Martedì 23 Aprile 2019 | 22:44

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problema randagismo

Canosa, il canile chiuso da anni e il sindaco fa finta di niente

«Le nostre richieste e segnalazioni - spiega Sabina Di Giacomo, presidente della sezione canosina della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - inviate al sindaco Roberto Morra non hanno sortito alcun effetto»

canile canosa

CANOSA - Attendono che la struttura torni ad essere operativa e, soprattutto, che quel cancello torni nuovamente a spalancarsi a tutti quei cani randagi o infortunati che vagano nel territorio comunale.

Stiamo parlando del canile sanitario di Canosa (sito all’interno dell’ex mattatoio, in contrada San Paolo) che da circa quattro anni non è funzionante. La struttura, infatti, fu chiusa perché la cosiddetta «check list», una specie di censimento-ispezione dei canili siti nel territorio pugliese varato dalla Regione Puglia, la dichiarò non idonea. Non perché all’interno della stessa fossero disattesi i principi , sanciti dalle leggi vigenti, in tema di diritti e benessere degli animali ma a causa di inadeguatezze di carattere strutturale.

Certo è, da allora il Comune di Canosa (dove nel frattempo si è insediata una nuova amministrazione comunale ed un nuovo sindaco) nulla ha fatto per portare a termine il risanamento del canile sanitario che adesso, quindi, presenta una serie di criticità.

«Le nostre richieste, così come le nostre segnalazioni - spiega Sabina Di Giacomo, presidente della sezione canosina della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - inviate al sindaco Roberto Morra non hanno sortito alcun effetto. Nonostante tutto, con il supporto della Asl (nella persona del dott. Luigi Serlenga), stiamo lavorando per il censimento e la sterilizzazione della popolazione felina canosina con dei risultati abbastanza soddisfacenti e per il recupero e remissione dei cani randagi presenti sul territorio».

Diversi i casi di cani e gatti soccorsi e accuditi a proprie spese dai volontari canosini della Lndc che, ogni giorno, pur tra mille sacrifici, con un costante e titanico impegno si occupano di questi poveri randagi, di intere cucciolate di gatti, appena nati, trovati spesso in sacchi dei rifiuti.

Emblematico il caso di «Ercole», un cane rinvenuto esanime in seguito ad un probabile trascinamento da parte di un’autovettura mediante un cavo di acciaio: l’animale, purtroppo, nonostante fu soccorso dai volontari della Lega, morì a causa delle gravi ferite riportate.

«Ovviamente - aggiunge Sabina Di Giacomo -, come garante del benessere animale, sono consapevole dei miei doveri nei confronti dei nostri amici a quattro zampe. Conosco, comunque, anche gli obblighi del Comune che deve garantire tutte le spese sanitarie dei poveri cani vaganti (Legge regionale n.12/1995 “Interventi per la tutela degli animali d'affezione e prevenzione del randagismo”)».

Oltre non si può chiedere ai volontari locali della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che già si autotassano per eseguire sugli animali accuditi la profilassi sanitaria prevista (sverminazione, trattamento antiparassitario, vaccini e le medicine in genere).

«Ogni settimana continueremo a comunicare al primo cittadino - conclude la referente canosina della Lndc - tutti gli interventi e le attività svolte dall’associazione. Spero che il sindaco ci convochi quanto prima affinché il canile sanitario di Canosa torni ad essere funzionante ed operativo. In passato il nostro Comune per quanto riguarda il monitoraggio randagismo, la sterilizzazione, le adozioni e le campagne di sensibilizzazione, era diventato un esempio per tutti i comuni della BAT».

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