Martedì 21 Gennaio 2020 | 21:26

NEWS DALLA SEZIONE

La sentenza
Bari, fondi pubblici per scopi privati: assolta docente barese.

Bari, fondi pubblici per scopi privati: assolta docente barese.

 
La sentenza
Caso Scazzi, processo ai falsi testimoni: 4 anni a Ivano Russo, 5 anni a Michele Misseri

Caso Scazzi, 11 condanne per le bugie al processo: 5 anni a Ivano Russo, 4 anni a Michele Misseri

 
La sentenza
Agricoltura, Tar Puglia respinge ricorso su graduatorie Psr

Agricoltura, Tar Puglia respinge ricorso su graduatorie Psr

 
dalla guardia costiera
Bari, concessione scaduta: sequestrata area del Barion

Bari, concessione scaduta: sequestrata area del Barion

 
nel Barese
Altamura, pubblicò online il video del marito con l'amante: in 4 processo

Altamura, pubblicò online il video del marito con l'amante: in 4 processo

 
l'arrivo         
Papa Francesco a Bari a febbraio: il programma della visita

Papa Francesco a Bari il 23 febbraio: il programma della visita

 
serie c
Tifosi investiti: curva del Potenza in lutto, niente trasferta

Tifosi investiti: curva del Potenza in lutto, niente trasferta

 
strade
Taranto, folle inseguimento per sfuggire all'alt: cc arrestano 18enne, non aveva mai preso la patente

Taranto, folle inseguimento per sfuggire all'alt: cc arrestano 18enne, non aveva mai preso la patente

 
banche
Pop-Bari, via libera dalla Camera al decreto legge, passa al Senato

Pop-Bari, via libera dalla Camera al decreto legge, passa al Senato

 
sanità
Oltre 30mila aspiranti per 200 posti di ausiliario: polemica su concorsi Asl Bari e Lecce

Oltre 30mila aspiranti per 200 posti di ausiliario: polemica su concorsi Asl Bari e Lecce

 
serie a
Lecce, brilla capitan Mancosu rincorrendo la salvezza

Lecce, brilla capitan Mancosu rincorrendo la salvezza

 

Il Biancorosso

mercato
Bari, ingaggiato centrocampista Laribi, in prestito dal Verona

Bari, ingaggiato centrocampista Laribi, in prestito dal Verona

 

NEWS DALLE PROVINCE

GdM.TVSequestro e denuncia
Bari, lavori all'ex Kursaal: i rifiuti finivano in acqua sul lungomare

Bari, lavori all'ex Kursaal: i rifiuti finivano in acqua sul lungomare

 
TarantoLa sentenza
Caso Scazzi, processo ai falsi testimoni: 4 anni a Ivano Russo, 5 anni a Michele Misseri

Caso Scazzi, 11 condanne per le bugie al processo: 5 anni a Ivano Russo, 4 anni a Michele Misseri

 
Leccel'appuntamento
«Something», i Beatles e il loro 1969: a Lecce il libro di Donato Zoppo

«Something», i Beatles e il loro 1969: a Lecce il libro di Donato Zoppo

 
Potenzaserie c
Tifosi investiti: curva del Potenza in lutto, niente trasferta

Tifosi investiti: curva del Potenza in lutto, niente trasferta

 
BrindisiNel Brindisino
Ostuni, donna uccisa da colpo di pistola accidentale: 3 denunce per aggressione a giornalista

Ostuni, donna uccisa da colpo di pistola accidentale: 3 denunce per aggressione a giornalista

 
Batil caso
Magistrati arrestati a Trani, i giudici: «A Savasta niente attenuanti, non ha detto tutto»

Magistrati arrestati a Trani, i giudici: «A Savasta niente attenuanti, non ha detto tutto»

 
Materaprocura di matera
Furti per 500mila euro in scuole Puglia e Basilicata: 2 arresti e 5 denunce

