Martedì 27 Gennaio 2026 | 17:22

Modugno, l'annuncio del sindaco Bonasia indagato per voto di scambio: «Non mi ricandido»

Modugno, l'annuncio del sindaco Bonasia indagato per voto di scambio: «Non mi ricandido»

 
Redazione online

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Voto di scambio a Modugno, sindaco Bonasia indagato: «Ho sempre servito la comunità con rispetto della legalità»

La rinuncia, a seguito dell’inchiesta della Dda di Bari, è stata comunicata ieri in Consiglio comunale: «Lo faccio per senso di responsabilità istituzionale e per amore verso la città»

Martedì 27 Gennaio 2026, 15:17

«Non mi ricandiderò alle prossime elezioni amministrative di Modugno» per «senso di responsabilità istituzionale e per amore verso la città». È l’annuncio con cui il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, ha aperto il proprio intervento nel Consiglio comunale di ieri, comunicando la decisione a seguito dell’inchiesta della Dda di Bari in cui Bonasia è indagato e l’ex assessore comunale Antonio Lopez è stato arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Sull'amministrazione comunale di Modugno sono in corso da dicembre le verifiche della commissione di indagine incaricata di verificare, aveva spiegato la Prefettura di Bari, "la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione o condizionamento mafioso».

«Il mio passo indietro - ha detto Bonasia motivando la decisione di non ricandidarsi - è un atto di amore verso Modugno. Continuerò a esserci, da cittadino, con lo stesso legame profondo di sempre, a testa alta e con la serenità di chi sa di aver servito questa comunità con onestà, passione e rispetto delle regole. Le istituzioni sono un bene collettivo, che non appartengano a chi le guida temporaneamente, ma rappresentano una responsabilità da custodire e trasmettere. Modugno merita di andare avanti. E io, comunque vada, sarò sempre dalla sua parte».

Il mandato di Bonasia scadrà nella prossima primavera. Il sindaco ha confermato che proseguirà l’attività amministrativa fino all’ultimo giorno utile, ribadendo la propria «estraneità a qualunque forma di illegalità» e la piena «disponibilità a continuare a collaborare con gli organi competenti».

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