Lunedì 26 Gennaio 2026 | 23:41

Milano, 20enne nordafricano minaccia la polizia con una pistola: ucciso in una sparatoria dagli agenti

Milano, 20enne nordafricano minaccia la polizia con una pistola: ucciso in una sparatoria dagli agenti

 
Redazione online

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Milano 20enne nordafricano minaccia la polizia con una pistola: ucciso in una sparatoria dagli agenti

Sul posto gli agenti della Squadra Mobile che stanno verificando il tipo di arma, e se fosse o meno a salve, che aveva il giovane, e il medico legale

Lunedì 26 Gennaio 2026, 20:53

20:59

Un ragazzo di 20 anni è stato ucciso nel tardo pomeriggio di oggi a Milano in una sparatoria avvenuta in via Giuseppe Impastato 7. L’allarme è scattato intorno alle 17:53 sul posto sono intervenuti gli agenti della Questura di Milano e i soccorsi del 118. Per il giovane, colpito da colpi d’arma da fuoco, non c’è stato nulla da fare. Secondo una prima ricostruzione della Polizia, l’uomo, un nordafricano, ha incrociato una pattuglia della Volante impegnata in controlli di altre persone in via Impastato quando si è avvicinato, ha estratto una pistola che aveva con sé e l’ha puntata contro gli agenti che hanno reagito sparando, colpendolo alla parte alta del corpo e uccidendolo. Sul posto gli agenti della Squadra Mobile che stanno verificando il tipo di arma, e se fosse o meno a salve, che aveva il giovane, e il medico legale.

Sulla vicenda si è registrata, quasi immediatamente, la presa di posizione del leader della Lega Matteo Salvini: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma». «Il giovane aveva estratto una pistola e per questo è stato colpito da un agente», ha specificato il vicepremier.

Anche sulla sicurezza si registrano frizioni nel governo, con Forza Italia che prende le distanze dalle posizioni reazionarie della Lega. «Tra arrestare una persona armata e ucciderla c'è una bella differenza». Contro gli «abusi» dell’Ice si schiera Antonio Tajani, e dalle sue parole emerge l’imbarazzo del governo italiano di fronte al principale tema di scontro negli Stati Uniti, diventato materia scottante anche in Italia. Da quando sabato il Fatto quotidiano ha raccontato che gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement tuteleranno le delegazioni americane alle Olimpiadi di Milano Cortina. «Di sicuro Ice sul territorio nazionale italiano non opererà», ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, spiegando che «in questo momento gli americani come tutte le delegazioni non hanno comunicato l’elenco delle presenze». Geopolitica, diplomazia e politica interna ora si intrecciano sul caso Ice-Milano Cortina. Sabato Piantedosi era stato meno perentorio: «Le delegazioni straniere all’interno del loro ordinamento scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse. Non vedo quale problema ci sia». Dal Dipartimento di pubblica sicurezza del Viminale hanno sottolineato che «ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita, senza possibilità di deroghe, dal ministero dell’Interno e dalle articolazioni territoriali: prefetture e questure». E in attesa che sia comunicata la composizione della scorta Usa, «non risulta, al momento, che agenti di Ice Usa vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla».

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