Furti per 500mila euro in scuole Puglia e Basilicata: 2 arresti e 5 denunce VD

 
FoggiaIl caso
Foggia, danneggiata Camera del Lavoro Cgil: «Serve reazione»

Foggia, danneggiata Camera del Lavoro Cgil: «Serve reazione»

 

i più letti

banche

Salvataggio Pop Bari: «900mln per Mediocredito». Bankitalia: «Se liquidata danni rilevanti». Codacons: «mosse Governo insufficienti»

Il Consiglio dei Ministri ha dato l'ok: finanziamento a Invitalia per rafforzare patrimonio Mediocredito Centrale

Banca Popolare di Bari: i soci approvano il bilancio

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per salvare la banca Popolare di Bari. Un finanziamento ad Invitalia «fino ad un importo complessivo massimo di 900 milioni per il 2020», per rafforzare il patrimonio del Mediocredito Centrale «affinché questa promuova, secondo logiche di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni». Lo prevede la bozza del dl sulla Banca Popolare di Bari all’esame del Cdm. Il decreto era stato annunciato con il titolo «Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento».

LE PAROLE DEL CODACONS - «Riteniamo che le mosse del Governo non siano sufficienti». Per questa ragione il Codacons ha deciso di ritirare «la propria firma alla lettera diretta ai commissari della Banca Popolare di Bari da una cordata di associazioni dei consumatori che agisce a livello locale, e ha deciso di seguire un’altra strada per tutelare i risparmiatori della banca». "Ritiriamo la nostra firma - è spiegato in una nota - da qualsiasi documento che attesti la solidità dell’istituto di credito. La nostra associazione da oggi agirà autonomamente per tutelare gli interessi dei risparmiatori della banca, attraverso una azione risarcitoria in sede penale per conto di tutti i soggetti danneggiati dalla gestione scriteriata dell’istituto, che potranno così chiedere nelle competenti sedi il risarcimento per le perdite patrimoniali subite».

BANKITALIA: SE LIQUIDATA DANNI RILEVANTI - «Nell’ipotesi in cui si dovesse pervenire a uno scenario liquidatorio con rimborso dei depositanti (senza cessione di attività e passività ad un altro intermediario), le ricadute del dissesto sarebbero assai rilevanti, sia sul tessuto economico sia sul risparmio locale». Lo si legge in un approfondimento della Banca d’Italia sulla
crisi della Banca Popolare di Bari. «La liquidazione - si legge - implicherebbe innanzi tutto l’azzeramento del valore delle azioni che esacerberebbe il contenzioso legale con i soci. 

Un primo accertamento ispettivo nel 2010 concluso con una valutazione «parzialmente sfavorevole». Poi una ventina di passaggi e verifiche, con «continui scambi informativi con la Consob», «numerose e continue interlocuzioni con l’autorità giudiziaria» e «l'aggravamento della situazione aziendale della Banca Popolare di Bari più volte portata all’attenzione anche del ministro dell’Economia, con lettere del 27 febbraio, 23 maggio, 2 ottobre e 26 novembre». Così la Banca d’Italia ricostruisce la vicenda della Popolare di Bari in un «documento di approfondimento».

Il decreto varato dal Governo, per la Banca Popolare di Bari, «unito al commissariamento di venerdì, significa che la banca da stanotte è diventata assolutamente solida perchè la proprietà è dello Stato che, ovviamente, non può 'fallirè, ed inoltre che vi è totale discontinuità con la precedente gestione». Lo affermano Adiconsum, Adusbef, Assoconsum, Codacons, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Unione Nazionale Consumatori, che rappresentano più di 2mila tra azionisti e obbligazionisti della Popolare Barese. Le associazioni lo scrivono in una lettera ai commissari della Popolare di Bari nella quale chiedono chiedono di fissare «con urgenza un incontro, per potervi sottoporre una sintesi della situazione attuale dal punto di vista degli azionisti e soprattutto per chiedervi di inserire formalmente, fin dal Piano industriale che dovrete presentare al Fondo Interbancario, la previsione di misure di ristoro per gli azionisti e la salvaguardia degli obbligazionisti».
«Riteniamo che la vostra presenza - scrivono - di certo potrebbe ricreare un clima di fiducia con gli azionisti, che sono anche i primi clienti evidentemente della banca. Tuttavia, dopo tre anni di patimenti, oggi occorre individuare soluzioni concrete che consentano il recupero dei risparmi investiti».

