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La proposta

Bat, Polo museale in agitazione: operatori culturali, pochi e ignorati

Anche Castel del Monte è rimasto chiuso per due ore. I sindacati scrivono al ministro Bonisoli

castel del monte

ANDRIA - Il personale non è sufficiente, va incrementato. Parte da questa premessa la protesta messa in atto dai sindacati ieri mattina in tutto il Polo Museale Pugliese, che comprende Castel del Monte, il Castello Svevo di Trani, Il Museo archeologico di Canosa ed il sito archeologico di Canne della Battaglia.
Per questo Castel del Monte (così come gli altri siti) non era accessibile per due ore. Implementare il personale al fine di offrire un servizio migliore ai turisti, organizzazione delle chiusure e delle aperture straordinarie non in maniera improvvisata ma pianificata sulla base proprio di un numero di addetti troppo ristretto per le esigenze di un così vasto territorio: proprio il maniero federiciano, infatti, patrimonio dell’Unesco che ha visto oltre 200mila presenze nel 2017, può contare solo su due dipendenti per turno.

Ma non solo ristrettezza di personale, c’è anche qualche problema di tipo economico.
«Per questo abbiamo sollecitato un incontro urgente con il ministro Alberto Bonisoli e con i responsabili delle Direzioni competenti al fine di affrontare e risolvere il problema della fruizione in sicurezza dei più importanti siti della cultura pugliesi».
Matteo Scagliarini della Fp Cgil MiBAC Puglia, Valentina Di Stefano, Cisl Fp MiBAC e Patrizia Festa, Uil Pa MiBAC Puglia hanno scritto al ministro per i Beni e le attività culturali al temine della mattinata di ieri durante la quale si sono sono tenute le assemblee sindacali convocate a seguito dello stato d’agitazione del personale del Polo Museale della Puglia indetto lo scorso 4 ottobre a seguito delle mancate risposte alle precedenti istanze delle organizzazioni sindacali.

Per due ore si sono fermati tutti i siti pugliesi e nelle assemblee il personale ha dato il via libera ad un documento che è stato inviato insieme alla richiesta di incontro al ministro Bonisoli. Ecco il testo del documento condiviso, qui nel Nord Barese, anche dal personale del Castello Svevo di Trani, di Castel del Monte di Andria, e del Museo Archeologico di Canosa.
«I lavoratori del Polo Museale della Puglia riuniti nelle assemblee indette dai coordinamenti Fp Cgil-Cisl-Fp-Uilpa- MiBac condividono e chiedono di continuare lo stato di agitazione al fine di ottenere risposte urgenti e risolutive dalle competenti Direzioni generali e dal ministro Alberto Bonisoli in quanto serve immediato supporto al personale di ruolo ormai esiguo per non rischiare ulteriori chiusure a quelle già programmate. Nello specifico, andrà considerato per le prossime assunzioni, la copertura e la rivisitazione dell’organico del Polo Museale della Puglia perché l’eventuale personale di supporto non potrà essere considerato sostitutivo di quello di ruolo. Il personale sottolinea che non potrà garantire le aperture ai fini della sicurezza dei visitatori e dei lavoratori, oltre che alla tutela dei luoghi della cultura in assenza dei minimi funzionali previsti».

Nello specifico di Castel del Monte, il personale ritiene che si è ormai nelle condizioni di non poter garantire più gli attuali orari di apertura. «Se davvero dovesse succedere che il Castel del Monte - scrive il consigliere regionale Sabino Zinni - come gli altri luoghi culturali dovessero rimanere chiusi per mancanza di personale, il fatto sarebbe gravissimo.Tutto lo sforzo che si sta facendo per un turismo di qualità in Puglia non può essere vanificato da certi malfunzionamenti. Già il potenziale del nostro patrimonio è sottoutilizzato, figuriamoci se possiamo permetterci il lusso di lasciare chiuse le punte di diamante di questo patrimonio».

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