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Dalla didattica a distanza alla copiatura a distanza

Ritornare alla didattica tradizionale sarà molto difficile: la Dad che ha mostrate lacune e anche opportunità non scomparirà

didattica a distanza

“Cave Dad”, attenti alla Dad! Il clamore suscitato dall’interrogazione bendata della studentessa in Veneto ha riproposto l’argomento: quale il limite tra uso necessario di nuove tecnologie e abuso? Così la Dad che doveva servire a evitare l’abbandono scolastico, surrogare la didattica in presenza, in alcuni casi ha offerto la possibilità per i più scaltri lo strumento per i furbi di evitare brutti voti, ma ha fatto registrare casi di abbandono scolastico e barriera per i più volenterosi per un dialogo diretto con gli insegnanti.

Con la promozione assicurata o quasi, esami di stato semplificati, alla fine sono proprio gli studenti a rischiare di più. Rischiano preparazione, conoscenze più approfondite , la capacità di socializzare, i due parole il loro futuro. Perdere il secondo anno di didattica in presenza potrebbe produrre effetti negativi sulla preparazione complessiva degli studenti, la futura classe dirigente del paese. La scuola, da sempre, è il luogo della socializzazione per eccellenza, dove nascono amicizie che durano una vita, a volte anche gli amori, è il luogo dove si piange, si litiga, si impara e si cresce . E tutto questo ai ragazzi è stato negato per due anni.

La Dad li ha trasformati in esperti navigatori ma anche offerto la possibilità di evitare interrogazioni e valutazioni. Mentre più piccoli con l’aiuto delle loro famiglie sono riusciti a superare le difficoltà della “ nuova didattica”, im molti casi per loro stessa ammissione spesso hanno trovato modi per eludere lezioni e controlli. Su Youtube è tutto un pullulare di tutorial guru della “copiatura a distanza”. Basta leggere i messaggi e i video che sulle chat piattaforme , app e tecniche. Dai trucchi per copiare a quelli per partecipare alla lezione, superate con “successo” l’interrogazione forti dei suggerimenti del Web.

Sono gli stessi i ragazzi a raccontare come superare i problemi legati alla valutazione con la didattica a distanza. Basta far credere di avere problemi di connessione per bloccare l’immagine e magari approfittarne per cercare una risposta in quei pochi secondi. C’è l’opzione “pixelate” che consente di ottenere l’effetto pixel per rendere ancora più credibile l’ipotesi di avere un problema di rete.

Andare su Youtube e selezionare un qualsiasi video con voce disturbata o in ritardo (ce ne sono tantissimi) per confondere il docente nelle risposte Una volta chi voleva, poteva semplicemente fare ‘filone’ come si dice in certe regioni, cioè far finta di andare a scuola e poi andarsene in giro per evitare le interrogazioni oppure in classe in cerca del compagno secchione per copiare . Alla fine però il giudizio degli insegnanti corrispondeva ad una valutazione certa che premiava chi aveva studiato ,più severa con per i meno preparati.. Ora per i docenti è più difficile andare oltre lo schermo del computer e valutare la preparazione degli alunni . Nata come strumento di emergenza temporanea , la Dad è diventata routine negli ultimi due anni scolastici. Tra Dad sì o Dad no, scelte affidate ai genitori sull’invio dei figli a scuola e decisioni contradditorie delle regioni, lo strumento da utile surrogato mostra sempre di più i suoi limiti e certamente determinerà la qualità formativa dei nostri ragazzi. Anche la connessione internet non sempre omogenea non ha garantito a tutti la stessa possibilità di accedere ai servizi Dad. La disparità sociale ha inoltre fatto in modo che non tutti disponessero di un computer e, nonostante gli sforzi messi in atto dalle singole scuole e l’iniziativa dei sindaci, qualcuno è rimasto fuori con ovvie conseguenze sul piano didattico rendendo più grave il problema della dispersione scolastica. In tanti impossibilitati a connettersi hanno lasciato gli studi. L’Italia è tra i primi Paesi europei per dispersione scolastica e il mezzogiorno purtroppo ne è capofila. L’assenza di socializzazione secondo pediatri, medici, psichiatri, psicologi e psicoterapeuti porta i ragazzi a passare troppo tempo davanti agli schermi, cosa, purtroppo, inevitabile in questa fase. Ebbene ,secondo gli esperti 6/8 ore al giorno, e forse di più, passati davanti a uno schermo piccolo o grande finiscono per isolare ancora di più. Quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente finita, si dovrà ricominciare prendendo percorsi diversi.

Ritornare alla didattica tradizionale sarà molto difficile : la DAD che ha mostrate lacune e anche opportunità non scomparirà. Sarà necessario applicare metodologie didattiche innovative con un modello misto, in presenza, che prevede l’utilizzo degli strumenti digitali sia in classe sia a casa, con ribaltamenti del processo di apprendimento: a casa si studia l’argomento con il supporto del libro digitale, a scuola si approfondisce , si discute, ci si scambia opinioni , magari con l’ausilio di video o esperienze di laboratorio per sviluppare la parte pratica. Se si vuole, veramente, lo si potrà fare per ridare ai nostri ragazzi maggiori conoscenze, valutazioni corrette, formazione più completa frutto anche delle opportunità che la Dad ha indicato.

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