Venerdì 23 Aprile 2021 | 01:31

NEWS DALLA SEZIONE

Il racconto
Ciao Rosanna, come stai?

Ciao Rosanna, come stai?

 
il racconto
Ragazzi, ci siete? Gli appelli in Dad

Ragazzi, ci siete? Gli appelli in Dad

 
Il racconto
Don Tonino Bello, il poeta di Dio

Don Tonino Bello, il poeta di Dio

 
Cronache del distanziamento
La fuitina? È nata con l’uomo

La fuitina? È nata con l’uomo

 
il racconto
Collodi: un tempo ero un legnetto

Collodi: un tempo ero un legnetto

 
Il racconto
Quei gran ceffoni della Storia

Quei gran ceffoni della Storia

 
Il racconto
Quei «divertimenti» familiari

Quei «divertimenti» familiari

 
Cronache del distanziamento
Leggendo una lettera ritrovata…

Leggendo una lettera ritrovata…

 
Il racconto
Il musicista e la città muta

Il musicista e la città muta

 
Il racconto
Il geco e la salsa di pomodoro

Il geco e la salsa di pomodoro

 
Il racconto
Quel 9 aprile di fuoco e fiamme

Quel 9 aprile di fuoco e fiamme

 

Il Biancorosso

Serie C
Turris e Bari a confronto

Turris e Bari a confronto

 

NEWS DALLE PROVINCE

Leccetrasporti
Surbo, riattivazione scalo: «Obiettivo importante per la Puglia e il Salento»

Surbo, riattivazione scalo: «Obiettivo importante per la Puglia e il Salento»

 
BariViabilità
Bari, due tamponamenti sulla «100» e sulla «16»

Bari, due tamponamenti sulla «100» e sulla «16»

 
MateraLavori pubblici
Matera, cambia volto il teatro Quaroni

Matera, cambia volto il teatro Quaroni

 
TarantoL'inchiesta
Taranto, il commissario del porto ascoltato in Commissione Ecomafie

Taranto, il commissario del porto ascoltato in Commissione Ecomafie

 
GdM MultimediaCultura
Trani, viaggio virtuale nel Polo museale diocesano

Trani, viaggio virtuale nel Polo museale diocesano

 
FoggiaTragedia sfiorata
Rignano Garganico, nigeriano con coltello e spranga di ferro aggredisce equipe medica

Rignano Garganico, nigeriano con coltello e spranga di ferro aggredisce equipe medica

 
BrindisiCovid
Brindisi, contagi in calo: «Merito della zona rossa»

Brindisi, contagi in calo: «Merito della zona rossa»

 

i più letti

Il racconto

Irrequieti a caccia di libertà

Bari, anni '80: Leo Di Gennaro racconta quella 'cadenza imperfetta'

Irrequieti a caccia di libertà

S’intitola «Cadenza imperfetta» il romanzo scritto da Leo Di Gennaro, edito da Planet Book. Lungo un percorso di quasi tre decenni, iniziato in una Bari degli anni '80, i personaggi intrecciano le loro vite con quella di Max, il protagonista, muovendosi in una dimensione irrequieta, sempre alla ricerca di una libertà che spesso trova la sua più immediata manifestazione nella creatività e nella musica, protagonista della narrazione e chiave di lettura psicologica degli eventi descritti. Storie e provenienze diverse confluiscono a un certo punto verso un unico obiettivo, grazie all'ambizioso progetto di un Manifesto, nato in seguito alle riflessioni inerenti all’appiattimento dell’uomo su posizioni superficiali e materialiste. Un romanzo di formazione che racconta passioni che attanagliano lo stomaco e tolgono il respiro e che fa ricordare che la vita è sempre e comunque un'esperienza che vale la pena di essere vissuta. Ne pubblichiamo un breve estratto.

