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Coppa Italia, Nicola Amoruso e Jimmy Fontana «In Juventus-Inter non c’è una favorita»

Coppa Italia, Nicola Amoruso e Jimmy Fontana «In Juventus-Inter non c’è una favorita»

Ne parliamo con due ex, l’attaccante foggiano e il portiere

11 Maggio 2022

Antonello Raimondo

Stasera, a Roma, verrà assegnata la Coppa Italia: si sfideranno Inter e Juventus (ore 21). Ne parliamo con due ex, il portiere Jimmy Fontana e l’attaccante foggiano Nicola Amoruso

Alberto Fontana, detto Jimmy. Una sfida storica: Inter-Juventus.

«Quando si sfidano squadre così sono sempre partite tutte da gustare. Tanti valori in campo. E una rivalità che non passa mai di moda».

Se le chiedessero di investire un euro su quale squadra lo punterebbe?

«Simpatizzo Inter e sarei felice se vincesse. Ma queste finali assomigliano tanto ai derby. Se mai ci fosse un gap verrebbe completamente annullato. Io dico che sarà una sfida aperta».

Il fatto che l’Inter sia più avanti in campionato non fa pendere la bilancia?

«No. Anche perché, giudicando la stagione della Juventus, non la giudico così catastrofica. L’anno scorso si è deciso di cambiare corso, il club ha fatto un passo indietro richiamando Allegri e quindi va concesso del tempo. Quando si ricostruisce non è semplice. E la storia lo insegna».

Eppure Allegri è «massacrato» dalla critica.

«Io ho profonda stima di Allegri. Per lui parla la carriera. Vedrete che nel prossimo campionato la Juve tornerà protagonista. Credo proprio che la squadra verrà adeguatamente rinforzata».

L’Inter insegue anche un altro obiettivo oltre alla Coppa Italia.

«Esattamente. È la fase decisiva della stagione e ogni episodio può rivelarsi determinante. Bisogna essere onesti, però. Il Milan è avanti, due punti non sono poca roba ad appena due giornate dalla fine. Con l’aggiunta dello scontro diretto a favore».

Una serie A livellata verso il basso, dicono.

«Bisogna prendere atto del gap ecomomico che c’è con l’Inghilterra. Detto questo, io negli ultimi tre-quattro anni non ho visto tutti questo disastro del calcio italiano. Tra l’altro credo che l’equilibrio, in vetta e in coda, rappresenti qualcosa di positivo. È stata la Juventus a fare qualcosa di pazzesco. Se ci penso... nove scudetti di fila sono un dato mostruoso. Direi un’impresa irripetibile».

The man of the match, stasera?

«Lautaro Martinez. Giocatore fantastico».

Nicola Amoruso, riecco il derby d’Italia.

«Non è mai un’amichevole, nemmeno d’estate. Figurarsi quando in palio c’è un trofeo».

La Coppa Italia può essere uno snodo sia per Inzaghi che per Allegri.

«Vincere è sempre importante. In certi casi lo è ancora di più. Ed è, forse, il caso di questa partita. A volte la Coppa Italia è snobbata. Ma quando si arriva a un certo punto, ovvero all’atto finale, non può che diventare un momento importante. Entrambe cercano il colpo per colorare la stagione, forse per salvarla».

Inter favorita?

«In gare secche è sempre complicato fare pronostici. Ma, in effetti, sulla carta l’Inter sembra dare maggiori garanzie. Però la Juve, nei momenti difficili, spesso sa trovare le energie giuste. Io dico 50 e 50».

Anche a causa di una Juventus in perenne difficoltà sul piano delle prestazioni.

«È stata una stagione difficile. Credo che la Juventus sia forte ma che vada adeguatamente rinforzata. Stagione di transizione. Hanno chiamato Allegri per accelerare il percorso di crescita di alcuni calciatori ma le cose sono andate diversamente».

Quali sono gli uomini che possono decidere la sfida all’Olimpico, stasera?

«Può essere la notte degli attaccanti. E allora dico Lautaro Martinez e Vlahovic».

A proposito di Vlahovic, per molti è in crisi per colpa di Allegri.

«La squadra non l’ha aiutato tantissimo. Non lo vedo ancora completamente inserito nei meccanismi tattici. Ma è un guerriero. E, in certe sfide, i guerrieri sanno esaltarsi».

Milan o Inter per lo scudetto?

«Per me l’Inter ha la rosa più forte. Ma, per come si sono messe le cose, ora dico Milan».

Perché?

«Hanno un entusiasmo pazzesco. Se dovesse vincere lo scudetto sarebbe un’impresa. E un traguardo assolutamente meritato. Hanno fatto un gran lavoro, in estate non c’era di certo lo scudetto come obiettivo principale».

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