Lunedì 26 Gennaio 2026 | 22:31

Sanità in Puglia, le Asl presentano i piani per abbattere le liste d'attesa: ecco le novità

Sanità in Puglia, le Asl presentano i piani per abbattere le liste d'attesa: ecco le novità

 
Redazione online

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«Bisogna estendere gli orari di apertura degli ambulatori nelle ore serali e nei weekend»

Lunedì 26 Gennaio 2026, 20:11

20:15

L’obiettivo assegnato dal presidente Antonio Decaro è chiaro: entro 18 mesi le Asl devono smaltire esami e visite con classe di prenotazione breve e urgente. I piani sono pronti, e partiranno dal 1° febbraio. Ma le prestazioni da recuperare sono molte di più delle 16mila ipotizzate nelle scorse settimane: si parla di circa 100mila.

Il neo-governatore ha fatto della sanità il suo obiettivo di inizio legislatura, e dunque - come primo atto ufficiale - a inizio gennaio ha firmato una delibera che contiene un piano di abbattimento delle liste di attesa. Le sei Asl pugliesi avevano tempo fino a ieri per preparare le loro proposte, che contengono quasi tutte l’allungamento degli orari di visita degli ambulatori e degli esami strumentali maggiori. Un tentativo per aumentare l’offerta, in verità implementato quasi ovunque (Asl Bari e Policlinico fanno esami fino alle 23, Asl Bat anche di notte), che però questa volta dovrà andare di pari passo con l’anticipazione delle richieste in attesa.

Inizialmente era stato calcolato che le prestazioni non soddisfatte con priorità «U» (urgenti, da eseguire entro 72 ore) e «B» (entro 10 giorni) fossero circa 16mila. In realtà a un controllo più approfondito è emerso come le richieste non soddisfatte nei tempi (secondo semestre 2025) siano molte di più: 16mila sono le sole prenotazioni «U», mentre presumibilmente le «brevi» non esitate nei tempi sono 4-5 volte di più. Un problema non da poco, peraltro previsto dai tecnici visto che in cima alla lista ci sono risonanze magnetiche e Tac per le quali - in alcuni casi - l’attesa «U» può arrivare a un mese.

Le Asl hanno proposto di introdurre sistemi differenziati di gestione delle prenotazioni così da creare corsie preferenziali per chi ha una necessità urgente. Questo anche applicando le linee guida approntate la scorsa estate e andate in vigore la scorsa settimana: la classe di prenotazione deve essere indicata solo per la prima visita, perché i «follow up» devono essere gestiti direttamente dagli specialisti utilizzando agende dedicate non accessibili al Cup. Il paziente con la prenotazione del medico di base si rivolge al centro di prenotazione per la prima visita, mentre le successive devono essergli fissate dal reparto ospedaliero o dall’ambulatorio dopo la presa in carico: in questo modo si evita anche la pioggia di prescrizioni «U» per visite o esami di controllo che - per definizione - possono invece essere programmate. Alcune Asl hanno presentato proposte per intervenire anche sui ricoveri in attesa per interventi in elezione: si tratta di richiamare i pazienti, verificare se la richiesta è ancora attuale e cercare eventualmente un’altra soluzione.

Insieme al piano di smaltimento le Asl hanno proposto poi di implementare controlli sull’appropriatezza prescrittiva di analisi ed esami. È un tema delicato perché - a differenza che per i farmaci - non esistono regole fisse e immutabili: il medico prescrive gli approfondimenti diagnostici in scienza e coscienza, e i controlli - che di norma vengono fatti ex post - servono fino a un certo punto. È però possibile intervenire in alcuni casi, come quelli degli esami ripetuti a poca distanza di tempo. Su questo ci saranno specifici approfondimenti, così come sul tema della medicina difensiva che spesso porta a prescrivere esami (soprattutto Tac e risonanze) al solo scopo di «certificare» la situazione di un paziente.

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