Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 16:22

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Operazione della Polizia

Estorcevano denaro a un commerciante mentre era in carcere: 3 arresti a Foggia

I 3 sono legati a gruppi criminali: uno di loro, nella stessa cella con il commerciante, avrebbe imposto per conto del proprio clan di versare diecimila euro mensili

polizia

La Polizia di Stato di Foggia, coordinata dalla Procura della Repubblica, in collaborazione del Servizio Centrale Operativo, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 esponenti di primo piano dell’organizzazione criminale foggiana facente capo ad un noto pregiudicato.

Con l’accusa di tentata estorsione gli agenti della squadra mobile di Foggia hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei pregiudicati: Emilio Ivan D’Amato, 45 anni, Francesco Abruzzese di 41 e Fausto Rizzi di 38, tutti ritenuti dagli inquirenti esponenti di primo piano della batteria criminale foggiana retta dal capoclan Rocco Moretti. La vittima è un commerciante foggiano arrestato nei mesi scorsi con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione.


Gli episodi estorsivi - ricostruiscono gli inquirenti - sarebbero avvenuti proprio durante il periodo di detenzione della vittima, ovvero da luglio ad ottobre. Dalle indagini è emerso che Emilio D’Amato detenuto all’epoca dei fatti nella stessa cella con il commerciante, avrebbe imposto per conto del proprio gruppo criminale di versare diecimila euro mensili. A dire degli indagati la vittima stessa aveva avviato una attività illecita particolarmente remunerativa, senza l’avvallo della criminalità organizzata. Una volta scarcerato, il commerciante ha continuato a subire pressioni, in particolar modo da Fausto Rizzi e Francesco Abruzzese, con minacce rivolte anche ai suoi familiari. Ad incastrate i tre pregiudicati è stato un messaggio ritrovato sul cellulare della vittima fermata per un normale controllo in strada dalla polizia: «Che delusione si stato Michele». Messaggio partito proprio dal telefono cellulare di Emilio Ivan D’Amato.

«Lavoriamo continuamente per assicurare la legalità. Stiamo cercando di riprenderci il territorio ma lottiamo contro un atteggiamento culturale che non sempre è a nostro favore». Lo ha il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, che ha rivolto un appello ai cittadini: "alziamo la testa e ribelliamoci al crimine». Vaccaro lo ha detto parlando ai giornalisti nel corso della conferenza stampa indetta per fornire particolari sull'operazione di polizia che ha portato all’arresto di tre noti esponenti della criminalità organizzata Foggiana con l’accusa di tentata estorsione nei confronti di un commerciante detenuto.
«'Hai fatto affari illeciti ora devi darci la tangentè. A Foggia anche l’illecito diventa oggetto di una attività estorsiva. - ha detto il procuratore capo riferendosi alle indagini che hanno portato ai tre arresti - Voglio sottolineare la tempestività dell’intervento. L’informativa di reato è stata inviata il 9 ottobre, mentre il 31 ottobre, in poco meno di tre settimane, è stata eseguita la misura cautelare», ha aggiunto Vaccaro. Poi il procuratore ha rivolto un appello ai foggiani: "Collaborate perché noi ci siamo. È un segnale di fiducia che voglio dare a tutti. Alziamo la testa ribelliamoci al crimine denunciamo soprattutto le attività estorsive perché i risultati si ottengono». Vaccaro ha evidenziato anche l’impiego di numerosi magistrati da parte della procura foggiana nella lotta alla malavita. «Attualmente ci sono sette magistrati e un sostituto procuratore che si occupano di criminalità organizzata. I processi si fanno sulla base di prove - ha concluso Vaccaro - e noi abbiamo bisogno di voi».

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