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Brindisi, serbatoio Edison Gnl: No del Comune è danno per l’ambiente e la Puglia

Il consigliere regionale Amati chiede l'intervento del governatore Emiliano

Brindisi, serbatoio Edison Gnl: No del Comune è danno per l’ambiente e la Puglia

BRINDISI - La proposta di parere contrario del Comune di Brindisi sul serbatoio Edison di Gnl ha il colore del carbone e del petrolio. Nessun ambientalista può consentire di disattendere, con motivazioni ideologiche travestite da motivazioni tecniche, un importante programma di ambientalizzazione della città, così come previsto da tutti i piani regionali. Spero che Emiliano, i parlamentari nazionali, i consiglieri regionali e tutti i partiti facciamo sentire in tempo la loro voce. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione, Fabiano Amati.

Lunedì, il Consiglio comunale di Brindisi – spiega Amati - potrebbe votare un parere contrario al serbatoio Edison di Gnl, primo passo concreto per avviare con decisione il percorso di abolizione del carbone e del petrolio. L’esistenza di un serbatoio di combustibile pulito alternativo, come lo è il gas, è peraltro la condizione per eleggere Brindisi tra i porti core, cioè i porti con maggiore rilevanza. In queste ore avverto però un assordante silenzio, composto delle solite obliquità più o meno interessate, incompatibili con le caratteristiche che dovrebbe avere un dibattito pubblico in una città degna del suo potenziale. La proposta di parere contrario approntata per il Consiglio comunale dai dirigenti – prosegue il consigliere regionale – contiene errori di natura tecnica e numerose valutazioni di tipo politico. Siamo di fronte, cioè, a un parere che non serve alla causa di Brindisi, né rispetta le leggi dello Stato e l’obiettivo ambientalista che siamo obbligati a raggiungere. Mi appello, dunque, al presidente Emiliano e ai colleghi consiglieri regionali, per ricordare i programmi della Regione in favore dei carburanti puliti e di transizione; ai parlamentari pugliesi e relativi partiti per ribadire la sfida energetica green dell’Italia e l’ambizione di una portualità d’avanguardia; ai sindacati per averli ancora una volta in campo a presidio dell’ambiente e del lavoro; agli industriali e operatori portuali per ottenere nuove chance di lavori per occupare nuovi lavoratori negli altrettanto nuovi segmenti produttivi fondati sull’ambiente e sulle tecnologie in grado di tutelarlo.

Se avessi come obiettivo il mero lucro politico – conclude Amati - sarei molto interessato a presidiare in solitudine il campo della modernità ambientalista contro i ‘no’ inquinanti e insalubri; ma poiché gli interessi di Brindisi e della Puglia vengono prima d’ogni cosa, mi piacerebbe che si levasse un coro di concordia, per cominciare a fare ciò che ci può garantire il futuro mettendoci alle spalle carbone, petrolio e tutto ciò che ha inquinato negli anni scorsi.

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