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L’avventura con «Tommaso blu»

L'autore ricorda il film tratto dal libro dello scrittore appena scomparso

L’avventura con «Tommaso blu»

Tommaso Di Ciaula, artista incantato come Ciàula di Pirandello, capace di trascorrere ore e giornate intere a sbirciare la luce tra le foglie di un albero di ulivo o di fico appuntando pensieri sulla mano o su qualche foglietto sgualcito trovato in tasca.

Tommaso è forse il primo autore di un romanzo tutto pugliese che narra le vicende e l’urlo di tutti gli esseri umani contro la “campagna violata”, le città cementificate, le tradizioni, gli odori, gli umori, le storie del sud cancellate in nome del “progresso”... Il suo urlo traspare da ogni sua parola e ha catturato l’attenzione di autorevoli critici, letterati, ricercatori non solo in Italia ma anche in Germania ovest ed est, Messico, Russia, Francia e tanti altri paesi nel mondo. Il suo primo romanzo Tuta blu pubblicato da Feltrinelli nella collana Franchi narratori nella seconda metà degli anni 70 coincide con la fine dei movimenti sorti tra il ’68 e il ’77 a chiusura di un ciclo di lotte sociali che aveva coinvolto movimenti studenteschi, gruppi politici extraparlamentari, associazioni di base, donne, uomini che rivendicano diritti e vogliono riappropriarsi della propria autonomia nel rispetto della centralità dell’essere umano della natura, del paesaggio, delle diversità in ogni progetto di sviluppo economico ed industriale. Proprio in quegli anni forse per l’incapacità e delusione di alcuni attivisti ed intellettuali prevale l’aspetto violento del movimento che con l’uccisione di Aldo Moro raggiunse l’apice. Tommaso con la sua fantasia sorvola su questi eventi storici e mostrava “l’operaio di fabbrica”, fino ad allora soggetto sociale protagonista di quegli anni, con i suoi limiti umani di singolo individuo con la sua poesia, i suoi sogni e finalmente accorcia le distanze tra l’operaio, lo studente e il giovane disoccupato e anche il ceto medio fino ad allora considerato reazionario. Solo qualche anno prima sarebbe stato assurdo pensare a questo.

La mia avventura con Tommaso è incominciata grazie ad un premio da me ricevuto per il cortometraggio Dalla costola di Adamo con scene tratte dallo spettacolo Tutta casa, letto e chiesa scritto da Dario Fo e Franca Rame con protagonista la stessa Rame e rappresentato in un cinema teatro a Carbonara (Bari) nel 1977. Inviai il mio film cortometraggio della breve durata di 3 minuti alla giuria di un concorso presieduta da Cesare Zavattini e con mia grande piacevole sorpresa ho ricevuto il primo premio. La notizia fu riportata ed evidenziata nella pagina della cultura e spettacolo La Gazzetta del Mezzogiorno e Tommaso Di Ciaula mi rintracciò per telefono al Centro Sperimentale Universitario S. Teresa dei Maschi dove si organizzavano eventi culturali.
Incredibile. Allora non c’erano i cellulari, internet, non era facile rintracciare qualcuno se non attraverso la rubrica telefonica dove il mio nome non compariva: «Pronto, ciao sono Tommaso Di Ciaula ho scritto Tuta blu già dallo scorso anno ho cercato di ricavarne un film con alcuni amici fotografi di Modugno… ma siamo ancora in alto mare! Tu potresti aiutarmi a realizzare il film”. Da non crederci lo scrittore più famoso pugliese che mi vuol coinvolgere in un progetto così ambizioso. Un sogno! Ci siamo visti lo stesso giorno mi ha donato il suo romanzo con dedica che ho tra le cose più preziose.
Ho iniziato a divorarlo e sottolineare tutto quello che mi sembrava interessante per creare immagini. In una notte ho letto tutto il romanzo. Cercai di costituire una piccola troupe tra amici e famiglia a partire da mia moglie a Paolo Perfido, Antonio Guida, Franca Tritto, Sabino Strambelli, Rocco Stano e tanti altri, tutti carichi di passione ma senza esperienze sul campo. Cercai tra cineoperatori di matrimoni molto attivi in quegli anni dotato di mezzi per l’epoca sofisticati, ma troppo impegnati in quel tipo di cerimonie. Siamo alla fine anni ‘70. A Bari c’è il Video club di Mario Rubino, di professione medico ma con la passione per il cinema. Appena conosciuto organizzo un set nella uffi/cucina, come definisce Tommaso, di casa mia complice mia moglie Lucia mio figlio Luca, assistente, altre due mie figlie Dionisia e Claudia giocavano in casa nelle altre stanze, riesco a convincere Carmela Vincenti, attrice già in auge nel territorio per il ruolo della moglie di Tommaso Di Ciaula.
Cercai tra i ragazzi di Bari vecchia un volto per il ruolo di Tommaso da ragazzo alla ricerca del lavoro con il padre sottomesso alle volontà del padrone e del padre apprensivo. Per il ruolo del padre ho coinvolto per la prima volta sullo schermo Teodosio Barresi, attore molto attivo nel teatro dialettale barese. Qualche anno più tardi, nel 1985 la stessa scena che avevo girato fu rifatta negli stessi luoghi dove era stato girato Tuta blu nella nuova versione Tommaso blu diretto da Florian Furtwangler e prodotto dalla Germania con protagonisti Teodosio Barresi nel ruolo del padre e mio figlio ragazzino Luca nel ruolo del giovane Tommaso.
Il padre accompagna il figlio a cercare lavoro nelle officine della vecchia zona industriale di Bari tra ciminiere nei dintorni della Fiera del levante traducendo in immagini una delle pagine pìù emozionante di Tuta blu.

