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Televisione

È sempre tele-Albano, ieri, oggi e domani

«Oggi si volta pagina, tutto cambia ma - come dimostra la presenza massiccia dell'unica icona italica acchiappashare fra le piattaforme tv di mezzo mondo alias Albano Carrisi - tutto sembra restare irrimediabilmente com'era»

Sorpresa, c'è Albano  nel cinepanettone

La tv del cambiamento pentastellato-leghista va in onda da ieri sui canali di Mediaset e della Rai, quest’ultima servizio pubblico nazionale orfano del renzismo che, fino a poco tempo fa, aveva piazzato favoriti e favorite del «giglio magico» fiorentino. Oggi si volta pagina, tutto cambia ma - come dimostra la presenza massiccia dell'unica icona italica acchiappashare fra le piattaforme tv di mezzo mondo alias Albano Carrisi - tutto sembra restare irrimediabilmente com'era. Non ci credete? Sbagliate perché dovunque si parla sempre e (quasi) solo della saga di Cellino san Marco. Sabato, ve lo anticipiamo, vedrete a Verissimo da Silvia Toffanin, nuora di Silvio Berlusconi, Albano a confronto con la figlia Cristel (si registra giovedi 13 a Cologno Monzese) mentre domenica prossima si preparano le tifoserie delle due donne del cantante pugliese pronte al derby tv: Romina Power si confessa nel salotto di Mara Venier a Domenica in e Loredana Lecciso lo fa, in contemporanea, da Barbara d'Urso su Canale 5.

In mezzo potrete vedere o sapere ogni minimo dettaglio, sospiro o retroscena del dagherrotipo pugliese qua e là fra il nuovo programma di Caterina Balivo Vieni da me (lei briosa, il format ancora in cerca d'identità certa) e la Vita in diretta del nuovo day time della rete ammiraglia guidata da Angelo Teodoli. Più Albano chiede privacy, meno, autori conduttori e direttori, gli danno ascolto. In mancanza di temi e spunti, la Rai appalta all'esterno spendendo cifre clamorose oppure ripiega sull'insano gossip de' noantri che interessa, coinvolge e appaga anche la concorrenza. Tele-Albano, ieri oggi e domani: un interminabile reality show costruito attorno al leone pugliese, quasi sempre contro la volontà di Mister Nel Sole.
E cosi mentre la politica cerca, a parole, e senza riuscirci, di cambiare il mondo, la televisione finge di cambiare per voler restare gattopardescamente quella che è stata finora: informazione quanto basta, miliardi investiti per la gioia di grandi case di produzione, che vendono troppo fumo e poco arrosto, format visti/stravisti, pettegolezzi e arene dejavù. La sola novità riguarda, manco a dirlo, Elisa Isoardi, la futura moglie di Matteo Salvini che ha avuto il coraggio di sfrattare la "casalinghitudine" ciabbattona dei fornelli televisivi proponendo una new Prova del cuoco agile, brillante e densa di consigli utili per il pubblico. Okay si parlerà pure di pomodori e cetrioli, ma lo si fa, grazie alla freschezza competente della Isoardi, fornendo info e suggerimenti tipici di ciò che dovrebbe essere il servizio pubblico. Ottimo l'esordio anche per Eleonora Daniele che, con pochi mezzi e tanta tenacia, ha proposto uno spazio di attualità piu lungo e approfondito di sempre con ospiti ben tarati e soprattutto preparati. Anche Eleonora, va detto per dovere di cronaca, ha ceduto alle lusinghe dei fatti di casa Carrisi, ma lo ha fatto con misura coinvolgendo lo stesso Albano che, quando non si scivola nel pettegolezzo becero, è l'ospite più amabile dell'etere. La tv del cambiamento non evidenzia altri sintomi positivi avendo riproposto un palinsesto valido per tutte le stagioni in cui le idee scarseggiano e i "raccomandati" abbondano. Aspettando Godot, Albano incarna il modello televisivo che attraversa la prima, la seconda e la terza Repubblica per approdare al governo grillino-leghista che adora il taglio agreste e familistico delle vicende di Cellino San Marco. Albano non si appalta, esiste e tanto basta. Ma il futuro che cosa ci riserva? Di Majo e Salvini sanno che almeno in Rai bisogna cambiare le regole; far fuori i rami secchi di programmi come Nigh Tabloid aperti malgrado lo share da prefisso telefonico o i maxi-ingaggi ingiustificati di alcune star. A Fabrizio Salini, un manager perbene slegato sostanzialmente dalla politica dei partiti-apparato con un curriculum esemplare (da Fox a Sky passando per La7) si chiede di cambiare davvero tutto per restituire giustizia ed equilibrio alla realtà, specchio riflesso che gli italiani vivono o in tv oppure in Rete. Non chiediamogli però l'impossibile. Albano resterà sui nostri schermi, simbolo di un'Italia che fatica a diventare effettivamente "diversa" cancellando totem e tabù. Albano ci sarà forse anche in una fiction dal 2019 perchè perfino i migliori cambiamenti (e la Rai ci darà soddisfazione) avvengono nel solco della più pura tradizione. Tutto cambia, nulla si distrugge, ogni cosa torna alla fine com'era.

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