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golosità salentine

«Turcinieddhi» alla birra
ecco un piatto da Premio

Sul podio la ricetta ideata dalla chef Solaika Marrocco, 22 anni, executive-chef del «Primo restaurant» di Lecce unica donna a vincere

Solaika Marrocco

Solaika Marrocco

di DANIELA PASTORE

La felicità è per lei il tepore della cucina, lo sfrigolio delle pentole, i profumi degli aromi e degli ingredienti. Una passione che ha portato Solaika Marrocco, executive-chef del «Primo restaurant» di Lecce, a vincere (unica donna) a soli 22 anni il Premio Birra Moretti Gran Cru.

A issare sul podio i suoi «turcinieddhi glassati alla birra con marmellata di cipolla all’arancia, critimi in tempura e infuso di luppolo», giudici d’eccezione tra cui Carlo Cracco e Claudio Sadler. «Sono stata scelta tra 160 concorrenti under 35, il tema era l’utilizzo della birra in cucina», spiega Solaika, occhioni neri, volto aggraziato, sorriso timido. «Ho scelto i “turcinieddhi” perché sono un richiamo alla mia famiglia, a Parabita, il mio paese d’origine. Una scelta coraggiosa perché le interiora d’agnello non piacciono a tutti, ma il modo in cui li ho cucinati evidentemente è piaciuto alla giuria e mi ha portato a vivere un momento indimenticabile».

Solaika affina ogni giorno il proprio estro nella cucina del Primo Restaurant di Lecce, un piccolo, accogliente locale nei pressi di piazza Mazzini (in via 47° Reggimento Fanteria), gestito da una giovane e affiata coppia di salentini, Silvia Antonazzo e Marco Borelli, che dopo diversi anni nella ristorazione a Roma hanno deciso di ritornare a «casa».

«Solaika è stata in cucina sin dall’apertura del locale, due anni fa», raccontano, «ed a febbraio abbiamo deciso di darle lo “scettro” dei fornelli promuovendola “executive” chef».

Fiducia che Solaika si impegna a ricambiare donando tutta se stessa al lavoro che più ama. «Il mio stile in cucina? La semplicità. Raramente un mio piatto prevede più di tre ingredienti. Non voglio stupire con accostamenti improbabili. Cerco invece di coccolare i palati con la scelta di materia prima di assoluta qualità e con ricette che sappiano arrivare dritte al cuore».

Come l’entrée di benvenuto a base di gelatina di pomodoro maturato al sole di Morciano, composta di cappero e frisa sbriciolata in brodo di sedano, o i tortelli con ripieno liquido a base di porcini e zucca coperti da una «ragnatela» croccante di Pallone di Gravina, formaggio sapido stagionato in grotte di tufo.

Ai dolci ci pensa il sous-chef, Gabriele Fattizzo, che stupisce i commensali con macarons di ganache al cioccolato bianco, cardamomo e salsa d’arancio, o con la namelaka (mouse morbidissima) alla mandorla, amarene e limone. Un menu che accarezza il palato e che sembra avere tra gli «ingredienti» anche la delicatezza della sua giovane e ambiziosa ideatrice.

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