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L'editoriale

Tutti in casa i telepalinsesti ora facciano scuola e cultura

Tutti in casa i telepalinsesti ora facciano scuola e cultura

La quarantena da coronavirus potrebbe diventare un’ottima occasione per il rilancio di un bene “popolare” che ha cancellato l’analfabetismo del primo Novecento, la Tv

06 Marzo 2020

Enrica Simonetti

E ora? Tutti chiusi in casa a chattare? La quarantena da coronavirus potrebbe diventare un’ottima occasione per il rilancio di un bene “popolare” che ha cancellato l’analfabetismo del primo Novecento, la Tv.

Nei tempi in cui il cittadino italiano medio leggeva e scriveva a malapena, alcuni programmi diventati ormai “archeologici” (maestro Manzi uber alles) hanno fatto la fortuna di un Paese che era condannato all’ignoranza. Oggi tutti leggono, ma cosa? Tutti scrivono… ma cosa? Fatevi un giro tra le idiozie dei social, dove in queste ore si riversano fake news e allarmismo, audio ridicoli e fotomontaggi che costano tempo e megabyte a chi imperterrito li crea e a chi li diffonde in quel mare d’incultura che purtroppo caratterizza la nostra era. Pensate che in questi giorni la confusione da virus è talmente accentuata da indurre in tanti a prendere per vere notizie ironiche: una cinese svenuta in un ipermercato (mentre invece le transenne erano per l’arrivo di un cantante-blogger-influencer, evviva i nuovi lavori!); un “appestato” fuggito dalla quarantena che spargeva starnuti in una piazza; per non parlare della pletora di consigli medici inventati, come quello di bere acqua bollente a tavola (sic!).

No, non possiamo continuare così. Le ore libere dei tanti studenti che stanno festeggiando le vacanze inattese potrebbero trasformarsi in una tendenza inconsueta a creare Cultura. Un’occasione che la Rai potrebbe coltivare, come fa già in molte trasmissioni relegate in orari improbabili o su canali poco seguiti. Avete mai fatto un giro di zapping tra i programmi BBC, CNN e tra i tanti canali europei? La quantità di documentari naturalistici rivolti ad un pubblico senza età è enorme, noi non possiamo nemmeno immaginarla. Mari, vulcani, animali, imprese avventurose: così, un racconto semplice e meraviglioso, senza talk show ed esperti noiosi, solo con lo spettacolo della natura e qualche informazione didascalica. Certo, di tutto questo è ricca anche la Tv on demand, ma chi resiste alle serie di Gomorra e affini? Chi tra i più giovani non si spara quelle dieci ore consecutive di episodi, dimenticando che c’è anche una incantevole natura capace di raccontarci il mondo e di accrescere il nostro sapere, non solo sui clan, ma anche sulla Bellezza che ci circonda? Una ricerca qualche tempo fa denunciò che gli adolescenti italiani non riescono ad elencare un numero di specie di alberi superiore a cinque. Manco vivessimo in un deserto. Il nostro e vostro giornale, in questi giorni, si sforzerà di “contagiare” anche di buone idee, di fatti, di natura, di poesia e di fantasia.

La Tv è come una grande scatola piena di giochi utili. Può generare circoli virtuosi, idee e suggestioni, non solo liti, saune e “divanisti” da Grande Fratello. E poi il cinema, il vecchio cineforum, che Mamma Rai nei suoi ricchi archivi potrebbe rispolverare come ai tempi in cui andavano in onda di mattina, a settembre, i famosi “film della Fiera del Levante”. Li chiamavamo così e in tempi in cui non esistevano programmi mattutini e si viveva un po’ meno chiusi in casa, fu però un’iniziativa che ha fatto conoscere i classici di Germi, Scola, Pasolini, Visconti, Rossellini. O i tanti film capaci di spiegare la tanto assente educazione sentimentale, o la pena di morte (come il capolavoro “Il Miglio verde”), l’amicizia, il sesso, la soddisfazione, la giustizia, le diversità. State ridendo… si sente. Ma questa modesta proposta non può far sorridere chi sa quanto i giovani siano capaci di recepire anche messaggi che solo a chi non conosce le loro straordinarie capacità sembra impossibile. Bene, perché non lanciare una serie di film classici italiani e non, con commento finale, veloce, con possibilità di interfacciarsi via web con il pubblico? #contagiamocidibellezza!

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