Martedì 14 Luglio 2020 | 13:49

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Nel Nord Barese

Trani, stop alla movida irresponsabile

Il sindaco Bottaro annuncia altri provvedimenti restrittivi dopo la rissa di domenica sera

Trani porto

TRANI - «La voglia di tornare ad incontrarsi è comprensibile ma i comportamenti irresponsabili, specie se reiterati, non possiamo permetterceli né tollerarli». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, annunciando provvedimenti e restrizioni con riferimento ad una sempre più incontrollabile movida in città. In particolare, a seguito di una rissa, avvenuta domenica sera, il dirigente del settore ha determinato la sospensione di 5 giorni nei confronti di un’attività commerciale sul porto, nei èpressi della quale l’increscioso episodio si è verificato.

Lo sfogo di Bottaro ed il conseguente provvedimento dell’ente sono arrivati dopo che, in «prima serata» e sotto gli occhi anche di famiglie e bambini, si è scatenata una colluttazione nei pressi di piazza Tiepolo. La lite, che ha coinvolto almeno venti persone, molte delle quali brille, è nata per i soliti futili motivi. A sedarla, Polizia locale e forze dell’ordine.

Una rissa con, sullo sfondo, la solita movida. Un fenomeno che adesso non solo continua a generare preoccupazioni dal punto di vista sanitario, a causa del mancato rispetto del distanziamento interpersonale e del sempre più blando uso delle mascherine, ma è tornato ad essere foriero di una recrudescenza di incidenti e violenza che si pensava avere definitivamente consegnato alla storia. L’episodio ha rovinato il clima di una serata già particolarmente difficile a causa della tanta, troppa gente in giro per Trani, soprattutto su lungomare e porto: nessun rispetto della distanza di sicurezza fra le persone, pochissimi che portassero realmente la mascherina al volto, una gran massa di persone gente in strada e veicoli parcheggiati ovunque, spesso anche in maniera selvaggia. Fra questi, la Polizia locale ne ha sanzionati poco meno di cinquanta.

Bottaro, irritato dall’episodio di cronaca, ha così annunciato misure severe nei confronti soprattutto di quei locali che, non facendo rispettare le regole, sembrano essere i primi responsabili di questo clima di crescente degrado: «Non voglio sparare nel mucchio della categoria degli esercenti - dice il primo cittadino -, ma c’è chi è stato rispettoso delle norme e c’è chi non l’ha fatto, motivo per il quale erano scattati i primi verbali già nel pre-serata. Evidentemente a qualcuno non è bastato. Quanto accaduto in quella zona del porto è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: oltre le sanzioni già comminate, adotteremo a breve ulteriori provvedimenti».

Peraltro, risse al porto ci sono sempre state, pure quando non c’era il virus. Ed una persona, Biagio Zanni, il 20 settembre 2015 ci ha anche perso la vita al culmine di una delle più violente. Già dopo quella drammatica pagina di storia locale il primo cittadino, da poco al governo della città, aveva chiesto al Prefetto un rafforzamento di vigilanza e sicurezza di porto e centro storico.
Ma già da tempo si era ben compreso che era tutta la zona che si sarebbe dovuta dare un assetto diverso: infatti da anni si avvertiva chiara la percezione di un abbassamento della qualità della vita e comportamentale di chi la frequenta: comune denominatore, i locali della movida sullo sfondo. Ed oggi, sul porto, l’unica attività non della ristorazione presente è un’agenzia di onoranze funebri. La chiusura della libreria La Maria del porto, trasformata alcuni anni fa in pizzeria è stata un altro durissimo colpo ai danni una città che, mentre si candida a Capitale italiana della cultura 2022, lo è di fatto di una movida tutt’altro che di alto profilo culturale. Probabilmente, se il porto offrisse un diverso e più ampio ventaglio di proposte, più raffinatezza e meno fracasso, meno abusivismo e certezza costante della pedonalizzazione, sarebbe più sobrio e signorile, favorendo il libero passeggio delle famiglie ed una più facile aggregazione e convivenza.

La questione della sicurezza resta primaria, ma quella sociale non può e non deve passare inosservata. E passa per scelte politiche forti ed incisive, che facciano piazza pulita delle troppe debolezze e ambiguità del passato e si traducano in decisioni importanti che testimonino quanto sia giunto, davvero, il momento di cambiare rotta. Il virus, nel frattempo, sembra davvero non avere insegnato nulla: non solo è andato tutto bene, ma oggi la rissa fa notizia proprio perché si innesta in uno scenario che sarebbe dovuto essere migliore e, invece, ha riportato le lancette di Trani indietro. Anche troppo.

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