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Secondo episodio

Pietre contro braccianti da auto in corsa: 3 feriti nel Foggiano. Gambiano ricoverato con frattura al viso

Un gambiano è stato ferito alla testa mentre stava andando a lavorare nei campi vicino San Marco in Lamis, stessa sorte per due altri stranieri di 20 e 30 anni

braccianti agricoli

Tre giovani migranti che stavano andando al lavoro nelle campagne del Foggiano questa mattina all’alba sono stati feriti da pietre lanciate da sconosciuti da un’auto in corsa. Un episodio analogo si era verificato nella stessa zona il 15 luglio scorso contro altri due braccianti.

Il primo dei tre feriti, un giovane gambiano di 22 anni, è stato soccorso dalla polizia, intervenuta dopo una segnalazione, lungo la strada statale 89 all’altezza del bivio per San Marco in Lamis: il giovane era riverso a terra con una ferita alla testa. E’ stato colpito mentre andava al lavoro in bicicletta. E' stato medicato in ospedale dove la ferita è stata giudicata guaribile in una settimana. Al pronto soccorso i poliziotti hanno individuato altri due stranieri di 20 e 30 anni feriti da pietre lanciate sempre da un’auto in corsa nella stessa zona. Ora gli investigatori dovranno accertare se il ferimento dei braccianti sia avvenuto contestualmente. Sono in corso le ricerche dei responsabili.

Sono due le piste investigative seguite da Polizia e Carabinieri chiamati a individuare gli autori delle sassaiole avvenute il 15 luglio e oggi all’alba a Foggia. La prima è legata alla presenza di un gruppo di caporali che starebbe impaurendo i braccianti che non si rivolgerebbero a loro per lavorare nei campi. Una pista ritenuta dagli inquirenti poco probabile poiché si tratterebbe di migranti con regolare contratto di lavoro e seguiti costantemente dalle sigle sindacali locali. Più ipotizzabile, secondo Polizia e Carabinieri, è la seconda pista, ovvero che gli autori delle sassaiole siano balordi mossi da una intolleranza nei confronti degli extracomunitari.
Intanto sono stati intensificati i servizi di controllo del territorio da parte delle forze di polizia, già dopo il primo episodio del 15 luglio, quando vennero feriti due ragazzi migranti colpiti da alcune pietre lanciate da un’auto in corsa di colore scuro. Tutti i braccianti, comprese le tre vittime di questa mattina, abiterebbero nella ex fabbrica DauniaLat in via Manfredonia, stabile abbandonato utilizzato come alloggio da extracomunitari.

GAMBIANO RICOVERATO - È stato trasferito nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, (Foggia) il ragazzo gambiano di 22 anni colpito ieri mattina all’alba da alcune pietre lanciate da un’auto in corsa alla periferia di Foggia. Il giovane ha riportato una frattura alla mandibola ed attualmente si trova ricoverato nel reparto maxillo-facciale del nosocomio foggiano. Più lievi le ferite riportate dalle altre due vittime.
Le sassaiole contro i tre braccianti - secondo quanto ricostruito dagli inquirenti - sono avvenute in due momenti differenti, tra le 5 e le 5.30 del mattino. Intanto cresce la paura tra i braccianti che risiedono nella ex fabbrica abbandonata DauniaLat in via Manfredonia, che oggi dicono di aver paura di recarsi nei campi. «Sono italiani, sono sicuramente italiani - afferma un amico delle vittime che vive anche lui nella fabbrica abbandonata - Non è giusto che ci facciano del male».

LE PAROLE DEI SINDACATI - «C'è un’azione probabilmente a sfondo razziale dietro le sassaiole avvenute a Foggia contro i migranti. Episodi che si verificano sempre alla stessa ora contro questi braccianti che si recano a lavorare nei campi». Ne è convinto Daniele Iacovelli, segretario generale della Flai Cgil che questa sera ha convocato una riunione con tutti i migranti che vivono nella ex fabbrica abbandonata DauniaLat in via Manfredonia, alla periferia di Foggia.
«Abbiamo convocato questo incontro per discutere con i ragazzi e per cercare di capire cosa ci sia, realmente, dietro questi episodi. Dalle informazioni che abbiamo - racconta Iacovelli - i ragazzi vengono affiancati da queste auto e vengono colpiti dalle pietre. Non riescono a vedere bene le persone in viso. Ci dicono sempre che sono tre persone, il conducente e due passeggeri che hanno già a disposizione le pietre precedentemente raccolte». «C'è un’azione predeterminata per aggredire questi lavoratori - aggiunge il sindacalista - E dopo l’ultimo ferimento del ragazzo gambiano colpito al volto in maniera molto forte, vuol dire che c'è proprio una intenzione, probabilmente, anche di provocare la morte di questi lavoratori».

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