La costituzione di una Banca di Investimento, che nascerebbe dalla 'scissione' delle acquisizioni fatte dal Mediocredito Centrale, è prevista dal primo dei tre articoli della bozza decreto all’esame del Cdm. La formazione passerà attraverso un decreto con il quale il Ministero dell’Economia acquisirà attività e partecipazioni, con l'intero capitale sociale, senza dovere alcun corrispettivo. Le operazioni saranno realizzate in un regime di esenzione fiscale. Le risorse per il salvataggio della Banca Popolare di Bari arrivano dal fondo del ministero dell’Economia destinato «alla partecipazione al capitale di banche e fondi internazionali». Le risorse sono «iscritte sul capitolo 7175 dello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze», rifinanziato per il 2020 «con la Sezione II» della legge di bilancio approvata nel 2018.

Le norme previste dal decreto, finalizzato anche al salvataggio della Popolare di Bari, possono contribuire al superamento di questi ostacoli strutturali e a ridurre il divario di sviluppo economico tra il Mezzogiorno e le regioni del Centro-Nord. Lo indica
espressamente la relazione tecnica della bozza del decreto all’esame del Cdm che evidenzia la «dimensione eccessivamente
contenuta» degli istituti del meridione.

VITTIME SALVABANCHE: GOVERNO RIFLETTA SU VIGILANZA -  «Arrivati a questo punto era l’unica cosa che si poteva fare. Ora dipenderà dalla capacità della banca di produrre utili e fatturato perché i risparmiatori non perdano il loro investimento. Attualmente la situazione degli azionisti non è definita. Con l’intervento del Governo si è dato ossigeno, ma ci sono ancora tante cose non chiare, per esempio se hanno in mente un fondo per i rimborsi. E, soprattutto, vediamo se il Governo avrà il coraggio di riformare il sistema banche con una profonda riflessione sull'operato degli organi di vigilanza, Consob e Banca d’Italia». Lo afferma Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione Vittime del Salva-Banche che rappresenta circa 200 tra azionisti e obbligazioni della Popolare di Bari e che, anche dopo il decreto varato ieri dal Governo per l’istituto di credito barese, conferma la manifestazione di mercoledì prossimo davanti alla sede centrale della banca. «Si interviene in ritardo con esborso di fondi pubblici» commenta Giorgianni, auspicando «ulteriori provvedimenti che inaspriscano le pene per i reati bancari». 

600MILA CLIENTI E 8 MLD DI DEPOSITI - Alla Banca Popolare di Bari fanno capo poco meno di 600.000 clienti, tra cui oltre 100.000 aziende; a queste ultime è riferibile circa il 60% degli impieghi (intorno a 6 miliardi). I depositi da clientela ammontano a 8 miliardi di euro, di cui 4,5 miliardi di ammontare inferiore a 100.000 euro «e come tali protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD)». Sono i dati contenuti nell’approfondimento che Bankitalia dedica alla Popolare di Bari. La banca ha quote di mercato significative, nell’intorno del 10%, sia degli impieghi sia della raccolta, in Puglia, Basilicata e Abruzzo. Il radicamento capillare della banca e la sua natura di cooperativa sul territorio, spiega ancora la Banca d’Italia, hanno determinato l’ampia diffusione degli strumenti finanziari emessi dalla Banca Popolare di Bari. Il numero dei soci è pari a 70.000 circa, con quote di partecipazione mediamente pari a 2.500 azioni, corrispondenti a 5.900 euro, considerando l’ultimo prezzo rilevato sul mercato Hi-MTF prima della recente sospensione (2,38 euro). Le obbligazioni della banca (senior e subordinate), pari nel complesso a 300 milioni di euro, sono per oltre i due terzi in mano a privati e clientela al dettaglio.

