Domenica 13 Giugno 2021 | 16:37

NEWS DALLA SEZIONE

L'editoriale
Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

Una riforma della giustizia per ridare fiducia ai cittadini

 
L'analisi
Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

Quei sindaci «bersagli mobili» da mettere in sicurezza

 
L'analisi
Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

Più chiarezza sui vaccini non si può morire a 18 anni

 
La riflessione
I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

I doveri nascosti dietro l’ambiente in Costituzione

 
La riflessione
Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

Più del 40% dei fondi: ora il Sud alza la voce in Europa

 
L'analisi
La giustizia nel nome del popolo indignato

La giustizia nel nome del popolo indignato

 
Il punto
Mettiamoci d’accordo sul significato di ambiente

Mettiamoci d’accordo sul significato di ambiente

 
la riflessione
Una città svenduta agli appetiti di pochi

Una città svenduta agli appetiti di pochi

 
in basilicata
C'era una vola il Parco della Grancia

C'era una vola il Parco della Grancia

 
L'analisi
Matera ci riprova con i ministri del G20

Matera ci riprova con i ministri del G20

 
La riflessione
«Bella ciao» canto popolare non un inno obbligatorio

«Bella ciao» canto popolare non un inno obbligatorio

 

Il Biancorosso

Biancorossi
Bari, De Laurentiis: «Polito è qui per vincere»

Bari, De Laurentiis: «Polito è qui per vincere»

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaNel Foggiano
Carlantino, il parroco viene trasferito: sindaco protesta e diserta messa S.Antonio

Carlantino, il parroco viene trasferito: sindaco protesta e diserta messa S.Antonio

 
BariPolizia locale
Bari, travolge due motociclisti e scappa: pirata della strada rintracciato a Valenzano

Bari, travolge due motociclisti e scappa: pirata della strada rintracciato a Valenzano

 
PotenzaNel Potentino
Melfi, scritte e atti vandalici contro sede del Pd. Letta su Twitter: «Non ci fermiamo»

Melfi, scritte e atti vandalici contro sede del Pd. Letta su Twitter: «Non ci fermiamo»

 
TarantoLadro seriale
Taranto, 22 auto danneggiate in una sola notte per rubare dagli abitacoli: 57enne in carcere

Taranto, 22 auto danneggiate in una sola notte per rubare dagli abitacoli: 57enne in carcere

 
LecceIl gip: manca la prova
Covid, «Non contagiò paziente in studio»: archiviazione per un medico salentino

Covid, «Non contagiò paziente in studio»: archiviazione per un medico salentino

 
BrindisiIl virus
Covid 19, a Brindisi due casi accertati di variante indiana

Covid 19, a Brindisi due casi accertati di variante indiana

 
Materafelicità
Miglionico, «Felice per la nostra prima unione civile»

Miglionico, «Felice per la nostra prima unione civile»

 

i più letti

L'EDITORIALE

Un ciclone più travolgente del caldo vento dell'estate

Salvini, ieri, è riapparso dal Papeete. Ha annunciato di poter disporre potenzialmente di un collegio difensivo megagalattico cavalcando la tesi della responsabilità collegiale

Un ciclone più travolgente del caldo vento dell'estate

Sembra un dejà vu. Prima l’emergenza migranti che si fa strada fra i bollettini quotidiani del Covid-19, poi il caso Open Arms e l’autorizzazione a procedere nel processo a Salvini. Quasi un flashback, che peraltro si sovrappone in maniera quasi perfetta agli avvenimenti dello scorso anno (la vicenda Open Arms nasce proprio il 1° agosto 2019). Eppure le cose sono sensibilmente cambiate, sembra passato un secolo. E lo stacco temporale potrebbe servire a guardare le cose con minor livore. La vicenda non è infatti così trasparente e lineare come il premier e gli ondivaghi pentastellati vorrebbero ora far credere.

Si è nell’agosto scorso quando la nave dell’Ong iberica Open Arms chiede che le venga assegnato un porto sicuro, negato invece dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che dispone il divieto di ingresso, transito e sosta dell’imbarcazione nelle nostre acque territoriali. Il decreto è controfirmato dai ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti (Danilo Toninelli) e della Difesa (Elisabetta Trenta), entrambi pentastellati. I tre vengono accusati dai legali della Open Arms di aver violato le norme di diritto internazionale in materia di soccorso in mare e la tesi viene recepita dal TAR Lazio, che ritiene trattarsi di una situazione di eccezionale gravità ed urgenza tale da giustificare l’ingresso della nave nelle acque territoriali italiane.