LEO DI GENNARO

E arrivò la temutissima cartolina, inevitabile e gradita come uno schiaccianoci tra le balle. Ero consapevole che non avrei potuto in alcun modo evitare la chiamata al servizio di leva, dato che avevo abbandonato gli studi per dedicarmi con maggior impegno al lavoro e alla musica. Sarei andato in Marina, lo sapevo già, ma perlomeno non era l’esercito, il più vituperato e il meno ambito. Solo i veri raccomandati, per quel che si diceva in giro, riuscivano a ‘servire il loro Paese’ in Aviazione, almeno a Bari dove si prestava il servizio militare negli uffici di quel monumentale edificio di mussoliniana memoria sul lungomare e si andava tranquillamente a casa nel pomeriggio, come dei normali impiegati delle poste. Andai subito da Serena, con quell’odiato pezzo di carta in mano e glielo mostrai senza aggiungere altro.
“Mannaggia Max, ma quando parti?”, mi chiese col suo fare distratto. “C’è scritto qui, ad aprile, fra due mesi. E ora come farai senza di me, amore?”, le chiesi scherzando ma non troppo. La guardai per osservare la sua reazione, ma ciò che scorsi nei suoi occhi non mi convinse del tutto. Sembrava assente o disinteressata, ma forse era il mio stato d’animo a distorcere le mie percezioni. Fece una risatina e si limitò a dire: “Ma al momento non sai neanche dove andrai, magari resterai qui a Bari. Sopravvivremo, no?” “Sì, certo.” Mi avvicinai al mobile bar e mi versai dello scotch accendendo una sigaretta. “Farò il Car a Taranto, per cominciare, ma non ho la minima idea riguardo alla mia destinazione finale. E se mi sbattono su una nave a La Spezia?”, le dissi sedendomi sulla poltrona di fronte alla sua. Rimase in silenzio per qualche istante, poi guardò istintivamente in direzione del pianoforte sopra al quale troneggiava un grande quadro ad olio dipinto da me, che la ritraeva in abiti ottocenteschi.
“Mi hanno chiamato chiedendomi se voglio lavorare su una nave da crociera. È una buona occasione per me, il contratto dura sei mesi e pagano bene.” Rimasi a bocca aperta, come uno stupido, quasi aspettando che mi desse il colpo di grazia, che puntualmente arrivò. “Dovrei imbarcarmi più o meno nello stesso periodo in cui partirai tu. Non è una curiosa coincidenza?”, aggiunse facendomi innervosire non poco. “Cazzo, e me lo dici così, a cose fatte? E con chi dovresti cantare? Sai, giusto per sapere”, le chiesi con sarcasmo. Serena aveva un carattere molto accomodante, non si innervosiva mai e sapeva mantenere un tono di voce dolce e carezzevole in ogni situazione. Fece ampio sfoggio di queste qualità nel rispondermi.
“Mi accompagna Lucio, il tastierista con il quale ho fatto le ultime serate di piano bar. Non devi arrabbiarti con me, te l’ho detto non appena l’ho saputo e non ho ancora dato una risposta. Se vuoi non parto, cosa vuoi che ti dica, rinuncerò a un’importante occasione e a tanti soldi.” Mi accarezzò il dorso della mano che reggeva il bicchiere guardandomi con un sorriso vagamente triste. Sapevo che stavo per arrendermi, intriso com’ero di quell’amore per la libertà che mi portava a stare dalla parte di tutti quelli che seguono strade alternative, senza seguire schemi o convenzioni sociali. Non ero geloso di lei, pensavo che due persone che si amano davvero non si sarebbero mai tradite e avevo un’opinione troppo positiva di me per farmi impensierire da quel Lucio. Mi alzai dalla poltrona e cominciai a camminare avanti e indietro per il salone, lanciandole qualche occhiata di tanto in tanto, poi mi fermai davanti a lei. “Serena, fai un po’ come ti pare, non sarò io a tarparti le ali, non l’ho mai fatto e non inizierò ora, il nostro rapporto è nato così e immagino che non cambierà adesso; quello che ci lega è la nostra libertà.” “Grazie amore mio, sei unico, come sempre.”
