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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Otto finalisti
per il nome al ponte

Test tecnico sul nuovo ponte

di FRANCESCO PETRUZZELLI

BARI - Quattro nomi per la sezione «personaggi famosi» di ieri e di oggi. E due nomi a testa per le categorie «date legate alla città» e «valori».
Rush finale per l’individuazione dell’intitolazione da dare al nuovo ponte dell’Asse-Nord Sud, la faraonica opera da 32 milioni di euro ancora senza un nome a due mesi dalla sua inaugurazione. È convocata per domani alle 11 a Palazzo di Città l’ultima e decisiva riunione della commissione incaricata dal Comune nella scelta di una rosa di nomi – sulle centinaia e centinaia di proposte pervenute – da sottoporre all’insindacabile e sovrano voto del web. Perché, e non è un mistero, saranno i cittadini a decretare il nome del ponte strallato con pennone che si sviluppa da Deodato a Pistolato (luoghi commerciali entrati di diritto nel linguaggio comune per semplificare i punti cardinali di via Tatarella e di via Nazariantz). La commissione, composta dai rettori dell’Università «Aldo Moro» e del Politecnico di Bari, Antonio Uricchio ed Eugenio Di Sciascio, dal sovrintendente per i Beni archeologici della Puglia, Luigi La Rocca, e dal presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, Pasquale Corsi, indicherà domani la rosa dei finalisti composta da otto proposte. Non di più.

Per i personaggi famosi, nazionali e locali, restano in pole position la regina Bona Sforza, l’amato presidente della Repubblica Sandro Pertini e due illustri docenti universitari, gli ex rettori del Politecnico di Bari Attilio Alto e Salvatore Marzano (quest’ultimo scomparso a settembre scorso). Per le date, invece, spazio al 9 settembre 1943 e al 2 dicembre 1943, giornate simbolo per la città, la prima per la strenua difesa del porto di Bari dall’attacco nazista e la seconda per il violento bombardamento che colpì la città. Per la categoria «valori e tradizioni» rientrerebbero infine del Levante, della Liberazione e della Pace. Ma non si escludono sorprese last minute visto che, per ora, sia a Palazzo di Città, sia tra i componenti della commissione di studio, le bocche restano cucite.

Chiara però l’indicazione data dal sindaco Antonio Decaro: trovare dei nomi possibilmente legati alla storia e alle tradizioni di Bari, fuori dagli schemi politici (per non creare divisioni ideologiche persino sul nome di un ponte) e non appartenenti a famiglie imprenditoriali. Perché, è il ragionamento del Comune, intitolare l’opera al fondatore di una specifica azienda locale significherebbe contemporaneamente deludere le aspettative di altre dinastie imprenditoriali.
A fine agosto il toto-nomi sul ponte è stato alimentato dal sondaggio online della Gazzetta de Mezzogiorno con oltre duecento segnalazioni pervenute dai lettori. Alcune di queste sono state prese in considerazione dalla commissione comunale, altre invece sono state scartate perché improbabili e strampalate. Qualche esempio? ‘U Pulp, Riso Patate e Cozze, il gorilla Harambe, Toti e Tata e il misterioso Datò Noordin, il malese (ancora vivo e vegeto ma, come è noto, le intitolazioni si fanno solo agli illustri personaggi passati a miglior vita) apparso in città ad aprile scorso per l’acquisto del Bari Calcio, ricevuto con tutti gli onori al Comune e alla Città Metropolitana, ma poi dileguatosi in tutta fretta. E sicuramente non passando dal ponte del cimitero. Sette mesi fa, infatti, era ancora un cantiere.

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