Ho coinvolto molti artisti e gruppi teatrali di Bari: il Teatro del Pi allora con Paolo Comentale nel ruolo di burattinaio e Augusto Masiello nel ruolo di Mangiafuoco, il grupp teatrale “Anonima G.R.” con Dante Marmone, Tiziana e Nole Schiavarelli, Pinuccio Sinisi, nel ruolo di giocose operaie ed operai che creano un siparietto divertente sul motivo di Mille lire al mese, simbolica magra busta paga per i lavoratori. Il film fu girato sul lungomare di Bari tra le campagne di Modugno Palo del Colle con la sagra del Viccio dedicata al campione di pugilato Vito Antuofermo, sulla Murgia tra Gravina ed Altamura dove ricostruimmo il suicidio del pastorello Michele Lorusso

Una impresa che ha prodotto circa 10 ore di pellicola girate con una cinepresa sonora Super 8mm Canon F 514 ancora in mio possesso. Per accelerare i tempi di lavorazione molte scene le ho girate da solo con Tommaso Di Ciaula nel ruolo di sè stesso. Abbiamo girato di notte di giorno di domenica non c’erano limiti sindacali ma c’era una passione incredibile che ci ha fatto realizzare immagini emozionali così come era stato girato Io sono un autarchico da Nanni Moretti a Roma. Le Riprese sono durate diversi mesi a cavallo tra il 1979 e l’80. Il materiale girato era molto delicato per poterlo rivedere si rischiava di rigare la pellicola. Io e Tommaso eravamo decisi a portare a termine l’opera tra l’altro il film di Nanni Moretti era in programmazione al Filmstudio a Roma quindi anche il nostro poteva seguire lo stesso percorso. Ma io ero un giovane aspirante regista Tommaso era un popolare scrittore ma tutti e due eravamo in Puglia lontano dalla visibilità propria di un regista romano o milanese. Abbiamo bussato alle porte del Comune, della Provincia e della Regione Puglia, abbiamo contattato politici e funzionari… ci guardavano con sufficienza e ci presero per marziani calati in questo territorio! Ma la nostra “capa tosta” non ci faceva demordere! Una mattina presto Tommaso mi chiama al telefono: “Andiamo a Milano… conosco l’assessore alla Cultura della Provincia Novella Sansoni una donna straordinaria molto attiva nel Partito Comunista figura di primo piano nella politica milanese fin dal dopoguerra” … cerco di replicare “Chiamala al telefono”, Tommaso “Non funziona … prendiamo il treno questa notte con cuccette e domani mattina ci presentiamo in ufficio”… La stessa sera siamo partiti per Milano faceva un freddo cane e a Milano in quegli anni c’era ancora la nebbia. Immediatamente pensai a Totò e Peppino nel loro mitico viaggio a Milano. Incredibile, Novella Sansoni ci accoglie con calorosa cordialità. Tommaso illustra tutta la nostra storia e parlo del film fino al pranzo alla mensa della Provincia. Eravamo nel cuore di Milano che non era ancora da bere! Al bar per il caffè l’architetto e assessore Novella Sansoni telegrafica: “Tommaso domani mattina passa dall’ufficio economato posso darti non più di 3.000.000 di lire, non è molto ma si può cominciare… Contatta il dott. Trimarchi responsabile del laboratorio audiovisivo della Provincia e concorda con lui un programma esecutivo”.
Da non crederci, non mi sembrava vero questa immediata operatività dopo mesi di vana attesa e ricerca fatta a Bari e in Puglia tra politici e istituzioni…

