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La polemica

Locorotondo, pace fatta tra pellegrino Bruno con la sua asinella e i vigili

L'uomo che sta facendo il giro del mondo verso Gerusalemme a cavallo della sua asina, ieri era stato cacciato. Poi il chiarimento

Locorotondo, i vigili urbani fermano il pellegrino Bruno e la sua asinella

Tutto è finito a tarallucci e vino, ma nel senso più nobile e vero dell’espressione: pace siglata con taralli della Valle d’Itria e vino doc di Locorotondo. Si è concluso con un lieto fine lo spiacevole episodio che ha coinvolto Bruno Dias e la polizia municipale di Locorotondo.
Bruno, portoghese 36enne, è un pellegrino partito da Santiago de Compostela due anni fa e diretto in Terra Santa, a Gerusalemme. Insieme a lui la fedele asinella Salam. Bruno ha rivelato di essere stato allontanato dai vigili con modi poco «urbani». Il primo impatto con la città è stato traumatico: «Mi hanno detto che dovevo andare via». Bruno racconta: «Ho vissuto una situazione un po’ difficile, ma l’indifferenza è un problema mondiale.

Vedere un pellegrino con un asino non deve spaventare. Voglio ringraziare gli abitanti di Locorotondo che mi hanno fatto sentire tutto il loro affetto: ho conosciuto persone meravigliose. Alcune invece hanno bisogno di aprire di più il cuore. Il mio è un messaggio di pace». La vicenda si è trasferita sui social network dove Bruno ha trovato grande solidarietà dai cittadini. Ma la Polizia municipale respinge ogni addebito: «Abbiamo trattato Bruno con rispetto, nessuno lo ha cacciato».
Ieri mattina, infine, è stata siglata la pace tra il pellegrino lusitano, il sindaco Tommaso Scatigna e la polizia municipale. «Mi dispiace davvero tanto - ha detto il sindaco a Bruno - è stata solo un’incomprensione. Ti prego di accettare le nostre scuse. Locorotondo è un paese di persone educate ed accoglienti da sempre. Bruno a Locorotondo sarà sempre il benvenuto». Salam e Bruno hanno accettato le scuse: «Tutti sbagliamo, spero di aver portato un vento di pace in questa città».

IERI LA DISAVVENTURA - Disavventura a Locorotondo per Bruno Peregrino, partito da Santiago de Compostela, in Spagna, nel marzo del 2017 con la sua asinella Salam. Passo dopo passo, sono diretti a Gerusalemme, in Terra Santa, per un viaggio «in nome della pace».

Ma ll pellegrino portoghese, nato a Lisbona 36 anni fa, dopo aver attraversato mezza Puglia a Locorotondo ha lamentato di essere stato cacciato dalla Polizia municipale «perché mi hanno detto che non ero autorizzato a camminare con l’asina» ha detto. Si è molto arrabbiato: «Salam non fa del male a nessuno, è meglio di tante persone!».

A nulla sono valsi i tentativi di calmarlo. Ci ha provato anche l’assessora alla cultura Ermelinda Prete: «Bruno è un nostro gradito ospite». Ma lui ormai non voleva saperne più niente. «Ho ricevuto una bellissima accoglienza in tutta Italia, solo a Locorotondo sono stato trattato così male. Avete la mentalità chiusa!».
Solo i carabinieri, chiamati dallo stesso Bruno «per denunciare un attacco alla libertà», hanno placato l’ira del pellegrino. Comunque contenti i bambini. Un asino non l’avevano mai visto hanno accolto Bruno e Salam col sorriso.

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