«Libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta». Ricordare quanto sia preziosa la libertà è fondamentale, ma è altrettanto importante analizzare come il concetto di libertà si sia trasformato nel tempo e nei diversi contesti storici.
La libertà, come l'aria, è una presenza spesso silenziosa, che diventa palpabile solamente quando ci manca. In assenza di libertà, la nostra esistenza può trasformarsi in un dramma: la privazione di essa non è solo un problema individuale, ma una ferita collettiva. Guardando indietro alla storia, arriviamo a Parigi nel 1473, dove assistiamo a una serie di delitti commessi in nome della libertà. È una contraddizione che si ripete nel tempo: il principio nobile della libertà è stato spesso strumentalizzato per giustificare atti di violenza e oppressione. Gli esempi cominciano a essere troppi.
Negli ultimi anni, il dibattito sulla libertà ha assunto connotazioni nuove. Ci stiamo muovendo verso un'interpretazione più individualista, dove ci si sente liberi nella misura in cui ci liberiamo da vincoli e fastidi: famigerati lacci e lacciuoli. Ciò può sembrare un modo per raggiungere propri obiettivi, ma di fatto frammenta la società. L’ossessione per la libertà personale può portare a dimenticare il benessere collettivo, creando un ambiente in cui gli interessi individuali prevalgono su quelli comuni.
Dobbiamo riflettere su questo cambio di paradigma. La libertà non è solo un diritto individuale ma si consolida solo come valore condiviso. È cruciale riscoprire la sua dimensione collettiva, dove l'autonomia personale possa coesistere con la solidarietà e il rispetto reciproco. È un equilibrio delicato tra desiderio di propri spazi e responsabilità verso gli altri.
Nel contesto politico, la corsa a "portare libertà e democrazia" ad altri popoli si è spesso tradotta in interventi che non hanno rispettato la complessità delle realtà locali. L’idea che la libertà possa essere imposta dall'esterno genera disordine sociale e può portare a una regressione dei valori umani. Vale la pena proprio in questo periodo di ricordarsi che : Libertà va cercando chi per lei la vita rifiuta.
La tecnologia, e in particolare l'intelligenza artificiale, potrebbe offrirci strumenti utili per affrontare e gestire le sfide della libertà in chiave moderna. Tuttavia, è essenziale che ogni strumento venga utilizzato con un occhio critico, evitando che la loro applicazione porti sopraffazione e disordine sociale cioè un futuro. Senza futuro!! Ricorda Dante, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza.” Dobbiamo dunque impegnarci a usare un sistema chiamato libertà per costruire un futuro che onori l'umanità e la dignità di ogni individuo.
E allora libertà, non solo rivendicare i propri diritti ma anche riconoscere il potere della comunità dei popoli. Non più gendarmi del mondo. Impegnarsi in società più giuste e solidali, dove il benessere non sia espressione dell’interesse di pochi.
















