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In Puglia e Basilicata

LA PIAGA ESTIVA

A Castel del Monte continuano a finire in cenere alberi e terreni

A Castel del Monte continuano a finire in cenere alberi e terreni

Le fiamme distruggono 60 ettari di pineta nell'Andriese

Cresce l’allarme roghi nella zona del nord barese. Spento l’ultimo focolaio ma il bilancio è drammatico: circa 60 ettari distrutti

16 Luglio 2022

Davide Suriano

Ancora una volta ci sono volute delle ore per spegnere l’incendio propagatosi ai piedi di Castel del Monte giovedì scorso. L’ultimo focolaio è stato neutralizzato attorno alle 21, ma le fiamme hanno lasciato il posto ad un drammatico bilancio: circa 60 ettari tra terreno seminativo e pineta in cenere, a cui aggiungere villette ed attività di ristorazione sgomberate in via precauzionale perché troppo vicine alla zona dell’incendio.

Anche Castel del Monte è stato evacuato e chiuso sino a quando non sono terminate tutte le operazioni di spegnimento dei roghi. Volendo ricostruire brevemente il pomeriggio infernale nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia di Andria, il focolaio è partito più a valle (attorno alle ore 16) nei pressi della strada provinciale 234 che dal maniero federiciano porta alla città di Corato e si è propagato, sospinto soprattutto dal forte vento, sino alla strada statale 170 a ridosso di Castel del Monte e di numerose ville ed attività ristorative. In particolare le fiamme si sono avvicinate in maniera piuttosto pericolosa all’area de «L’Altro Villaggio» e hanno interessato la pineta adiacente e investito un allevamento di api. Dopo due ore di incendio si è preferito chiudere in via precauzionale il sito patrimonio dell’Unesco mettendo in sicurezza tutti i turisti presenti oltre ad aver predisposto un piano di evacuazione di alcune villette che si trovano nelle vicinanze del maniero di Federico II.

Nel bilancio delle fiamme, purtroppo, ci sono anche alberi e molti terreni utilizzati per la semina. Per domare l’incendio c’è voluto un intenso ed estenuante lavoro da parte di circa trenta unità tra vigili del fuoco, volontari di protezione civile e operatori Arif. E poi ancora un fireboss e numerosi lanci d’acqua di un canadair. Il rogo è stato domato solo attorno alle 21 ma non sono mancati momenti di apprensione poiché il vento non ha reso facili gli interventi, alimentando ancor di più le fiamme. Nel primo pomeriggio di giovedì, quando le fiamme erano davvero nel vivo della loro azione, molti residenti si sono allontanati autonomamente dalle proprie abitazioni per evitare che il fumo potesse intossicarli o creare ogni tipo di disagio. Non è la prima volta che la murgia federiciana diventa teatro di incendi, basta pensare ai roghi propagatosi qualche settimana fa nelle zone di Minervino e Montegrosso.

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