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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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a gioia del colle

«Festa del latte»
per i 60 anni
della Granarolo

latteria granarolo

di ORIETTA LIMITONE

GIOIA DEL COLLE - La città ospita il più importante stabilimento al Sud di Granarolo, il maggiore operatore agroindustriale del Paese a capitale italiano. Oggi, con la «Festa del latte» e l’apertura straordinaria al pubblico, l’industria gioiese festeggia il sessantesimo anniversario del gruppo con visite guidate ai siti produttivi, laboratori per bambini, assaggi, uno spazio dedicato al truccabimbi ed un angolo per fare foto da pubblicare su Instagram. Con l’occasione verrà offerta anche l’opportunità di visitare, il giorno stesso, l’allevamento di un socio allevatore del Gruppo vicino allo stabilimento.

La forza dell’azienda, in effetti, soprattutto al Sud, sono i soci allevatori, riuniti in cooperativa, 1.000 in tutta Italia, con una concentrazione particolare in Puglia. L’iniziativa ha riscosso già un grande successo, considerato che un migliaio di persone si sono prenotate per le visite e si è stati così costretti a chiudere le iscrizioni invitando comunque a partecipare alla festa dalle 10 alle 14.

«L’iniziativa delle Feste del latte è il fulcro delle celebrazioni per i nostri 60 anni - afferma Gianpiero Calzolari, presidente del Gruppo Granarolo -, un momento di apertura straordinaria verso le comunità e i territori dove il Gruppo Granarolo opera, sempre ponendo al centro il rispetto per le persone e la terra».

Dal 20 al 30 ottobre, dopo aver fatto tappa a Bologna e a Milano, è allestita a Bari, in corso Vittorio Emanuele II, davanti al Palazzo dell’Economia, una mostra di scatti fotografici storici. «La selezione delle foto scelte - dichiara Calzolari - è un appassionante racconto per immagini, inedite o viste di rado, che parla di lavoro e latte nel corso di molti decenni, che documenta bene da dove nasciamo e dove stiamo andando: dai mezzadri della provincia di Bologna che si costituirono in cooperativa nel lontano 1957, per restituire dignità al loro lavoro e alle loro famiglie, fino a quello che siamo diventati oggi. Immagini che raccontano storie grandi come quelle di chi ha posato una pietra o partecipato a uno sciopero, e storie piccole e sottovoce come quelle dei bambini e delle tante persone che ogni anno partecipavano alla Festa del Latte».

La maggior parte degli scatti storici provengono dall’archivio Enrico Pasquali e dall’Archivio Umberto Gaggioli, due noti fotografi bolognesi che hanno infuso uno sguardo di profonda umanità alle loro professioni.

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