Euforia a mille erano le 22, Milano era avvolta nella nebbia e noi non avevamo un luogo dove dormire… Finimmo in un ambiguo alberghetto vicino alla stazione centrale! Il giorno dopo nei pressi di P.zza Tricolore siamo entrati per la prima volta nel laboratorio audiovisivo della Provincia e ci siamo piazzati per tre mesi compreso il Natale del 1981. Senza interruzione abbiamo riversato tutti i materiali in Super 8 mm su nastri magnetici in ¾ di pollice, fatte copie in VHS per poter visionare i materiali e ho iniziato a montare le otto ore riducendole a 90 minuti e cercando di dare una struttura narrativa alle immagini e alle sequenze girate con suono in presa diretta. Soddisfatti del premontaggio Tommaso contatta tutto l’universo milanese e romano da lui conosciuto da Folco Portinari, a Massimo Guglielmi direttore delle sedi Rai di Milano e Roma. Autorevoli critici ed autori come Giannalberto Bendazzi, Stefano Rulli, Tatti Sanguineti e il mitico Marco Ferreri che ci introdusse a Cinecittà. Le immagini sono suggestive anche mute. I direttori delle sedi Rai di Milano e Roma sono disponibili ad investire per sonorizzare ed editare il film. Ci chiedono di contattare la sede Rai di Bari per coinvolgerla solo idealmente nel progetto senza investimenti. Ma tornati a Bari ripiombammo nell’atavica attesa di lunghe incomprensibili decisioni durate 2 anni con un telegrafico responso «Sì, interessante ma un film sgrammaticato”… Io e Tommaso “cape toste” non ci siamo arresi e grazie a Gimmi Gorjux della redazione di Antenna sud e La Gazzetta del Mezzogiorno selezioniamo una serie di immagini e realizziamo un videoclip di circa 20’ che ha girato tutti i festival e le rassegne cinematografiche di quegli anni. La prima assoluta al festival di Salsomaggiore diretto da Adriano Aprà e Tatti Sanguineti con grande riscontro di pubblico e critica, tra gli ospiti anche Godard. Nel 1982 nelle serate a Salsomaggiore con Tommaso Di Ciaula, Roberto Benigni e Jim Jarmusch si creano scoppiettanti siparietti tra pubblico curioso e io riprendo tutti i momenti con la mia prima telecamera!!!
Le avventure con Tommaso sono andate avanti per altri anni con la condiviosne di Tommaso blu fino al mio primo film lungometraggio Odore di pioggia nel 1989.

Tommaso Di Ciaula è da raccontare alle nuove generazioni e sarebbe opportuno creare una fondazione con tutti i materiali video, sonori, scritti e testimonianze dirette.

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