Giovedì 20 Settembre 2018 | 23:57

Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

La riflessione

Perché l’accanimento nei confronti della stampa

Il vicepresidente del Consiglio, nonché ministro del Lavoro, Luigi Di Maio ha sferrato un altro degli ormai consueti attacchi ai giornali.

giornali stampa editoria

Il vicepresidente del Consiglio, nonché ministro del Lavoro, Luigi Di Maio ha sferrato un altro degli ormai consueti attacchi ai giornali. «L’odio dei media nei nostri confronti - ha scritto sul blog dei 5Stelle - è l’elemento di continuità dal 2014 a oggi. Ma anche per loro sta arrivando il momento di dire addio ai finanziamenti pubblici indiretti e alle inserzioni milionarie delle aziende partecipate dello Stato che dettano loro la linea editoriale».

Dal suo punto di vista il discorso non fa una grinza: i giornali ce l’hanno con noi e noi gli togliamo l’ossigeno che li tiene in vita, cioè i soldi della pubblicità delle aziende partecipate dallo Stato. Suona strano, però, che a ragionare così sia un ministro che per definizione deve difendere i posti di lavoro. Tagliando la pubblicità ci sarà un duro colpo ai bilanci già in rosso di moltissime testate: la conseguenza sarà, se non la chiusura, comunque il drastico taglio agli organici di giornalisti e poligrafici.

Di Maio e soci non si preoccupano affatto del ruolo sociale della stampa. Una funzione così importante che portò a prevedere in Costituzione - non in leggi ordinarie - una serie di tutele rafforzate per la stampa e solo per essa, pur essendo all’epoca sviluppata anche la radio.

In una fase storica in cui si affermano i partiti sovranisti la libertà di stampa torna a essere in pericolo. Basta guardarsi intorno. Gli strumenti per soffocarla sono diversi, ma l’obiettivo è unico. Nell’Ungheria di Orban i giornali sono sotto attacco; nella Turchia di Erdogan ci sono più giornalisti in carcere che nelle redazioni. Negli Stati Uniti il presidente Trump ogni giorno inveisce contro giornali e televisioni. Ma lì la libertà di stampa ha una tradizione consolidata. Nel 1974 portò alle dimissioni del presidente Nixon e non è escluso che ora possa fare il bis.

È assodato che la stampa che disturbi il manovratore sia malvista. Un cane da guardia dà sempre fastidio, sebbene in Italia talvolta sia distratto. Ma per i 5Stelle non si tratta solo di questo. Alla base dell’avversione profonda e viscerale nei confronti dei giornali c’è una questione ideologica. La carta stampata, nonostante tutti i limiti suoi e di giornalisti ed editori, costituisce un punto di riferimento nel mare magnum delle notizie quotidiane. Ha mantenuto cioè la sua autorevolezza. E questo non può essere tollerato dall’ideologia dell’«uno vale uno» che anima il Movimento 5Stelle. È la stessa logica per cui non viene tollerato che un medico possa dire che è una follia non vaccinare i bambini. L’ideologia pentastellata vuole che il parere del prof. Burioni in campo sanitario valga esattamente quanto quello del barbiere di Legnago.

Demolire la libertà di stampa senza cancellarla dal libro dei diritti è la mossa chiave per arrivare a realizzare quest’assurda ideologia egualitaristica. Non a caso l’attuale maggioranza sta brigando anche per cancellare l’Ordine dei giornalisti. Una categoria professionale svincolata da regole e obblighi deontologici è quanto di più malleabile possa esistere, ma soprattutto non ha e non può avere alcuna autorevolezza. Eppure nel 1968 i giudici costituzionali individuarono proprio neIl’Ordine lo strumento che «con i suoi poteri di ente pubblico vigili, nei confronti di tutti e nell’interesse della collettività, sulla rigorosa osservanza di quella dignità professionale che si traduce, anzitutto e soprattutto nel non abdicare mai alla libertà d’informazione e di critica e nel non cedere a sollecitazioni che posano comprometterla». I giornalisti - colpevolmente - sono distratti sulle sorti del loro futuro.

Senza giornali né giornalisti che rispondono a un Ordine le notizie saranno solo quelle diffuse dal web - il core business dell’azienda Casaleggio-5Stelle - dove, come si sa, vale tutto. Tutti possono dire la loro e dunque tutto è vero, cioè tutto è falso.

La questione ora diventa politica nel senso più proprio del termine. Gli italiani che alle ultime elezioni si sono suddivisi in tre tronconi dai quali è nata l’attuale (anomala) maggioranza che cosa vogliono? Perché alla fine il problema non sono le testate dei giornali in pericolo o i giornalisti licenziati. Il vero grande problema è se vogliono vivere in un Paese realmente libero o fintamente democratico. È questa la scommessa.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

ALTRI ARTICOLI DALLA SEZIONE

Acquisti centralizzatiqui i soldi che servono

Acquisti centralizzati
qui i soldi che servono

 
La connessione sentimentale con l’attrazione assistenziale

La connessione sentimentale con l’attrazione assistenziale

 
Un nuovo patto tra cittadini

Un nuovo patto tra cittadini

 
Le pizze di Peppiniello e le decisioni per Genova

Le pizze di Peppiniello e le decisioni per Genova

 
Il vento della reazione fischia forte in tutta Europa

Il vento della reazione fischia forte in tutta Europa

 
Dall’Esclavage ai migranti

Dall’Esclavage ai migranti

 
Euro

Le due verità fra ammissioni private e pubbliche virtù

 
Tutti a caccia di "mi piace" senza mai dirsi una parola

Tutti a caccia di "mi piace" senza mai dirsi una parola

 

GDM.TV

Palagiustizia, l'affondo di Bonafede«Falsità le accuse contro di me»

Palagiustizia, l'affondo di Bonafede
«Falsità le accuse contro di me»

 
Gli studenti del Poliba creano la PC5 2018 EVO: ecco la monoposto da corsa

Bari, la nuova monoposto da corsa
creata dagli studenti del Politecnico

 
I campioni di tuffi si sfidano a Polignano: in arrivo la Red Bull Cliff Diving

I campioni di tuffi si sfidano a Polignano: ecco la Red Bull Cliff Diving

 
La droga dal Marocco a Pisa per lo spaccio in tutta Italia fino a Bari

La droga dal Marocco a Pisa per lo spaccio in tutta Italia fino a Bari

 
Pesca a strascico, il grande fratello inchioda 11 barche: in cella comandante di peschereccio

Pesca a strascico, multate 11 barche
in cella comandante di peschereccio

 
Fiera: gli spazi più amati dai 260mila visitatori, Toti e Tata e l'allenamento "military style" con l'esercito

Fiera: 260mila visitatori, Toti e Tata e l'allenamento «military style»

 
Bari, il coro dei 600 tifosi in trasferta a Messina

Bari, il coro dei 600 tifosi in trasferta a Messina

 
Bari, anziano cade in un pozzoil salvataggio dei Vigili del fuoco

Bari, anziano cade in un pozzo
il salvataggio dei Vigili del fuoco Vd

 

PHOTONEWS