POP BARI: PICCOLI AZIONISTI SUBITO IN AGENDA - Una delegazione di azionisti e obbligazionisti della Banca Popolare di Bari che fa capo all’associazione avvocatideiconsumatori.it è stata ricevuta questa mattina da un funzionario della sede centrale dell’istituto di credito in Corso Cavour a Bari il quale «ci ha assicurato - spiega l’avvocato Domenico Romito - che si farà portavoce della nostra richiesta di incontro con i commissari che fisicamente non sono ancora arrivati a Bari».
L’associazione raccoglie circa mille tra piccoli azionisti e obbligazioni della BpB. All’indomani del decreto varato dal Governo, Romito parla di «decisione auspicata». «Il commissariamento senza la ricapitalizzazione - spiega - era un provvedimento monco. L’intervento del Governo va quindi nella giusta direzione ma adesso sia convertito in legge e si metta subito in agenda il tema, che per noi è centrale, degli indennizzi».

EMILIANO SCRIVE A CONTE - «La Regione Puglia tutelerà con ogni mezzo azionisti, correntisti, dipendenti e creditori della Banca Popolare di Bari che deve continuare regolarmente la propria attività di raccolta del risparmio e di impiego a sostegno delle aziende e delle famiglie pugliesi e italiane - dichiara il presidente Michele Emiliano - A tal fine la Regione Puglia è disponibile - se il Governo lo riterrà necessario-  anche ad un intervento diretto nel capitale della compagine che dovrà condurre il salvataggio della Banca».

A questo fine prima dell’inizio del Consiglio dei Ministri, Emiliano ha inviato al Premier Giuseppe Conte la seguente lettera: 

«Illustrissimo Presidente,
l’amministrazione straordinaria della Banca Popolare di Bari, pur giustificata dalla situazione di perdite in cui versava l’azienda , non può che suscitare nel territorio dubbi e serie preoccupazioni che mi permetto di rappresentarLe, certo di attirare la Sua attenzione nella Sua qualità di giurista, accademico e uomo del Meridione.
Una ipotesi di salvataggio, di cui parla la stampa ed allo studio del Governo sembra evocare il conferimento dell’azienda BPB in una società capitalizzata da Mediocredito Centrale e dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi.
Se così fosse, i 70.000 soci della Banca, i quali legittimamente aspirano ad una forma, sicuramente non integrale, ma del pari non simbolica, di ristoro del valore delle azioni sarebbero ulteriormente depauperati e si riprodurrebbe a scapito del territorio, una situazione corrispondente a quella che si è verificata per le due Popolari venete.
Inoltre, il rischio che è in questo modo scompaia del tutto l’unica banca indipendente del Centro Sud, che sempre ha svolto, sua pure con le criticità sotto gli occhi di tutti, un importante ruolo di sostegno a favore della imprenditoria del Mezzogiorno.
Come è noto la Banca Popolare di Bari ha sempre sostenuto il sistema imprenditoriale centro meridionale e la preoccupazione è che una gestione commissariale ispirata a criteri prudenziali ma quasi liquidativi possa portare e ad interrompere le linee di credito concesse ad importanti aziende del Centro e del Meridione così creando un effetto di sistema sicuramente devastante.
Infine non Le nascondo, signor Presidente che una gestione del personale che non tenga conto delle complessità e delle istanze di protezione sociale nei confronti dei circa 3.000 dipendenti avrebbe un ulteriore effetto di impoverimento delle famiglie e del territorio.
La crisi della Banca, sicuramente imputabile anche a gestioni non adeguate, è stata accelerata dal mancato compimento della conversione delle DTA (imposte differite) in credito di imposta, provvedimento voluto dal precedente Governo e forse non adeguatamente supportato in sede comunitaria per ottenerne lo sblocco.
Se tali valori fossero recuperati, mi permetto di rappresentarLe che, nell’ottica del provvedimento da le fortemente voluto come Capo del precedente Governo, essi apparterebbero ad aziende del Sud ed ai loro tanti soci, evitando che vadano a vantaggio di ipotetici cavalieri bianchi non radicati sul territorio.
Bisognerebbe altresì esorcizzare il rischio che una dispersione degli attivi deteriorati a prezzi stracciati possa portare a beneficiare eventuali speculatori professionali sottraendo ulteriore valore al territorio. 
 