Si alzò in piedi e mi guardò con intensità, accarezzandomi il petto. “I miei non tornano per il momento, andiamo di là?” Andammo, e mi mostrò tutta la sua gratitudine. ... ... Lavorai come operatore video per circa tre anni, mentre Alessandra cantò sempre più saltuariamente. Il reddito era piuttosto basso, ma la nostra vita era tutt’altro che sgradevole o difficoltosa. Riuscivamo a stare bene insieme senza strafare, accontentandoci dell’indispensabile e togliendoci qualche sfizio di tanto in tanto. Non appena se ne presentava l’opportunità, invitavamo a cena gli amici più stretti, e in quelle piacevoli occasioni Ale faceva sfoggio della sua abilità e passione in cucina, preparando menu elaborati e ogni volta diversi. Da parte mia, a volte mi dedicavo al barbecue, un’attività che avevo scoperto da poco ma che trovavo divertente, soprattutto quando c’era la compagnia giusta.
Ma eravamo troppo irrequieti e troppo simili per continuare in quel modo all’infinito, così decidemmo di aprire un negozio online, dopo una chiacchierata nata quasi per scherzo. Dopo aver ottenuto un piccolo prestito fondammo una società che si occupava della vendita in internet di prodotti per pasticceria casalinga, investendo capitali molto modesti. All’inizio non ne eravamo pienamente consapevoli, ma entrammo sul mercato al momento giusto, quando stava per esplodere la mania del cake design, in aggiunta a una crescita vertiginosa degli acquisti online. Nel giro di pochi mesi fummo talmente oberati di lavoro da essere impegnati ben oltre le canoniche otto ore lavorative, tanto da spegnere i computer spesso oltre la mezzanotte. Ma fu un periodo di benessere economico e di grandi soddisfazioni che ci permise di cambiare casa e di passare più di una vacanza all’estero in compagnia di Roberto, senza badare troppo al portafogli. Durò solo alcuni anni, finché il mercato non si saturò di negozi, di e-commerce e di offerte di ogni tipo. Da quel momento in poi la nostra vita divenne difficile, sempre incentrata sulla ricerca di nuove soluzioni che spesso risultavano inefficaci. Cercammo di rinverdire i fasti del nostro negozio online senza purtroppo disporre dei capitali necessari per farlo con successo, ma continuando a insistere su quella strada, data la mancanza di vere alternative.
Roberto, nel frattempo, aveva scoperto il rap, dedicandosi insieme a un cugino di Fasano alla composizione di testi sempre più complessi e ricchi di citazioni che cantavano in coppia, sia dal vivo sia in studio, su basi prodotte da un amico o acquistate su Internet. Non assomigliava neanche lontanamente al percorso che avevo intrapreso con i miei cari vecchi amici, non era presente quell’amore viscerale per la musica, ma la voglia di comunicare probabilmente era simile, adeguata a un contesto storico drammaticamente diverso che neanche le più fosche analisi del manifesto erano riuscite a prevedere.
Se io e i miei compagni di viaggio, durante la nostra giovinezza, avessimo avuto a disposizione i social media, gli smartphone e quella tecnologia esasperata, forse non avremmo mai scritto il manifesto, pur essendoci molte più opportunità per farsi conoscere. Sarebbero mancati del tutto gli stimoli in quel marasma di informazioni indistinte, acritiche e contraddittorie, in quel mondo frenetico e virtuale in cui ogni contenuto poteva dirsi superato dopo un paio d’ore o, nella migliore delle ipotesi, dopo qualche giorno.
Ma soprattutto sarebbe mancata la voglia di stupirsi per qualcosa, di condividere realmente e non a livello virtuale le proprie scoperte e le proprie riflessioni scaturite dall’osservazione del mondo e dallo studio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie