Giovedì 29 Ottobre 2020 | 09:31

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Coro di proteste per la destinazione dei locali della «piazzetta»

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Canosa - Sempre caldo il dibattito sulla destinazione dei locali comunali della ex Filantropica, a “bar, ristorante o friggitoria”, contenuto nel bando di gara per l’affitto dei locali comunali di piazza Vittorio Veneto, perfettamente incastonati nella Cattedrale, monumento nazionale.

Sul fronte prettamente politico, nei giorni scorsi il consigliere comunale Enzo Princigalli (Canosa Popolare), componente della Commissione patrimonio (già vicepresidente di Fondazione Archeologica e del Museo dei vescovi) ha chiesto l’intervento della Sovrintendenza per tutelare il “bene-monumento” Cattedrale, e si è detto «sconcertato per le accuse e le dichiarazioni di totale chiusura del sindaco durante il comizio di mercoledì. C'è ancora qualche giorno per riflettere e confidiamo nel buonsenso di tanti componenti della maggioranza e della giunta».

Chiara anche la presa di posizione di Maria Angela Petroni, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Il Bando è una decisione della Giunta comunale che, già per voce del consigliere Ventola, nel penultimo Consiglio comunale, ha visto solo noi di Fratelli d'Italia non condividere e sollevare il problema, ma come sempre, inascoltati. Abbiamo formalizzato all'Amministrazione comunale la “Richiesta di revoca del Bando” e un invito a discutere in Consiglio sulla destinazione di un bene strategicamente importante per la città».

La «proposta» - Anche il mondo delle associazioni non si è tirato indietro. Dopo gli articoli della «Gazzetta», Fondazione Archeologica Canosina, Pro Loco e Italia Nostra hanno formalizzato una proposta precisa e chiara al sindaco Roberto Morra: «La Fondazione Archeologica Canosina, Italia Nostra e la Pro Loco – si legge in un comunicato del presidente della Fondazione, Sergio Fontana, della Pro Loco, Elia Marro, e di Italia Nostra, Riccardo Limitone- hanno richiesto all’Amministrazione comunale un incontro per valutare la migliore soluzione sull’utilizzo dell’immobile sito in piazza Vittorio Veneto 1». Ma non solo: «Nel rispetto della volontà comunale di mettere a profitto gli immobili facenti parte del corpo della cattedrale, le associazioni proporranno al sindaco di non rinunciare al compenso economico, che verrà sostenuto dalle associazioni, destinando gli immobili a finalità di promozione del territorio, utilizzando una struttura pubblica al servizio dell’intera collettività. Credere in Canosa - scrivono - come città turistica non è sufficiente, occorre mettere in campo forze e strumenti che garantiscano al turista un servizio di accoglienza adeguato. A tal fine chiediamo di incontrare il primo cittadino per esporre le proprie proposte attraverso un dialogo costruttivo ed edificante, mettendo al primo posto sempre l’amore per la propria città».

Canosini «fuori città» - Tanti gli intervenuti anche da canosini residenti altrove, ma legati alla città e alla sua storia. «Leggo, e mi stupisco, che i locali storicamente occupati da “La Filantropica” sono oggetto di un vivace dibattito sulla loro futura destinazione che una delibera comunale ha identificato (con linguaggio volutamente criptico/burocratico) in una attività commerciale che “non arrechi pregiudizio all'immagine del Comune di Canosa di Puglia e rientri nei codici Ateco: 55.30.2- 56.10.1- 56.10.11- 56.10.30 -56.30.00” - dice il ricercatore e scrittore Romolo Chiancone - mi chiedo: dopo aver verificato la rispondenza ai previsti requisiti Ateco, quali sarebbero i criteri per giudicare il verificarsi del “pregiudizio all’immagine del Comune di Canosa di Puglia”? I margini di giudizio mi paiono assai indefiniti e comunque di troppo libera interpretazione». «Non posso che condividere le perplessità già espresse in tutti gli interventi già pubblicati su queste stesse colonne - conclude Chiancone - Ma sento di poter sposare con entusiasmo il suggerimento di Fondazione, Pro Loco e Italia Nostra. Mi auguro che anche questo mio appello da Padova possa contribuire affinchè quei locali non debbano trasformarsi nell’ennesimo, ripetitivo tributo pagato a quei dilaganti fenomeni di un certo modernismo che assai poco hanno da spartire con la più autentica tradizione locale».

Anche dalla Capitale arrivano inviti a «trovare una utilizzazione condivisa, consona e compatibile con il contesto. Servirebbero soluzioni innovative, straordinarie, attrattive, accoglienti, ma armonizzate in un dato contesto - dice Salvatore Paulicelli presidente di CanoSiAmo, cioè dei canosini di Roma - Perché non si riesce ad aprire un confronto costruttivo, aperto, tra persone che vivono in una comunità di medie dimensioni, dove tutti si conoscono, si frequentano, si incontrano quotidianamente, fisicamente, proprio su quella piazzetta dove per tanti anni c’è stata la Filantropica?». Gli fa eco, da Torino, il presidente de “Il Ponte – Canosini di Torino”, Pasquale Valente: «Sono sorpreso di una decisione per nulla condivisibile nè opportuna. Faccio appello, a nome dei canosini di Torino al buon senso di un sindaco che stimiamo e che siamo certi farà del buon senso la migliore soluzione di questa vicenda».

Buon senso e celerità: perchè esitare e superare la scadenza del bando potrebbe anche significare arrecare danni alla città.

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