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all’ex scuola di Polizia

Rubano le canaline in rame
arrestati tre bulgari

Rubano le canaline in ramearrestati tre bulgari

Rubare a casa della Polizia, questo proprio no. Grazie alle riprese video degli impianti di video sorveglianza dell’ex scuola di piazza Italia, struttura ancora in uso alla Polizia, gli agenti delle «volanti» sono risaliti prima ad uno e quindi agli altri due presunti autori del furto di 10 canaline pluviali in rame: i tre sospettati sono stati arrestati per furto aggravato, recuperata anche la refurtiva che era stata tagliata e venduta per circa 200 euro ad un foggiano, che l’aveva acquistata in maniera lecita e senza sapere della provenienza illecita del rame. Gli arrestati sono Stefan Dobrev, Kristian Todorov e Ivan Genov tutti bulgari (non é stata resa nota l’età) «con precedenti specifici», si legge nella nota stampa diffusa ieri dalla Questura per ricostruire l’indagine durata tre giorni.

«Nella nottata tra il 19 e 20 luglio, i tre indagati approfittando dell’oscurità sono riusciti a impossessarsi di 10 pluviali in rame, posti a perimetro di un edificio presso la zona centrale di Foggia» si legge nella nota stampa: l’edificio è l’ex caserma Miale di piazza Italia, ex scuola allievi agenti della Polizia chiusa da una decina di anni, struttura ancora usata dalla Polizia per la sala mensa e il poligono di tiro, oltre che per alcuni uffici amministrativi: c’è un presidio di vigilanza fisso dalla mattina alla sera, mentre di notte la vigilanza nell’ex caserma è affidata a varie telecamere, come quelle che hanno ripreso i ladri in azione.

«I tre indagati privi di qualsiasi remora, hanno staccato con le mani i pluviali in rame disarticolandoli dalla conduttura, senza porsi alcun problema di agire in una zona centralissima della città e pur consapevoli del rischio di essere notati. Hanno poi caricato i pluviali rubati su un carrello dileguandosi nella notte, impunemente» prosegue la nota stampa della Questura, che sottolinea il «modo tracotante con cui è stato commesso il reato, che ha imposto una immediata risposta investigativa», anche perché compiuto a casa della Polizia, sia pure una sede distaccata. «Il vice dirigente dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Foggia» (l’ufficio delle volanti) «il commissario capo Fabio Russo, insieme al sovrintendente capo Nicola Vito Iacobone» (uno dei più bravi poliziotti in servizio alle volanti, tanto da essere stato promesso in passato per meriti straordinari dopo aver arrestato in flagranza in città un killer che aveva appena ucciso un foggiano, imputato poi condannato a 30 anni ndr) «hanno svolto mirate indagini finalizzate a comprendere chi potesse essere il responsabile del furto. La pronta risposta investigativa della Polizia» prosegue la Questura «si è mossa attraverso l’acquisizione dei filmati di video sorveglianza posti nei pressi dell’edificio, ancora una volta determinanti nella individuazione delle dinamiche del reato».

Ed è stata «la meticolosa visione dei filmati, direttamente curata dai due investigatori che ha permesso di riconoscere i tre indagati a fronte dell’esperienza maturata nell’attività di controllo del territorio. I tre bulgari, noti alle forze dell’ordine, erano già stati fermati e notati più volte nei controlli straordinari di controllo del territorio predisposti dal questore Mario Della Cioppa, nella zona del quartiere Ferrovia, che la Polizia monitora costantemente. L’attività di incrocio dei controlli effettuati a carico dei soggetti ha permesso agli agenti di ricostruire le zone solitamente frequentate dai tre bulgari» che sono stati così individuati, rintracciati lunedì sorso, arrestati per concorso in furto e trasferiti in carcere.

Recuperata anche la refurtiva. «È stata infatti acquisita anche la documentazione relativa alla vendita del materiale in rame, che i tre indagati» conclude la Polizia «avevano immediatamente tagliato e venduto», pare per poco più di 200 euro ad una persona che è risultata estranea alla vicenda.

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