Lunedì 13 Luglio 2020 | 10:08

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«A Torino si sono viste cose buone. Servono calma e coraggio». La partita di mercoledì non sarà decisiva ma sicuramente importante

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foto Ansa - Di Marco

LECCE  - «Contro la Sampdoria, mercoledì (21,45, Via del Mare ndr), dovremo ripartire dalle cose buone, che sono state diverse, messe in mostra a Torino, con la Juventus, pur in un match terminato con una sconfitta per 4-0. Contro i campioni d’Italia, sono rimasto favorevolmente colpito dalla personalità e dalla proprietà di palleggio fatte vedere nuovamente dalla nostra squadra, oltre che dall’atteggiamento dei ragazzi. Sino al momento dell’espulsione di Lucioni abbiamo tenuto bene il campo, rischiando poco e creando qualcosa di interessante, contro una delle compagini più forti al mondo. Non era affatto scontato che fosse così, dopo le difficoltà avute con il Milan pochi giorni prima. Sono convinto che il gruppo abbia le carte in regola, anche sotto il profilo morale, per inseguire sino in fondo la salvezza». Predica fiducia, il direttore sportivo Mauro Meluso, dopo il doppio kappaò subito dal Lecce nelle prime due sfide affrontate dopo la quarantena, che erano molto complicate, stante la caratura delle rivali.

Quella con i blucerchiati sarà una partita-chiave per la permanenza?

«Il match sarà molto importante, ma non determinante, qualunque sia il risultato finale. Proveremo con tutte le nostre forze a vincerlo, in quanto conquistare l’intera posta in palio sarebbe prezioso per la classifica e costituirebbe una grande iniezione di fiducia».

Liverani dovrà fare ancora i conti con numerose assenze. Sperate di recuperare qualche calciatore?

«Babacar, che ha subito un pestone alla vigilia della sfida con la Juventus, ha disputato uno scorcio di incontro a Torino e dopo si è allenato regolarmente. Farias e Barak, che pure ha giocato qualche minuto contro i bianconeri, saranno arruolabili, ma con un minutaggio limitato. Lo staff tecnico e lo staff medico stanno lavorando per riportare in campo gli altri infortunati, in primo luogo Majer, che dovrebbe essere quello più vicino al rientro, ma non per mercoledì. La condizione atletica complessiva del gruppo, tra l’altro, a dispetto delle critiche, è buona per quanto è possibile dopo tre mesi di stop agonistico».

Come dovrete affrontare la Sampdoria?

«Con il piglio giusto e con grande decisione, puntando sulla nostra organizzazione di gioco e limitando al minimo gli errori».

Che squadra è quella ligure?

«Dispone di individualità di valore ed è guidata da un allenatore esperto e bravo come Ranieri. Nessuno avrebbe ipotizzato che restasse impelagata in zona-rischio».

Anche con la Juventus, come troppo spesso è accaduto nel corso della stagione, avete pagato a caro prezzo errori individuali. È una spirale dalla quale è impossibile uscire?

«Sbagliare ci sta. A noi capita di commettere qualche errore in più per l’idea di calcio sulla quale mister Liverani ha deciso di puntare e che io condivido pienamente. Siamo sempre propositivi. Raramente rinviamo con il portiere, in quanto impostiamo l’azione dalle retrovie e proviamo a gestire la palla con il fraseggio. Tutto ciò ci espone a qualche rischio, che non correremmo, nella nostra metà campo, se gettassimo la sfera in avanti. Il nostro gioco, però, ha portato frutti in C ed in B e ci permette di essere ampiamente in corsa per la permanenza in A quando mancano 10 turni alla conclusione, da neopromossi, cosa che non accade spesso alle matricole. E, quindi, crediamo sia giusto continuare a percorrere questa strada. Lo abbiamo fatto anche con la Juve».

A Torino, i difensori Paz e Vera sono scesi in campo per la prima volta dal 1’. Si può contare anche su di loro?

«Abbiamo sempre pensato che potessero essere utili alla causa. L’argentino è giunto a gennaio. Il colombiano è giovane. Il Lecce non dispone di campioni, deve basarsi sulla forza del collettivo, nel cui ambito è fondamentale che tutti facciano la propria parte quando vengono chiamati in causa».

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