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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Al PalaFlorio

La Favola di Ultimo a Bari, il concerto sold-out e l’appello: «Fateme canta’»

Niccoló Moriconi, secondo posto a Sanremo 2019, ha portato in Puglia il Colpa delle Favole tour

La Favola di Ultimo a Bari, il concerto sold-out e l’appello: «Fateme canta’»

“Mi chiedi perché sono fragile? Sono diverso, forse”. Questa frase, tratta dal brano “Il Ballo delle Incertezze” di Ultimo, fa venire i brividi già solo leggendola. Chi dice che i giovani d’oggi sono privi di contenuti, non ha mai esaminato con attenzione un testo di Niccoló Moriconi, in arte Ultimo, stasera in concerto al PalaFlorio di Bari. Di lui c’è da sapere che è romano, classe 1996, ha vinto Sanremo Giovani 2018 ed è arrivato secondo (con mille polemiche) al Festival 2019. 

Tutto il resto il fragile Niccoló - che si presenta sul palco con gli occhiali da sole, parla pochissimo col pubblico, e quando lo fa è per chiedere di spegnere l’aria condizionata per evitare un torcicollo - lo rivela nelle canzoni, che parlano delle cose dei ragazzi di 23 anni: amore, libertà, incertezze, amore, ribellione, autoaffermazione, amore. E non è una ripetizione, perché se non parlasse d’amore romantico un cantautore “vecchio stampo” come Ultimo (è un complimento), che alla pari dei grandi del passato si accompagna al piano, scrive melodie già diventate inni per i coetanei che riempiono i parterre dei suoi live, e le condisce con testi che sembrano poesie, non potrebbe farlo nessun altro, tra i giovani colleghi della sua generazione. E lo fa con attualità e naturalezza, anche se i paragoni con i grandi di altre epoche (Vasco Rossi tanto per dirne uno - di cui regala anche una cover di “Albachiara”, per festeggiare i 40 anni della canzone) non sono fuori luogo.

Questo concerto era sold out da mesi, e centinaia di ragazzi sono rimasti fuori dal palazzetto, sperando in un affare di qualche bagarino dell’ultimo minuto, o di carpire qualche nota dall’esterno. All’interno i fortunati si sono goduti due ore di musica (perché sì, i giovani sanno ancora scriverla, e in questo caso Niccoló sa anche cantarla e interpretarla), di lacrime emozionate, di uno schermo in 3D che regalava uno sfondo diverso per ogni canzone, di un’orchestra che accompagnava il vero, unico protagonista della serata (e forse, al momento, del panorama musicale italiano under 25). Il primo mattone della strada della carriera di Ultimo è stato solidamente appoggiato, e considerando che ha solo 23 anni, non possiamo che augurargliene ancora tanti di musica e successi. Tra i (pochi) genitori annoiati fra il pubblico, al PalaFlorio per accompagnare i figli piccoli, una mamma ha decretato: “Però è antipatico”. Il lavoro che ha scelto Niccoló è stare sul palco, scrivere brani che siano in grado di emozionare (“Mi sento sempre un po’ a disagio quando non devo parlare di canzoni”, ha confessato). La “simpatia” non è prevista, né questa è la sede adatta per stabilire se l’affermazione sia vera o no. ”La vita è imprevedibile, due anni fa ero a cantare in un mercato a Testaccio, a Roma, davanti a 20 persone, oggi sono qui”, dice verso la fine del concerto. E allora, rubando il titolo a un suo brano, “Fatelo Canta’” e basta, che di cose da dire e da farci ascoltare ne ha ancora tante.

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