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Lettera aperta a un bambino che sta per nascere al Sud. Caro bambino, fai bene a nascere al Sud, perché lo dicono tutti che è il posto più bello per vivere. Fai bene anche per un altro motivo. Noi adulti ci stiamo battendo per evitare che tu pianga di più appena aperti gli occhi avendo capito che vorrebbero darti tutto meno che agli altri che non nascono al Sud. Ma ormai dovranno smetterla e tu piangere meno perché solo il Sud potrà salvare l’Italia.

Grazie al Sud e a te diventeremo il Paese in cui tutti vorranno venire e non partire come ora. E tu potrai realizzare qui i tuoi sogni, qui tu vorrai diventare grande senza dovertene andare altrove. Tu nasci quando tutte le ingiustizie ai danni del Sud sono state ormai scoperte. Le ha scoperte anche l’Europa che non ci darà un euro se non saranno eliminate.
continua dalla prima

Le faremo eliminare. E di questo Sud tu finalmente avrai la fortuna di essere un nuovo guerriero.

Prima di te i bambini appena nati al Sud hanno pianto di più perché gli è bastato uno sguardo per capire. A parte il debito di 42 mila euro ciascuno grazie a un Paese che si è ridotto così puntando sempre e solo sulla locomotiva del Nord. A parte il tuo ospedale con meno posti letto, meno medici e meno culle di uno del Nord perché lo Stato spende sempre più lì. Ma crescendo i bambini nati prima di te al Sud non hanno avuto l’asilo nido pubblico come gli altri. E quando sono andati alle elementari non hanno avuto il tempo prolungato, non hanno avuto lo scuolabus, non hanno avuto la mensa come gli altri. E quando sono andati alle medie e alle superiori le loro classi avevano sempre più alunni per ogni insegnante facendo sforzare loro e gli insegnanti più degli altri.

E le loro scuole non avevano palestre, biblioteche, laboratori come gli altri. Anzi ora che c’è stato il virus, uno su tre al Sud non ha potuto seguire le lezioni da casa perché non aveva il computer. Con la conclusione che quando hanno fatto le classifiche per italiano e matematica, hanno sempre detto che erano meno bravi di quelli del Nord non vedendo mai quanto avessero avuto meno per imparare. Ma hanno detto che era naturale che fosse così perché sono del Sud.

Caro bambino che stai per nascere al Sud, ci stiamo battendo perché neanche all’università succeda più quanto successo finora. E cioè università del Sud meno finanziate dallo Stato rispetto a quelle del Centro Nord in modo che molti studenti fossero costretti a iscriversi al Centro Nord, spendendo lì ciò che avrebbero voluto spendere al Sud. E noi adulti ci stiamo battendo perché lo Stato non continui a spendere per ogni cittadino del Centro Nord 3500 euro in più all’anno rispetto a uno del Sud come te. Questo significa per il Sud meno servizi, cioè meno bus, meno piste ciclabili, meno assistenza per i nonni, meno tutto. E significa che tu non potresti andare dove vuoi, magari a incontrare amiche e amici, con un treno veloce o su strade comode. Ma per te significa anche che potresti non fare il lavoro che ti piace perché quel lavoro non c’è al Sud così maltrattato costringendoti quindi a emigrare come hanno fatto quelli prima di te. Ma se tu emigri come gli altri, chi potrà dare al Sud la tua allegria, il tuo entusiasmo, la tua voglia di fare, la tua capacità di cambiare, di essere sempre nuovo, di sorprenderci ogni giorno?

Caro bambino che stai per nascere al Sud, ti abbiamo detto che ci stiamo battendo perché tu non pianga di più aprendo gli occhi. Dovranno restituire 61 miliardi all’anno che tolgono al Sud per regalarli al Nord il quale poi dice <con tutti i soldi che vi abbiamo dato>. Dovranno darci i treni veloci. Dovranno far funzionare le nostre città con i servizi che danno alle altre. Dovranno calcolare ciò di cui abbiamo bisogno anche per te ora e per quando crescerai per non vivere male. Dovranno fare ciò che da almeno vent’anni non hanno fatto continuando a fare come al solito, cioè dare a chi ha sempre avuto e non dare a chi non ha mai avuto. E ora queste cose non le dicono solo quelli che non si arrendono al Sud, ma le dice anche l’Europa stufa di avere un Paese come l’Italia in cui fanno piangere di più i bambini del Sud. L’Europa dice che non può esserci più questa ingiustizia.

Caro bambino che stai per nascere al Sud, un momento come questo non ci sarà più neanche per te. Cercheremo in tutti i modi di non perderlo. E lo facciamo non solo per il Sud ma per l’Italia, alla quale conviene che appena tu nasci non pianga più degli altri. Conviene un Sud alla pari. Domenica si vota anche al Sud per i presidenti di due regioni, Puglia compresa. Nessuno dia il voto a chi finora non ha pensato soprattutto a te.

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