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«Ciarderie»

Il cinema una casa, i film una cosa

Il cinema una casa, i film una cosa

Per andare a Venezia basta un treno. La moglie di un mio amico di Martina Franca è andata a Venezia. L’hanno fatta entrare gratis. Straordinario è che l’abbiano fatta uscire

12 Settembre 2022

Gianni Ciardo

Buongiorno! Bene, che facciamo? Parliamo della fine delle vacanze? Parliamo del Gas, della Luce? Giuseppe e Teresa si sono lasciati? E chi sono? Non si sa, sono due che si sono lasciati e per noi tutti adesso questo è un problema? Fedez si è tolto un tatuaggio? E adesso come lo riconosciamo? Mia moglie mi ha lasciato solo perché aveva mal di testa per tutto il corpo?

I problemi aumentano giorno per giorno. Molti, per non rinunciare all’ultimo stupido week-end, trascurano se stessi.

Molte donne sono convinte di aver avuto uomini ai loro piedi, senza ricordarsi che avevano soltanto cambiato spesso pedicurista.

In questi giorni di settembre, a Venezia c’è il Festival del Cinema che la televisione trasmette. È un prestigio andarci, molti premiati, altri no.

Per andare a Venezia basta un treno. La moglie di un mio amico di Martina Franca è andata a Venezia. L’hanno fatta entrare gratis. Straordinario è che l’abbiano fatta uscire.

Molti candidati prendono i premi; altri, che non li ricevono, se li prendono da soli.

La bellezza va considerata con indulgenza. Molti sono presuntuosi e illusi. Se qualcuno o chiunque dovesse dire «Signora, la trovo molto bella!», lei pronta direbbe «Grazie, vedo che abbiamo gli stessi gusti».

Ecco, il Cinema, gli attori, le attrici vere, appartengono ad un mondo fantastico.

Il Cinema è una cosa, i films sono un’altra cosa.

I films li posso fare anche io, e pure mamma, mia sorella, mio cognato e pure tu.

Un film dura 15 giorni; il Cinema dura per sempre.

A Venezia può succedere, però, di tutto. Ecco un esempio.

Un produttore incontra una conoscente nell’intervallo. Dialogo fra i due: «Oh che bella combinazione!» «Non è una combinazione, è il mio abito da sera!».

Il Cinema è bello. Peccato che anni fa subentrò la crisi. Ricordo che si andava a cinema ed era una festa.

Molti andavano al cinema per rilassarsi e per vedere i loro beniamini. Amedeo Nazzari, Yvonne Sanson e Dalida, Catene, Figli di nessuno.

Oggi, invece, si sa di chi sono i figli.

Quando il cinema anni fa entrò in crisi, io non andai più perché non si poteva più fumare.

Fu una sofferenza perché io con le mie 100 lire avevo comprato sei «Stop» senza filtro e me le sarei fumate con soddisfazione nel vedere Ben Hur e Rossella di Via col Vento.

Oggi mi devo accontentare andando a Cassano a vedere Via convento.

Ahhahhahha!!!

Comunque, ben venga Venezia ed il ritorno in sala del cinema.

L’Italia è una nazione splendida, piena di locations per il cinema. Che sia a Nord o a Sud. C’è arte, allegria ed anche tristezza.

Una volta Charles Aznavour disse «Come è triste Venezia» e Lino Banfi rispose «E tu non conosci Cerignola». Io sono di Bari, non sono di Venezia. Non ho l’abito da sera, però posso dire che anche qui a Bari arriva settembre.

E quindi, posso vantarmi di avere la Fiera del Levante (che quest’anno però si terrà a ottobre, ndr) che è un altro cinematografo.

Venezia ha il Lido, noi abbiamo il Lido San Cataldo, Venezia ha il Red carpet e noi i biglietti gratis alla Fiera, Venezia ha il Bellini e noi bottiglie della Peroni in quantità, Venezia ha le veneziane e noi le merendine dell’Aida, Venezia ha Penolope Cruz e noi Porziella delle siringhe, Venezia ha, ancora, il Leone d’oro e Bari Giallo oro, Venezia ha il pan del Doge e noi il pan di Altamura, Venezia ha il «Gazzettino» e noi teniamo la «Gazzetta del Mezzogiorno».

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