A mio sommesso avviso, una soluzione della crisi della BPB non può che tenere in considerazione i seguenti punti:
i) Per i dipendenti, il ricorso a forme di solidarietà e di “scivoli” mediante finanziamento ed utilizzo di fondi di solidarietà che incentivino i meno giovani all’esodo e preservino le professionalità esistenti in azienda;
ii) l’individuazione di strumenti di tutela dei soci (azioni gratuite e strumenti finanziari partecipativi) che permettano ai vecchi azionisti di godere di eventuali attività latenti o plusvalenze di prossima realizzazione (penso alle famose DTA da convertire in credito di imposta o ai crediti deteriorati);
iii) la creazione di una banca del Mezzogiorno con un forte nucleo di stabilità anche con l’apporto di capitale pubblico nazionale e regionale (se possibile) e con adeguata rappresentatività del territorio; il capitale di tale Banca potrebbe essere sottoscritto anche dalle due Popolari pugliesi nonché dalle altre Popolari centro meridionali, eventualmente assegnando ai soci di queste ultime le azioni assegnate alle banche conferenti con appropriati meccanismi giuridici;
iv) una gestione attenta ma non penalizzante dei crediti in carico alla Banca evitando di mortificare le imprese fino ad ora finanziate e provocarne la crisi o il dissesto.
Grato per l’attenzione, La saluto cordialmente»

LE INDAGINI DELLA PROCURA E IL COMMISSARIAMENTO - Una indagine è scaturita da una lettera della Consob inviata alcuni giorni fa alla Procura sul mancato invio delle comunicazioni e un'altra su un esposto presentato il 15 novembre scorso da un azionista che riguarderebbe gli aumenti di capitale del 2014 e del 2015. Anche in questo caso non ci sono al momento indagati né ipotesi di reato.

L’esposto, a quanto si apprende, riguarderebbe gli aumenti di capitale del dicembre 2014 e del giugno 2015 con emissione di nuove azioni, collegati alla questione degli «avviamenti», cioè acquisizioni di altri enti creditizi o sportelli, a partire dalla vicenda Tercas, già al centro di un’inchiesta a carico dei vertici dell’istituto di credito. L’esposto, infine, farebbe riferimento alla questione dei crediti deteriorati e inesigibili che, insieme ai costi, avrebbero causato le principali perdite. Anche questo è un aspetto già al vaglio della magistratura barese in altre inchieste con riferimento alla concessione di prestiti, fidi e mutui senza garanzie.

L'altro fascicolo di indagine (a modello 45 senza indagati né ipotesi di reato) sulla Banca Popolare di Bari è stato aperto, come già detto, dopo la lettera inviata nei giorni scorsi dalla Consob che ha segnalato il mancato invio delle informazioni richieste alla banca sulla situazione dei conti. La notizia è confermata da fonti vicine agli ambienti giudiziari. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, dovrà valutare se quanto segnalato dal presidente Consob Paolo Savona configuri ipotesi di reato.

La Banca d’Italia ha disposto venerdì lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali. Bankitalia ha nominato Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza. A questi ultimi è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all’intervento di rilancio della banca.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie