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Tommaso mi ama, lo so che mi ama. Io amo Tommaso, lo so, lo sento da sempre, ci amiamo da 18 anni.
Mi manca Tommaso perché non si prende cura di me come un tempo. Pochi baci, a volte niente. Si corre, si lavora, siamo sempre buttati fuori la porta di casa e quando rientriamo siamo così stanchi che a volte ci sfugge anche di guardarci negli occhi mentre ceniamo. Però ci amiamo.
Mi chiamo Carlotta, ho 43 anni e sono affamata d’amore e di carezze, di coccole e di abbracci. Tommaso non so cosa pensi, quando tocco l’argomento sfugge per rispondere all’ultimo messaggio o alla mail importante dall’ufficio.
Però non mi manca niente lo giuro. Tommaso non mi fa mancare nulla davvero!
Io non mi lamento mai con lui, le mie carenze affettive le gestisco tra il vento e l’anima e lui di queste mie inquietudini, credo che nemmeno si accorga. Però Tommaso mi ama. Lo dice a tutti, colleghi, amici, parenti.
Dice: Carlotta è la mia donna ideale, sono stato fortunato!
Ed io? Sono stata fortunata?
La notte sento i nostri respiri sincronizzati nel buio della stanza, ma siamo lontani. La passione è solo ricordo a cui ormai faccio ricorso con la fantasia. La tenerezza, superflua!
Ma ieri gli ho urlato contro che non avrei vissuto così un altro giorno, che sono ancora una bella donna e che se lui ormai mi vede alla stregua di una suppellettile inutile, o non mi vede proprio, avrei tolto il disturbo!
Per la prima volta dopo tanto tempo ha alzato gli occhi dal computer e mi ha guardato dritto nei miei… Si è avvicinato e sostenendo lo sguardo nel modo in cui mi ha fatto innamorare di lui, mi ha detto secco: “Io ti amo e ho bisogno di te molto di più di quanto tu non creda!”
Ma io gli ho detto che le parole non mi sarebbero più bastate, volevo fatti, attenzioni, complicità, condivisione, e passione sì, il fuoco sacro che unisce due persone che si amano e che non sono fratelli.
Da quando è scoppiata la pandemia però, Tommaso lavora da casa, è un docente in un liceo classico, quindi insegna in DAD. Io lavoro per una società di servizi e anch’io gestisco ogni cosa dallo schermo del mio pc… sopra, con la camicetta di seta e le perle e sotto, col pigiama e le ciabatte.
Trascorriamo l’intera giornata in due stanze attigue, fisicamente vicini come non accadeva da secoli, ci risparmiamo la metro, l’autobus e l’uscita da casa anticipata per calcolare gli spostamenti. Da quando viviamo così abbiamo preso a fare colazione insieme con calma e da qualche giorno Tommaso mi guarda negli occhi con una dolcezza che avevo dimenticato mentre m’imburra la fetta biscottata e mi prepara persino il caffè mentre sono ancora a letto.
Io sento il profumo dell’oro nero del mattino e mi nascondo sotto al cuscino per far finta di dormire ancora, non voglio togliergli il piacere di credere di avermi svegliato con il bacio e con la tazzina calda tra le mani.
Ultimamente stiamo condividendo anche la pausa delle 11.30 e stiamo parlando di noi, dei nostri desideri, dei progetti in cantiere da attuare il prima possibile appena superato il difficile momento storico in corso. Tommaso l’altro giorno poi, mentre sparecchiavo si è avvicinato e mi ha baciato appassionatamente, in un modo che ci era sempre appartenuto, ma che avevo completamente rimosso. Io l’ho ricambiato, ed è stato come esserci fidanzati da poco, come volevo accadesse da una vita!
L’ho raccontato a Lucia in videochiamata quando lui è sceso per portare il nostro cucciolo peloso a passeggio, gliel’ho raccontato come avrebbe fatto un’adolescente emozionata dopo il primo incontro. Lucia con il suo solito candore, mi ha detto di essere invidiosa in senso buono per la mia fortuna, a lei con Franco, questo non accadeva da anni!
Da quel bacio, mi si sono scatenate tutte le endorfine e mi sono andate in circolo, la ritrovata complicità dei momenti condivisi, la dolcezza degli ultimi risvegli, la passione finalmente espressa, mi stavano regalando un’immagine diversa anche di me stessa.
Dall’indomani ho cominciato ad alzarmi all’orario di quando lavoravo fuori casa, ho ripreso a truccarmi e a vestirmi come se dovessi uscire, ho comprato il cornetto alla nutella per la pausa al bar sotto casa per Tommaso scendendo a fare la spesa e la sera ho visto con lui la partita abbracciati sul divano.
Lui canta di nuovo sotto la doccia al mattino e si è anche accorto che ho tagliato la frangia, mi ha detto pure di essere stata bravissima per averlo fatto da sola, ed io ho gioito!
Dodo deve aver captato questa ritrovata energia di coppia perché anche lui mentre si stende davanti a noi sul tappeto, mi sembra più scodinzolante e felice!
“Eh l’amore quante cose aggiusta”, mi ha detto mia madre sospirando e vergognandosi un po’come ogni volta che tra noi si parla d’intimità e di passione! Ma io non ho remora alcuna di urlare al mondo che sono nuovamente felice, che questo periodo sarà pure un gran casino colossale, che la pandemia avrà sfasato tutti i ritmi e le abitudini, però a me e a Tommaso, facendoci ritrovare obbligatoriamente ogni giorno uno di fronte all’altra, ci ha costretti a guardarci negli occhi e da lì abbiamo compreso di essere ancora innamorati, semplicemente ci era solo sfuggito, presi dal lavoro e dalle mille distrazioni esterne, di valutare e di avvalorare questo sentimento.
È un tempo avaro di abbracci e di sorrisi, ma io e Tommy non ci abbracciavamo così da secoli!
È proprio vero, la vita da e toglie e non ha logiche comprensibili o dinamiche precise per rivelarsi in un determinato momento; la vita accade, irrompe e manifesta la sua bellezza a volte in momenti strani. In un periodo in cui non ci si aspetta nulla, può arrivare tutto. E allora, dov’era il buio, arriva la luce, dove la stasi, il movimento. Alla monotonia sostituisce il palpito e all’abitudine, il fremito intenso!
Sicuramente e auspicabilmente torneremo a una vita normale, correremo nuovamente al mattino per non perdere l’autobus e per non timbrare in ritardo, però ci siamo promessi che non ci dimenticheremo più di quelli che siamo e di come siamo. Di quanto possiamo darci e di come ci renda pieni e felici farlo! E sono certa che sarà così, non ho motivo alcuno adesso per poterne dubitare.
Adesso Tommaso mi accarezza il viso mentre mi accoccolo con lui sul divano, ed io ascolto i suoi pensieri con una ritrovata attenzione e non con la superficialità con cui facevo solo finta d’interessarmi alle sue cose mentre mi davo lo smalto o mi facevo il colore ai capelli o cucinavo.
Dormiamo abbracciati adesso Tommaso ed io e prima di farlo, facciamo anche l’amore.

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