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Trani, la musica di Antonio Maggio e le mimose per celebrare le donne

L'esibizione all'ingresso del carcere femminile

Trani, la musica di Antonio Maggio e le mimose per celebrare le donne

Partendo della libertà e dalla giornata internazionale dedicata alle donne, è stato realizzato il progetto dal titolo “C’è ancora un fiore...” che ha visto protagonista a Trani, il noto cantautore salentino Antonio Maggio, in collaborazione con la Nazionale Cantanti e con don Riccardo Agresti e la sua iniziativa “Senza sbarre”. «Il Caffè Moda Rinaldi Magazine insieme allo studio di comunicazione m_a_g_d_a hanno ideato il progetto – spiega la responsabile Roberta Palmioli -. Abbiamo scelto di girare questo breve ma intenso tracciato di storie nella città di Trani, perché qui è sita la casa circondariale femminile dove al suo interno esiste una verità, che in molti ancora non conoscono: una percentuale molto alta delle detenute recluse in questa prigione sono state condannate per reati commessi in risposta alle violenze subite. A tutte queste donne dedico il progetto 'C’è ancora un fiore...'».

L'artista Antonio Maggio, vincitore del Sanremo giovani nel 2013, si era già dimostrato molto sensibile al tema, esibendosi lo scorso anno come ospite sul palco dello stesso festival, in coppia con Gessica Notaro, la miss vittima di violenza da parte del suo ex fidanzato. Per Gessica, il cantautore salentino scrisse il brano “La faccia e il cuore”, che ha cantato nei giorni scorsi ai piedi della Cattedrale di Trani e all'ingresso del carcere femminile, omaggiando le detenute con un mazzo di mimose. «Quando lo scorso anno ho scritto la mia ‘La faccia e il cuore’, ho voluto collegare l’immagine di una donna sfregiata da una violenza subita alla certezza di trovare “ancora un fiore dopo la tempesta”- commenta Antonio Maggio-. Ho accettato l’invito della redazione della rivista ‘Caffè Moda Rinaldi Magazine’ di aderire al progetto, per ricordarci che l’ 8 marzo vale tutto l’anno e che i fiori vanno innaffiati tutti i giorni. Anche in carcere, dove apparentemente i fiori non crescono, dove la libertà sembra un’utopia ma il diritto di festeggiarla resta sacrosanto. Suonare e cantare per queste donne recluse, fuori dal portone di ingresso del carcere, è stato per me come creare un ponte tra loro e l’esterno, per unirci in un unico sorriso di emancipazione e stringerci in un abbraccio immaginario. Ringrazio di cuore Don Riccardo Agresti e tutta la casa circondariale femminile di Trani per aver appoggiato l’iniziativa fin da subito e per aver scelto “La faccia e il cuore” come manifesto per quelle donne che non devono e non possono mai abbassare la guardia, neanche l’ 8 marzo».

Il carcere femminile di Trani, dove sono attualmente detenute 34 donne, è stata la prima tappa del progetto nazionale, finanziato anche dall’azienda andriese Gemitex. «Questa iniziativa è una bella finestra, aperta affinché si focalizzi l’importanza della donna in un contesto di lacerazione interiore, proprio nella giornata in cui si festeggia – commenta il parroco del carcere, don Riccardo Agresti -. Una donna commette reati perché ha avuto reazioni fuori dalla sua portata di maternità, statisticamente entra di meno in carcere rispetto agli uomini, e se ci entra e perché ci sono stati squilibri interiori. Il progetto “C’è ancora un fiore...” è estremamente meritevole perché, attraverso uno strumento universale come la musica che penetra all’interno dell’anima, dà la possibilità di rimettere in vibrazione quelle che sono le corde del cuore per dire a tutte le donne ‘alzati, perché tu sei la fonte della vita’».

Il progetto è condiviso dalla Nazionale Italiana Cantanti. «In occasione del nostro 40esimo anniversario di attività – dice il direttore generale Nazionale Cantanti, Gianluca Pecchini - abbiamo ritenuto importante sostenere questo progetto di sensibilizzazione contro la violenza verso le donne. Nella giornata della ‘Festa della Donna’, coerenti col nostro percorso di partnership con il Ministero per le Pari Opportunità, appoggiamo con entusiasmo questa iniziativa, così come restiamo aperti nel sostenere tutte le iniziative di forte impatto e spessore sociale».

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