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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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gianni ciardo

Il ritorno alla direzione artistica del Teatro Duse, un film in cantiere sulla storia della famiglia Petruzzelli e un «libro parlato», a modo suo. Gianni Ciardo è un fiume in piena e non si ferma mai. «Non riesco neanche a stare troppo in vacanza, fermo, senza far niente», spiega nel bel mezzo di un agosto lavorativo. Il teatro è il protagonista di un «libro parlato» non ancora edito, ossia un audiolibro intitolato Antidoto al teatro, che Gianni ha già inciso, «perché tanto non legge più nessuno»: 21 tracce, ognuna debitamente musicata dal talentaccio compositivo da autodidatta che non l’ha mai abbandonato.
Cos’è questo antidoto al teatro? Ciardo lo spiega nell’incipit del disco, mentre scorrono le note de Gli Ugonotti di Giacomo Meyerbeer. «Parlo di antidoto, perché, come dice la parola stessa, per fare teatro non serve urlare, tingersi i capelli, far crescere la barba, mettersi una sciarpa rossa, parlare per dimostrare di essere sempre capaci. Chi lo fa si nasconde dietro il termine “ritmo”». Il cruccio più grande di Gianni resta l’educazione teatrale della propria città, con il pubblico che spesso va dietro le mode troppo popolari o sguaiate. Per questo non ha mai peli sulla lingua e va avanti per la sua strada. «Sono innamorato di Bari, non sputo veleno tanto per farlo. Ma vorrei che ci fosse davvero una crescita artistica, in tutti i settori. Invece assistiamo a un continuo degrado verso il basso e il pubblico non cresce. C’è un buon 85% di pubblico che si accontenta di ciò che gli viene dato. O che dice continuamente di voler ridere, ma in maniera vuota, stupida. Mi piacerebbe che si mirasse più in alto».
Nell’audiolibro di Ciardo, insomma, ce n’è un po’ per tutti i gusti, da numeri come La telefonata a freddure, riflessioni semiserie, ricordi, un gustoso oroscopo e molto altro. Con la classica ironia, diretta e senza troppi filtri, come piace a lui.
Ma adesso altri due grossi progetti lo attendono, dopo l’estate, primo su tutti il Duse. «Il teatro deve lavorare tutti i giorni – ripete – è una formula che ho inventato al Duse, diversi anni fa, e che sostengo con forza: anche quest’anno si andrà sempre in scena, dal martedì alla domenica, con 12 spettacoli di qualità (due fuori abbonamento, come La locandiera di Goldoni) per un abbonamento a 60 euro». Tra Pirandello (Lumie di Sicilia) e Cechov (Una domanda di matrimonio), autori di richiamo e nomi come Rimbamband o Elisa Barucchieri, quella del Duse è l’ennesima sfida di Ciardo.
E il cinema? «Il film si chiamerà La bottega dei sogni, e tratterà della famiglia Petruzzelli che ha costruito il nostro teatro. Con il compianto Nicola Saponaro abbiamo lavorato a una ricerca spasmodica sulla storia che parte dall’armatore Beniamino Petruzzelli, padre di Onofrio e Antonio, il cui nome è legato indissolubilmente al Politeama. Di questo film sarò regista, ho già scritto la sceneggiatura e registrato l’intera colonna sonora, scritta per grande orchestra. Ho già in mente il cast, prestigioso. Diciamo che siamo a metà del cammino. Bisogna perfezionare i dettagli della produzione e trovare altri finanziamenti, ma conto di iniziare a girare l’anno prossimo».

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