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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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«Dirty water»

Depuratori, un disastro: ecco denunce e multe

Controlli a tappeto I forestali: la quasi totalità degli impianti presenta problemi

FOGGIA - «Riscontrate numerose irregolarità ed elevate sanzioni al termine dell’operazione “Dirty water”, la campagna di controllo degli impianti di depurazione dei comuni foggiani condotta dai carabinieri-forestali». È quanto comunica in una nota il gruppo di Foggia della Regione carabinieri-forestali «Puglia»: gli investigatori non rendono conto quali e quanti depuratori siano stati oggetto di controllo e ispezioni, in quali siano state riscontare le «numerose irregolarità», in cosa consistano queste irregolarità, a quanto ammontino le multe elevate.

Nella nota stampa gli investigatori rendono quindi noto che «a poco più di un mese dall’inizio della stagione balneare, i militari dipendenti del gruppo carabinieri forestali hanno concluso una vasta attività di verifica straordinaria degli impianti di depurazione a servizio dei comuni foggiani. Il quadro che emerge da questi controllo è che la quasi totalità degli impianti» dicono gli investigatori «funziona in un quadro di irregolarità generalizzata sia di carattere amministrativo che strutturale. Sono decine i depuratori privi di autorizzazione o scadute da oltre 5 anni, che salgono a 10 anni nei casi più gravi».

Sulla scorta di quanto rilevato nel corso dei controlli e contestato dalle forze dell’ordine, «i militari dell’Arma hanno elevato decine di sanzioni amministrative per migliaia di euro; e decine sono state le notizie di reato inoltrate all’autorità giudiziaria foggiano a carico degli enti gestori degli impianti. L’attività di controllo» conclude la nota stampa «proseguirà comunque nelle prossime settimane e sarà finalizzata alla verifica circa la regolarizzazione di quegli impianti le cui carenze sono apparse particolarmente gravi».

Intanto sempre i carabinieri-forestali nell’ambito «della campagna di controlli ambientali sulla gestione dei rifiuti, hanno sequestrato un centro raccolta e denunciato a piede libero due persone». Sono state «indagini di polizia giudiziarie a consentire di accertare presso il “centro raee” e rifiuti ingombranti di un Comune della Capitanata la gestione illecita di rifiuti che vi erano stoccati. Il sito» prosegue la nota stampa «era destinato in origine allo stoccaggio di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (“raee”) e rifiuti urbani ingombranti: vi sono stati rinvenuti ingenti quantità di pneumatici fuori uso ed altro materiale depositato su un piazzale completamente inidoneo anche per assenza di sistema di raccolta dei reflui liquidi. Inoltre è stato contestato anche un deposito incontrollato di categorie di rifiuti non connesse ad attività urbane e la mancanza di titoli autorizzativi. Il sito è stato sottoposto a sequestro preventivo per interrompere il reato; deferito all’autorità giudiziaria il responsabile dell’area tecnica del comune».

Nell’ambito di questi controlli ambientali poi i carabinieri-forestali di San Giovanni Rotondo «hanno rinvenuto in un’area agricola caratterizzata dalla presenza di ruderi fatiscenti, all’interno dell’aia comune, un abbandono di inerti da demolizione. All’interno dei ruderi, oltre ad altri rifiuti, rinvenuta anche una carcassa di auto bruciata e slot-machine danneggiate, con evidenti segni di forzatura e prive delle rispettive casse».

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