolo di esterno. Il discorso riguarderebbe pure Neglia e Floriano: entrambi sarebbero adattati a supporto del tandem di punta e preferirebbero la collocazione sulla fascia.
Eppure, qualcuno tra loro dovrà tentare di emergere da fantasista, considerato che in rosa non c’è un vero successore (come caratteristiche) di Brienza. Minori gli imbarazzi per D’Ursi che, invece, potrebbe ricollocarsi nel parco degli attaccanti, sapendo muoversi pure da seconda punta. Da risolvere, infine, lo sviluppo della manovra sugli esterni: Cornacchini avrebbe voluto già a Rieti maggiore spinta dalle corsie laterali, ma Kupisz e Costa non hanno nell’uno contro uno la loro dote migliore. Possibile, pertanto, che l’allenatore biancorosso, mantenendo inalterato l’assetto tattico, operi qualche cambio sugli uomini da utilizzare. La possibilità di scegliere non manca. L’unico indisponibile certo resta Folorunsho (in recupero dall’infortunio al ginocchio), mentre permane qualche incertezza su Berra che anche ieri ha svolto lavoro differenziato: il terzino prelevato dalla Pro Vercelli, tuttavia, potrebbe quantomeno riuscire ad entrare tra i convocati. Arruolabile, invece, D’Ursi che, dopo un paio di giorni di sedute personalizzate, è ormai in gruppo.

La sfida con la Reggina dovrebbe garantire un’affluenza notevole: oltre 2mila i biglietti già venduti ai quali si aggiungono gli oltre 7.600 abbonati (mancano poche unità per superare le 7.680 tessere dello scorso torneo: la campagna sottoscrizioni potrebbe proseguire anche nella settimana di Fiera del Levante), nonché la folta partecipazione della tifoseria ospite: da Reggio Calabria potrebbero arrivare circa 500 sostenitori. Con tre giorni di prevendita ancora a disposizione, la sensazione è che si possano agevolmente superare le 12mila presenze registrate all’esordio interno contro la Viterbese.

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