Mercoledì 24 Aprile 2019 | 20:24

NEWS DALLA SEZIONE

Lavoro
Barletta, sindacati soddisfatti: stop licenziamenti alla Timac

Barletta, sindacati soddisfatti: stop licenziamenti alla Timac

 
Botta e risposta
Andria, accuse e veleni: fra Marmo e Giorgino volano gli stracci

Andria, accuse e veleni: fra Marmo e Giorgino volano gli stracci

 
Il furto
Trinitapoli, rubano 5mila carciofi dai campi: 4 arresti

Trinitapoli, rubano 5mila carciofi dai campi: 4 arresti

 
Il furto
Andria, svaligiano la biglietteria di Castel del Monte: caccia ai ladri

Andria, svaligiano la biglietteria di Castel del Monte: caccia ai ladri

 
Discariche a cielo aperto
Campi come discariche allarme rifiuti nel Nord Barese

Campi come discariche allarme rifiuti nel Nord Barese

 
La sentenza
Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

Trani, barca affondata nella darsena: Comune pagherà i danni

 
Il messaggio
Lino Banfi a Canosa, gli auguri con la Gazzetta: «Buona Pesqua»

Lino Banfi torna a Canosa, gli auguri con la Gazzetta: «Buona Pesqua»

 
Lotta allo spaccio
Barletta, sorpresi mentre confezionavano dosi di cocaina: 2 arresti

Barletta, sorpresi mentre confezionavano dosi di cocaina: 2 arresti

 
Crisi al comune
Andria attende il commissario: ed è subito polemica

Andria attende il commissario: ed è subito polemica

 
È incensurato
Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

Andria, in casa un market della droga: arrestato 25enne

 
Al secondo mandato
Andria, il bilancio non passa: cade amministrazione Giorgino

Andria, il bilancio non passa: cade amministrazione Giorgino

 

Il Biancorosso

L'ALLENATORE
"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

"La vittoria più bella? Quella ad Acireale"
Cornacchini: "Le difficoltà ci saranno sempre"

 

NEWS DALLE PROVINCE

BariIl premio
Mafia, scuola barese vince concorso Fondazione Falcone

Mafia, scuola barese vince concorso Fondazione Falcone

 
TarantoAmbiente ferito
Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

Ex Ilva, mamma ragazzo morto di cancro: «Non stringo la mano a Di Maio»

 
LecceTecnologia
Lecce, ecco Dumbo: miniescavatore radiocomandato che pulisce le vasche Aqp

Lecce, ecco Dumbo: miniescavatore radiocomandato che pulisce le vasche Aqp

 
BatLavoro
Barletta, sindacati soddisfatti: stop licenziamenti alla Timac

Barletta, sindacati soddisfatti: stop licenziamenti alla Timac

 
FoggiaL'intervista
Giannini: «Al treno-tram la Regione ha rinunciato»

Giannini: «Al treno-tram Foggia-Manfredonia la Regione ha rinunciato»

 
BrindisiStalking
Francavilla, non accetta la relazione dell'ex e aggredisce lui e la compagna: arrestata

Francavilla, non accetta la relazione dell'ex e aggredisce lui e la compagna: arrestata

 
MateraIn fiamme
Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

Matera, divampa un incendio ferito un carabiniere

 
PotenzaIl nuovo volto della regione
Basilicata, Bardi prende tempo: giunta dopo i 10 giorni

Basilicata, Bardi prende tempo: giunta dopo i 10 giorni

 

L'inchiesta di Lecce

Trani, magistrati arrestati, imprenditore denuncia: «Pagai per la libertà»

Francesco Casillo ha raccontato di aver pagato attraverso un intermediario i due magistrati che avevano fatto arrestare lui e i suoi tre fratelli

Trani, magistrati arrestati, imprenditore denuncia: «Pagai per la libertà»

Un imprenditore pugliese, Francesco Casillo, aggiunge un nuovo tassello all’inchiesta della procura di Lecce che ha portato in carcere i due ex magistrati di Trani Michele Nardi e Antonio Savasta, accusati di corruzione in atti giudiziari. Secondo quanto riferisce Repubblica, Casillo nei giorni scorsi ha raccontato alla procura di Lecce di aver pagato attraverso un intermediario i due magistrati che avevano fatto arrestare lui e i suoi tre fratelli nell’ambito di alcune indagini sulla loro attività imprenditoriale. Casillo - secondo quanto riferisce lo stesso imprenditore in una intervista al quotidiano - avrebbe pagato complessivamente 550mila euro ottenendo, ad ogni versamento, la scarcerazione di un fratello.

Casillo grosso importatore di grano, era stato arrestato nel 2006 nell’ambito di una indagine condotta da Savasta (Nardi era il gip che convalidò l’arresto) con l’accusa di aver comprato grano contaminato da sostanze cancerogene. La vicenda ebbe una risonanza nazionale e l’imprenditore fu poi assolto dalle accuse nel processo. I suoi fratelli furono arrestati per un’altra inchiesta, riguardante alcuni terreni sequestrati per reati ambientali.

L’imprenditore ricorda che, dopo il sequestro dei terreni, fu avvicinato da una persona legata ai due magistrati che gli suggerì di nominare un determinato avvocato, ma lui rifiutò. Successivamente la procura di Trani fece sequestrare un carico di grano che Casillo e altri sei imprenditori avevano comprato dal Canada, ritenendolo tossico. "Un mio collega - sottolinea l’imprenditore - mi disse 'ce l'hanno con te. Ti conviene andare da questo avvocatò». Dopo qualche giorno Casillo fu arrestato e il pomeriggio, ricorda l'imprenditore, un amico di famiglia fu avvicinato da «emissari dei magistrati che - racconta Casillo - gli dicono: domani arresteranno i due fratelli e la sorella di Francesco Casillo per un’altra inchiesta, quella sui terreni». L’indicazione è sempre la stessa, «Andate da questi due avvocati». Il giorno dopo, infatti - racconta ancora l’imprenditore - i tre fratelli furono arrestati e l’amico di famiglia corse da uno dei legali indicati il quale gli disse: «Costo un milione di euro: 250mila a fratello».

Casillo spiega che il legale non disse mai chiaramente che i soldi sarebbero arrivati ai due magistrati. L’amico di famiglia, allora, chiese una prova che, pagando, gli arrestati sarebbero stati liberati. «Come in un sequestro», spiega l’imprenditore ricordando che sua sorella, dopo poche ore dall’arresto, fu scarcerata.
Alla fine, secondo quanto riferito da Casillo, fu contrattato il pagamento di 400mila euro a nero, più 150mila euro fatturati. "E a ogni versamento, dopo poche ore - conclude l’imprenditore - tiravano fuori un fratello». Quando si andò avanti col procedimento penale, Casillo racconta che il suo avvocato (che non sapeva niente del pregresso), gli disse che Savasta gli aveva suggerito di chiedere il patteggiamento. «Io ero innocente - racconta Casillo - rischiavo 12 anni di carcere ma firmai un patteggiamento per 3mila euro di multa». «Savasta tenne l'accordo nel cassetto per due anni, ma poi il giudice lo rifiutò: se davvero avevo avvelenato mezzo paese, scrisse il magistrato, come potevo cavarmela così?». Quindi si celebrò il processo ordinario e Casillo venne assolto.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400