Ne nasce uno scontro istituzionale tra Salvini, che vuole ricorrere al Consiglio di Stato e firma un nuovo decreto dello stesso tenore, e i ministri grillini che non lo sottoscrivono affermando che «la politica non può perdere l’umanità». Più che di politica, per la verità, si tratterebbe di capire se i poteri esercitati siano o meno conformi al diritto e se rientrino tra quelli loro attribuiti.

Il governo, intanto, sta perdendo pezzi e Conte – più defilato – scrive (via Facebook) a Salvini tacciandolo di scarsa collaborazione e affermando che per proteggere veramente gli “interessi nazionali” non ci si può limitare «a esibire posizioni di assoluta intransigenza». Anche in questo caso un orientamento di politica internazionale, che non prende affatto in considerazione l’eventuale illegittimità del provvedimento. In uno scambio di mail, poi, il premier sollecita Salvini ad autorizzare lo sbarco dei minori. Finché non arriva il blitz a bordo del procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, che il 20 agosto dispone lo sbarco dei migranti ed il sequestro preventivo della nave.

Salvini, ieri, è riapparso dal Papeete, luogo di trionfi e di espiazioni. Ha annunciato di poter disporre potenzialmente di un collegio difensivo megagalattico – che neanche il signore assoluto della Megaditta in cui il ragioniere Fantozzi lavora potrebbe permettersi – cavalcando la tesi della responsabilità collegiale. Tesi, come detto, tutt’altro che peregrina e se mai offuscata dagli atteggiamenti guasconi e spesso avventati del Capitano, affondato più che da un’imbarcazione, da quell’incauta (e inquietante) richiesta di “pieni poteri” che fece sempre in quei giorni.

Sempre ieri uno dei ministri della “compagnia del Conte uno”, Giovanni Tria (titolare del dicastero dell’Economia e Finanze), ha esplicitamente dichiarato che quanto fatto in quella circostanza costituiva per quel Governo interesse pubblico: «l’informazione stava sui giornali, chi non era d’accordo poteva esprimersi. Ma non mi ricordo che qualcuno si sia espresso». Affermazione tanto semplice quanto disarmante. Fatta con estrema onestà intellettuale, non dovrebbe essere ignorata dai cangianti grillini (ma anche dal premier).

Il processo, quindi, potrebbe riservare grandi sorprese.

L’autorizzazione a procedere, lo si è detto infinite volte, nulla a che vedere ha con un eventuale accertamento di responsabilità di Salvini che verrà. Il Senato ha dovuto solo rispondere alla domanda: «il ministro ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo?». In sintesi: «è stato un atto politico collegato ad una di tali priorità?». La risposta negativa data consente solo alla magistratura di continuare il procedimento nei confronti del Capitano, imputato di un reato “pesante” come il sequestro di persona (oltre che di abuso d’ufficio). Ma è chiaro che ha un forte peso politico, stante il possibile rischio ineleggibilità. Quasi una spada di Damocle pendente sul suo futuro di leader della Lega. Non sarà la Provvidenza, la barca di famiglia dei Malavoglia di Giovanni Verga, che naufraga funestamente con il suo carico di lupini gettando tutti quanti sul lastrico, ma si tratta certamente di un danno potenziale grave per Salvini e per la sua compagine politica.
Migranti. Open Arms. Papeete.

Tutto come prima?

Lo vorremmo, ma non è così. Su di noi e sul nostro Paese – come su tutto il mondo – si è abbattuto un ciclone che non ha nessuna intenzione di abbandonarci e che è diventata la vera priorità di ogni azione politica, economica e sociale. E il vento caldo dell’estate, purtroppo, non basterà a portarlo via. L’auspicio è che i politici non lo dimentichino, per tornare a trastullarsi nei giochi di potere che ancora in questi giorni abbiamo visto riprendere vigore, tra imboscate parlamentari, accordi non mantenuti, battaglie per le nomine e quant’altro. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie